Un Piromane in Ferie – Parte 6

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Cos’è un’ossessione?

È un pensiero che non esce dalla propria testa, mai. Neanche un secondo.

Così diventa una sorta di dipendenza, che si annida in ogni parte del corpo e mente, strisciandoci dentro come un serpente.

E l’ossessione è qualcosa di irrisolvibile, tenace e inevitabile.

Chi si fa rapire da tali sensazioni, può cambiare totalmente la sua personalità. Le persone più tranquille possono diventare molto più aggressive.

Se non ci sono le persone giuste accanto, capaci di far capire quando si esagera…si resta soli con il proprio malessere.

E brucia tantissimo dentro, consuma.

E chi meglio di qualcuno che ama bruciare tutto, può saperlo?

<< Almeno non uccido.>> Si diceva spesso. Pensando che fosse un reato minore, il suo.

E bruciava dentro, perché non poteva farlo con qualcos’altro.

Vide la città bruciare, e lui ne era l’autore. Camminava, come se gli mancasse l’aria, quasi sbavando, ipnotizzato.

Non aveva più nessun controllo sul suo corpo, sulla sua mente.

Quando infine recuperò la lucidità, si risvegliò su una panchina, con la valigia accanto e una cicala che cantava lenta.

Si guardò intorno. Nessuno.

Prese il suo accendino, e bruciò la cicala. La guardò, senza che il suo volto tradisse alcuna emozione.

Era come se stesse facendo un tiro di nicotina, da una sigaretta non finita trovata sull’asfalto.

Si accorse di essere molto sudato, ma di nuovo, nessuna emozione.

Prese il suo bagaglio, e continuò a camminare.

Erano ormai diversi anni che questa ossessione aveva preso piede. Spesso si interrogava sulla causa, e ne trovava più di una.

Ogni volta che guardava nel passato…

Ogni volta che guardava lì dove faceva male… e ricordava. Ricordava la sua famiglia, quel breve surrogato di amore che gli era stato concesso, per poi venire ancora una volta, tradito.

Sua figlia… che era il prodotto promiscuo e quasi… peccatore di quel suo disperato tentativo di vivere quello che aveva sempre desiderato.

Una volta si diceva che l’amore era sempre l’unica risposta a tutto, perché è la migliore, la più forte. Amare gli altri, amare sé stessi.

Spesso, nella sua follia aveva visioni, oppure erano sogni?… Entrambe le cose?

Vedeva un sé stesso molto diverso, libero da ogni altro male ed ossessione, o almeno così credeva.

E questo suo alter ego bruciava, ma non si inceneriva. Camminava sempre determinato verso di lui, lo abbracciava, e bruciavano insieme.

L’alter ego gli diceva sempre:

  • Tu sei me… Da un diverso passato, o un altro futuro. Brucia. Brucia e dormi.

Pensava spesso che quella visione rappresentasse una sua vita alternativa, dove aveva superato ogni ostacolo, dove aveva “vinto”.

Una versione “buona”, che sconfiggeva quella “cattiva”, in un atto di pietà. Di amore.

Roma Termini.

  • Claudia… – Pronunciò il nome della figlia.

Prese infine un taxi, per portarlo nel solito b&b che aveva prenotato. Si fece una veloce doccia ed uscì, per andare nel luogo dell’appuntamento.

Di fronte a Castel Sant’Angelo.

Quel luogo gli sembrava tanto familiare… era nostalgico, e non capiva mai il motivo di quella sensazione.

  • Papà!

Eccola lì la bambina. Cresceva in fretta, ma per lui non era passato un giorno dall’ultima volta che l’aveva vista. Sì, come se …il tempo passasse in maniera diversa nella sua vita.

Quella piccola creatura, che accolse in un abbraccio, mettendosi in ginocchio, era forse ormai l’unica cosa che fosse capace di amare.

O era uno sbiadito ricordo di quel potente sentimento?

Accarezzò i capelli corvini della bimba, sorridendo spontaneamente.

Chiuse gli occhi… tentò di assaporare il momento.

Fino a quando non sentì avvicinarsi i passi di lei.

  • Giorgio.

Non aprì subito gli occhi, avvolse il braccio attorno alle spalle della piccola, poi fece scivolare le mani sulle sue piccole spalle.

Aprì infine gli occhi e la guardò, ancora in ginocchio.

L’ultima volta che era così davanti a lei, la stava pregando, ora il suo sguardo aveva solo rancore da comunicare.

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