Addomesticare.

Che cosa vuol dire addomesticare?”

” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…” ” Creare dei legami?” ” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

Avrete letto in molti queste parole, provenienti dalla celebre opera di Antoine de Saint-Exupéry.

Lo lessi ormai molto tempo fa, 8 anni fa per la precisione.

Oggi, mi ritrovo a pensare a quelle parole.

Devo dire che per me creare legami, è sempre stato alquanto agevole. Nel corso del tempo alcune amicizie sono nate con una spontaneità tale, da farmi smettere di dubitare di me stesso, perché ho capito che posso piacere alle persone, che non c’è quasi nulla di male nel modo in cui sono fatto. Che mi si vuol bene  a prescindere dai miei difetti, o da qualche sbaglio che posso commettere.

Dato che è perfettamente normale sbagliare. Specie se non conosci a fondo la persona che ti sta davanti.

E in qualche caso, è più difficile, meno spontaneo. Ci sono pregiudizi da superare, ostacoli da superare, quello che prima era agevole, scorrevole, a volte veloce… diventa un po’ più complicato.

Dato che ad un certo punto della mia vita (in questo ultimo anno, perlomeno), sono voluto andare oltre certi limiti, o certi modi di fare nella mia selettiviyà, andavano beh…

Un po’ limati.

Capire che ci sono persone che vogliono bene a modo loro. Prepararsi ad una serie di incomprensioni, perché non ci si conosce, ma si vedono i presupposti per un’amicizia.

Questo è, suppongo… addomesticare.

E forse anche essere addomesticati, chi lo sai.

Certe amicizie, legami, sono come la volpe del piccolo principe… hanno bisogno di lavoro e pazienza.

E se ci si riesce, si ritrovano anche belle amicizie.

Del resto, anche io non mi ritengo di essere uno “perfetto”, anzi…

Tutto sta nell’andare oltre. Perlomeno provarci, anche per una crescita personale. Capire di poter essere capaci di migliorare.

Questo è stato il mio “lavoro”, negli ultimi tempi.

La pandemia ha cambiato la mia vita. Per alcune cose in meglio (beh, un giorno saprò sicuramente apprezzare di più), per altre… sarebbe potuta andare meglio…

I programmi che mi ero fatto, sono stati messi in discussione.

Pensavo me ne sarei andato, lasciando indietro queste “volpi”, da “addomesticare”. Pensando che sarebbe stato facile lasciare tutto indietro, scappare.

Eh beh, diciamo che qualcosa come una pandemia, ti stravolge i piani.

Ed eccomi qui, a sentirmi un principe con delle volpi. Non sentendomi di “scappare via” e basta. Giusto per il famoso detto “occhio non vede, cuore non duole”.

Però credo che i luoghi comuni, le frasi dette ormai con ben poca saggezza: ovvero si dicono cose solo perché lo ha detto lui.

Il famoso “ipse dixit”. Peccato che ormai bisogna vedere le cose con relatività. Anche se lo ha detto Platone, Socrate, o altri … non è automaticamente vero. Dipende dalle situazioni.

Per fortuna.

Altrimenti sarebbe tutto scontato, no? Sarebbe facile “avere ragione”. ma sappiamo, che spesso della ragione, ce ne se fa ben poco.

Se ci fosse un solo modo per affrontare la vita, allora saremmo tutti a posto.

Magari, eh? E invece… sforzi, lavorare duro, impegnarsi. Sudare.

Sapere di essere infelici, ma con il desiderio di poterlo essere, un giorno.

Addomesticando.

“Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.  “L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

” Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. ”

Ho sempre pensato che “Il piccolo principe”, fosse un’opera per ricordare il lato infantile, il nostro bambino interiore.

Ma non è così. Non è solo il bambino interiore che può trovare queste verità.

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