Un Piromane in Ferie – Parte 9

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Marco si svegliò adagio. Gli sembrava strano essere senza nulla da fare, dopo tanto tempo.

Ricordò quando se ne andò da lì, tanti anni fa…

Quando voleva andare via, lontano…

“Vado lontano più lontano più lontano che posso” …

( Il Turco – Lontano)

Voleva cambiare aria, vedere un po’ oltre il solito orizzonte, che ora ammirava dal suo balcone, mentre beveva un caffè.

Davanti casa sua non c’erano palazzi, il vento soffiava libero. Era molto simile alla casa che aveva lasciato a Torino.

Quando decise di andare via, era qualcosa di veramente fisiologico… dopo un paio d’anni che aveva provato a studiare diritto…aveva capito che era la criminologia la sua vera strada.

Aveva deciso di andare via, perché ormai non si sentiva più parte di quel mondo, quella realtà. Era il momento giusto … ma aveva sempre pensato a casa sua.

Quel posto però, tendeva ad uccidere la speranza, l’allegria… la gioventù.

“Prendetevi allegria e gioventù

E seppellitele in una miniera.”

(dalla Poesia di F. Costabile – “Ultima uva”)

Non si ricordava dove avesse sentito quelle parole… forse a Cosenza, anni fa. Da dicannovenne.

Cosa poteva fare però?

Non gli andava certo di stare troppo tempo a cazzeggiare…ma del resto si era appena laureato. E dopo tutto un po’ di pausa se la meritava… un po’ per dimenticare alcune cose.

Così si lasciò andare: uscì a bere, e fumare un po’ con gli amici, così come non faceva da anni…come quando era adolescente.

Quando si perdeva tempo dietro ai culi delle ragazze…infatti quella sera si concesse di farlo come faceva una volta… un’adolescenza ritrovata.

Si mise su una panchina, piegando la testa all’indietro, per guardarne uno, mentre fumava. I suoi amici risero insieme, ricordando i vecchi tempi.

La nostalgia un po’ lo rapì…

Passò un po’ di settimane per distrarsi, dimenticare un po’ Torino, quella stanza in cui ancora sentiva il profumo di lei… di Arianna.

Queste cose un po’ si persero nei discorsi da fumato ed ubriaco, sulla spiaggia.

Dopo qualche settimana, decise di rimettersi in gioco: gli venne l’idea di provare a fare l’investigatore privato.

Lui aveva sempre avuto la voglia di cambiare un po’ il mondo, voleva diventare un simbolo di giustizia.
Era per quello che aveva cominciato quel percorso… Si sentiva bravo nel farlo.

Ed era lui il primo che ci doveva credere… così che davanti allo specchio, mimò dei pugni nell’aria…e urlò:

“PLUS ULTRA!”

Esatto… il motto del giovane era quello. Andare sempre oltre i propri limiti.

Come un vero eroe.

Ancora non aveva un ufficio, ma appese in giro manifesti della sua attività… sorrideva mentre lo faceva.

Sembrava che l’ombra del dubbio fosse svanita dalla sua faccia.

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