Pensiero/Recensione sulla storia di “The Witcher”.


Questa serie è diventata famosa soprattutto per i videogiochi. In modo particolare il terzo, “Wild Hunt”.

Anche io l’ho conosciuto tramite un videogioco, il primo della serie, nell’ormai lontanissimo 2010.

Già da allora però, ho saputo che provenivano da libri, scritti dal polacco Andrzej Sapkowski.

La serie tv l’ho trovata carina, fa anche luce su punti che non si trovano nei libri. Ahimè! Alcuni non sono stati nemmeno tradotti in italiano.

Ho comprato e letto l’intera serie, ed è diventata tra il genere fantasy, una delle mie preferite. Sarò “eretico”, ma per alcune cose l’ho anche preferita al “Signore degli Anelli”.

Son storie chiaramente, totalmente diverse.

Il protagonista, lo strigo Geralt di Rivia, che forse nella serie tv è anche troppo pulito, mentre nei videogiochi e nel libro puzza anche più spesso.

Ma Geralt è un “vecchio dentro”, anche se poi invecchia veramente. Un brontolone, che ha un suo modo di fare amicizia.

Anche se è privo di emozioni, lo “strigo”, infatti farà amicizia, o meglio, Dandelion (In italiano Ranuncolo, in polacco Jesker), si accollerà al nostro Geralt.

Ma cos’è uno strigo? (Traduzione italiana), è un mutante, un uomo mutato con incantesimi, per poter uccidere e sconfiggere mostri, quindi è “potenziato”, si può dire. Più longevo, resistente a veleni e immune alle malattie. (Chissà se lo sarebbe anche dal covid19.)

Quindi non è propriamente vero che non abbia emozioni, semplicemente, le cela molto meglio di qualsiasi altro essere umano.

Sangue freddo, per poter evitare di aver paura quando si uccidono i mostri.

Nei videogiochi, la storia nei primi due capitoli, è distaccata dalla principale, (ovvero, quella del libro). Si legano meglio nel terzo.

Infatti nel terzo esiste Ciri, il trascorso di Geralt, e tante altre citazioni ai libri, che prima non c’erano.

Comunque, il personaggio di Geralt, è quella cosa che nei libri, negli ultimi tempi ci piace tanto. La figura dell’antieroe.

Quello che è l’eroe, ma non è senza macchia e senza paura.

È pieno di macchie.  E la paura che ha più di tutte, è quella che abbiamo anche noi non-mutanti.

La paura di perdere chi ama.

E le macchie, son di sangue o interiora.

Nei libri si vede meglio la crescita del personaggio: da un witcher più giovane, che neanche avrebbe immaginato di volere una sorta di…

SPOILER ALERT. Se non avete letto il libro, o comunque giocato a Wild Hunt, vi consiglio di non procedere oltre.

O fatelo, se vi sta piacendo questo articolo. ❤

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Una sorta di famiglia, con lui, Yennefer e Ciri.

Geralt, da giovane si innamora di Yen, e qui vediamo una delle storie d’amore più travagliate mai viste. (Anche se nei videogiochi ci sarà un triangolo amoroso con Triss, cosa che nei libri però è meno evidente.)

Questa cosa, è un altro elemento dell’antieroe. Un uomo, che si innamora di una come Yennefer. Tira e molla per anni, e ai tempi ( i tempi? Quali tempi?) neanche esistevano smartphone e social network.

Però è questa una delle cose che lo rendono amabile, il nostro Gerry.

Non si consigliano relazioni del genere a nessuno, un po’ come Ross e Rachel.

Nella vita capita di tutto, in quella di Geralt anche di più.

Ebbene, si potrebbe dire che sono state le caratterizzazioni dei personaggi, a farmi appassionare, più della storia stessa.

Si entra proprio nella testa di chi popola il libro, è fantastico.

Toccando tematiche anche politiche e sociali, come il razzismo (nel caso di questo modno si è razzisti verso i nani e gli elfi. I non-umani.)

La guerra, i crimini di guerra, la violenza. È molto più crudo del Signore degli Anelli.

Si parla di violenza sessuale, di sangue e parti del corpo sbudellate, è molto più “splatter”.

Consiglio assolutamente la lettura, insomma.

Anche perché leggere potrebbe essere una delle nsotre poche compagnie, in questo periodo.

In tanti libri Geralt affronta numerose peripezie, viaggia tanto per il mondo, incontra persone, e crea legami.

Questo è il bello del fantasy del resto no? Le avventure. E noi che le viviamo accedendo la nostra fantasia.

Un essere senza emozioni, fa più amicizie di molti di noi, interessante, non trovate?

Silver for monsters…

Del resto, anche i suoi simili vengono trattati con disprezzo. Anche lui sarà vittima di razzismo, a volte tenterà di essere neutrale, ma c’è qualcosa in lui che lo fa “eroe”.

Ha un suo senso di giustizia, come un “vero cavaliere”.

E quindi, dovrà uccidere anche gli umani, a volte.

…Steel for humans.

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