“Un Piromane in Ferie” – Capitolo 10.


Ogni Martedì, eccoci al solito appuntamento, con il mio romanzo a puntate, ideato con il mio amico, Leo.

È una storia di fantasia, in cui esiste un ipotetico piromane che, ogni estate, brucia la nostra regione.

Una storia tra il folle e il romantico, in cui faccio alcuni esperimenti di scrittura. Una roba per uno come me, un esordiente.

Pagina con tutte le puntate,

L’uomo teneva per mano la bimba, passeggiava per le strade di Roma. Faceva un caldo senza pietà, eppure la bimba era piena di energia.

Ogni volta che stava con lei, era in conflitto con il suo sé stesso del presente, e il ricordo del suo passato.

Giocavano al parco, Giorgio sembrava divertirsi.

Ogni volta però, sentiva nel cuore qualcosa che lo stringeva forte: come catene, come le radici di un albero, conficcate nel terreno.

Le radici di un albero, sono la base. Sono il passato di ogni cosa della vita. Senza quelle, non c’’è l’albero, non ci sono i rapporti che ogni persona ha con gli altri, con sé stesso, animali, oggetti… Ogni cosa.

 

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C’era una radice per quella voglia di bruciare tutto, in fondo.

Era solo diventata più intensa, dopo la separazione da lei… in fondo, aver ottenuto ciò che voleva, lo aveva calmato a dismisura.

Da dove era nato tutto quello? Il suo odio era generato dal fatto che non volesse provarlo.

Odiare sé stessi, perché si odia, di fatto.

Quel mondo non gli era mai andato a genio. Detestava che gli accadessero sempre le stesse cose, non importa quante volte cambiasse il modo di agire, di pensare, di vivere.

In qualche modo, veniva sempre deluso. Ed era profondamente infelice.

Si era rifiutato da tempo di vedere le cose in maniera diversa, di vivere senza sogni, con la cinica, noiosa realtà.

<< Sì, va bene. È sempre come dite voi. È un mondo di merda, dove uno come me è destinato all’infelicità più totale. Mai una volta in cui posso stare bene, amare ed essere amato.

Pensano che fare certe cose mi aiuterà a stare meglio, ma non capiscono. >>

In fondo era per motivi simili, che si trovava senza legami, e non desiderava averne: nessuna amicizia, nessun male.

Niente.

Solo la voglia di bruciare, sentire l’odore del mondo che viene distrutto dalle sue fiamme… perché questo mondo gli fa schifo.

Quante volte gli avevano consigliato di fare qualcosa che non voleva? Pensava… Pensavano che lo avrebbe aiutato.

<< Sì, all’inizio starai male. Ma è temporaneo. Poi passa. Così farai un vero passo avanti.>>

Ciò che era considerato da altri il passo avanti, per lui, era indietro.

Vai a farti del male, ricevendo l’ennesimo rifiuto da parte della persona di cui sei innamorato. <<Temporaneo? Sì, quanti anni?>>

Ricevere le stesse risposte non era qualcosa che lo avrebbe reso migliore, perché non avrebbe compreso i suoi errori.

Era così impossibile, come diceva qualche amico particolarmente ostinato, poter stare con la persone della quale era innamorato? Era veramente tutto frutto di qualche sua fantasia?

Giorgio però sapeva che non era immaturo, che riusciva a capire, a vedere… la sua sensibilità, empatia, capacità di vedere dettagli che ad altri sfuggono, lo aveva condotto ad avere la sua idea.

E mantenere le sue idee… era diventata la cosa più importante.

Questi erano i pensieri che aveva sempre avuto. E poi l’aveva incontrata…

Iniziò a chiudersi a riccio, la paura di perderla fu presto enorme…

Perché all’inizio andava tutto bene. Non poteva sopportare l’idea di farsi sfuggire quell’occasione. All’inizio.

Di nuovo.

Quando iniziava a corteggiare andava bene, riceveva segnali buoni… poi succedeva sempre qualcosa che non capiva… qualcosa che lo faceva diventare matto.

Così che le verità altrui, quando diventava troppo confuso, avevano preso la predominanza sulla sua.

Ma non era così, no.

Perché non voleva pensare che tutti i suoi sforzi, ed impegni, fossero stati per niente.

Non esisteva altro modo che insistere, per ottenere ciò che voleva, per crescere veramente.

Ormai era da tempo che non era sereno… aveva trovato quel piccolo sprazzo di felicità…dopo anni di dolori, causati da donne, da un mondo che odiava.

Che ora, voleva solo veder bruciare.

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