Un Piromane in ferie- Parte 12

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Comunque, con la bambina, l’uomo riusciva a distrarsi. Era come l’ultimo spiraglio di luce in un mare di oscurità.

Si divertiva, tornava umano… non voleva sempre bruciare tutto.

Quando rivide la madre, volse uno sguardo di profonda freddezza e disprezzo.

  • Giorgio… – La donna esitò un attimo. – Non ti chiedo di amarmi come un tempo… ma non odiarmi così tanto.
  • Non vorrei. Tu però non capisci cosa significa essere traditi e feriti, dopo tutto quello che ho fatto, dopo tutto l’amore che ho investito…
  • Sappiamo tutti e due che non è solo quello il problema, vero? Se tu non ti odiassi così tanto… se tu non avessi avuto sempre paura di sbagliare…
  • Ma all’inizio andava bene. All’inizio lo accettavi.
  • Ti ho chiesto di perdonarmi così tante volte… so che sei una persona buona.
  • Gabri… non è giusto per persone come me sentirsi così, soffrire sapendo che c’è stato qualcun altro nel tragitto.
  • Quello era… – Coprì le orecchie alla bimba. – Quello era un cazzo, contro il tuo cuore e il tuo cervello.
  • Basta…
  • Ti amo ancora… e non lo dico solo per nostra figlia.

L’uomo se ne andò, senza dire una parola.

In fondo lo sapeva: non era stato solo quello il problema.

Ormai era al limite: doveva tornare tranquillo… forse poteva veramente perdonarla, ma ora, doveva bruciare.

Non riusciva a resistere, doveva fare qualcosa di grande.

Vagò per le strade di Roma, alla pazzesca ricerca di un luogo isolato da bruciare.

 Lo videro due uomini, erano due che puzzavano di fritto.

  • Aho!
  • Eh.
  • Hai visto quello?
  • E che ce vuoi fa?
  • Sembra un pazzo.
  • E damme la sigaretta, qua semo a Roma…ce lo sai.
  • Aspetta.

Giorgio non si rese conto subito di essere seguito.

Giunse in un luogo senza nessuno attorno, ansimava.

Sentì un rumore.

  • Tutto apposto zì?
  • Ma che te frega ah Piè? Lascialo perdere.
  • Te dico che un ce sta.
  • E vabbè un ce stamo manco noi, ah fratè!

Giorgio non disse nulla, attese.

  • Non vi preoccupate, signori. Sapete, ho un po’ bevuto. Ho avuto dei disguidi con la mia ex.
  • Lo vedi Piè?
  • Va bene Simò, scusame.
  • E fatte i cazzacci tuoi… se uno ce li ha… annamo annamo, cazzo… che devo famme na bevuta pure, porcod…
  • Ennò Simò, che questo sembra uno serio, annamo davvero, aò.
  • So attimi…
  • E ssì, cazzi…

Giorgio attese, sorrise tutto il tempo, aspettò tanto per essere sicuro. I due uomini lo avevano messo sull’attenti: controllò che non ci fosse nessun modo per essere visto. Non vide telecamere in giro, ormai sentiva il sangue ribollirgli nelle vene.

E bruciò un cassonetto della spazzatura, poi diede fuoco anche a degli alberi vicini, e gridava, come un pazzo mentre lo faceva.

  • PORCA PUTTANAAAAA… come cazzo è possibileeee? Eppure mi sentivo così sicuro… e poi saperlo così, dopo che quel suo amico ha fatto quella battuta… Che imbecille anche lui, cazzoooo…

Scappò immediatamente, senza correre. Il fuoco gli stava donando la pace che attendeva da lungo tempo.

Ognuno ha i suo “hobby…” quello di Giorgio era diverso. Senza dubbio.

Immaginava che bruciasse tutto: lei, quello che neanche aveva idea di chi fosse, il suo amico…e persino sé stesso.

Si sentiva come lo scemo del villaggio.

<< Ha ragione Gabri… mi giudico. Mi sarebbe piaciuto migliorare in questo aspetto… Lasciarmi sbagliare…>>

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