Tu eri come me (ad un amico)

Tu eri come me.

Un ribelle, uno che ha avuto sempre tanti scazzi,

sorridevi, ridevi, bevevi. E soprattutto,

cantavi. Cantavi.
Cantavi con ironia e serietà allo stesso tempo.

Eri una persona semplice, che amava la vita.

Eri pieno di persone che ti volevano bene.

E sei venuto a vivere in questa città maledetta

Che né ami, né odi, ma però…

E mi sei venuto a trovare in Calabria, e hai amato anche tu un po’,

questa terra maledetta dove sono nato.

Questo mondo avvelenato,

che mi ha avvelenato.

Con la tua musica, mi hai un po’ portato via

Il veleno.

Così come Bologna, i ricordi, le amicizie…

Gli amori, le bevute, gli scleri… un’altra vita.

E tu che ci prendevi abbracciandoci sempre, e cantavamo insieme,

avvolti insieme, ubriachi, sudati.

Era un’altra vita. E tu eri vivo.

Ed è stato bello esserlo insieme.

Se esiste un fottuto aldilà,

ogni tanto ne stappo una alla tua salute.

Chissà se

Chissà se ci sei da qualche aldilà, se

Hai il televisore ogni tanto su ‘sta vita de merda.

Che sfido, alzando il dito medio verso il cielo.

Tu eri come me.

Molti lo erano, molti lo siete.

Per sempre.

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