Un Piromane in Ferie – parte 13

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Gli sembrava quasi ovvio a Marco, che i tradimenti avvenissero di notte. Era nella natura umana, compiere le azioni di cui ci si potrebbe vergognare, quando il buio era calato.

Quasi come se ci fosse un istinto primordiale: come se solo con “il favore delle tenebre”, si potessero compiere le azioni peggiori.

Marco sapeva, ovviamente, che non era ormai un’esclusiva, dato che ormai può succedere qualsiasi cosa in ogni momento… però lo affascinava fare ragionamenti simili.

Aspettava il marito di Giovanna su una panchina, in solitudine, con un solo lampione ad illuminarlo, godendosi un po’ il fresco che portava la sera.

Il caldo di ferragosto rendeva quasi difficile respirare, ma quella panchina sembrava il posto perfetto…

Quasi si addormentò.

<< Mah, alla fine quello che faccio è stalking legale…>> pensò tra sé, sorridendo.

Sentì il rumore di una porta aprirsi, e aprì gli occhi: era proprio lui.

Se ne stava andando via in macchina, e Marco prese la sua per seguirlo:

<< Andiamo, SUPERMARCOOO IN AZIONE!>> Si mise a ridere da solo.

Non fu difficile inseguire l’uomo: non andava molto veloce e – ovviamente – non aveva notato di essere inseguito.

Insomma, per il giovane quella cosa era divertente, solo perché era la prima volta che la faceva in vita sua.

Andarono fuori città: il signore arrivò in una casa in campagna, che sembrava abbandonata.

Marco non sapeva bene perché ma quella casa gli fece venire i brividi. Come se avesse qualcosa di spettrale.

L’uomo entrò, non sembra ci fosse nessuno là dentro.

Il giovane esitò: quel posto era spaventoso… non riusciva a spiegarsi il motivo.

Scese dalla macchina. Vide quella casa: era molto grande. Vide il portone, era mezzo distrutto. Posò gli occhi su un buco, che la luce di un lampione poco lontano riusciva ad illuminare e trasalì: capì che era un foro lasciato da un proiettile.

Guardò quella casa, le luci che l’uomo accese gliela fecero vedere un po’ meglio. Sembrava fosse stata distrutta da qualcosa accaduto tempo fa. Le finestre erano rotte, era stata messa qualche trave come sostituzione.

Marco entrò, nonostante la paura. Il cancello era malmesso anche quello. Era stato sicuramente qualcosa di violento a provocare tutto quel macello.

Dopo un po’ vide l’uomo, che non stava facendo altro che dare da mangiare ad alcuni cagnolini, e li accarezzava.

<< Ma cos?…>>

Uno degli animali si mise ad abbaiare nella sua direzione, inevitabilmente, fu scoperto.

  • Che è lì?
  • B-buonasera. – Marco decise di farsi vedere.
  • E tu chi sei, giovane? – Domandò l’uomo. Non sembrava spaventato dalla presenza di uno sconosciuto
  • Mi ha assunto sua moglie, pensava la tradisse.
  • Io? Non me lo sono mai sognato da quando ci siam omessi insieme… e non è mai cambiato…dovrebbe saperlo bene. Mah sembra che a volte le donne dubitino di loro stesse. Voglio dire: l’hai vista? Stiamo andando verso i quaranta, ma lei è ancora splendida.
  • Beh, sì.
  • Hai visto me? Guardami. Non sono certo mister universo.
  • Sì, beh… sembra un po’ come me…con la pancetta. Normale.
  • Esatto. È già stato parecchio difficile trovarne una per me. Non dare adito a chi dice che “si deve” essere in un modo standard per piacere alle donne… Alla fine sono io ad avere … vabbè perdona lo sfogo. Non ce l’ho con te. Con mia moglie ora…e con me stesso.
  • Ma cosa fa qui?
  • Lei, odia i cani. Io non posso farci nulla, quando trovo qualcuno di loro abbandonato… non reggo: devo aiutarli.
  • Tutto qui?
  • Sì…ma credo io debba dirglielo. Sembri deluso…come ti chiami?
  • Marco. Sì, un po’… questo posto faceva pensare che stesse facendo ben altro.
  • Io sono Raffaele…eh beh… questo posto ha una storia orribile: qua c’era una famiglia di mafiosi. Il giorno di Santo Stefano, la famiglia si era riunita. I rivali vennero qui, e li trucidarono, senza pietà. È accaduto molto tempo fa…saranno quindici anni.
  • Mio… Dio…
  • Beh, ammetto di avere scelto un posto pessimo per questa mia “attività”… ma nessuno voleva questo posto, proprio per la tragedia che avvenne. Sembra ci fossero anche bambini coinvolti… ma potrebbe essere anche una delle tante dicerie che si diffuse dopo questa storia. Beh, giovanotto, ti consiglio di non farti coinvolgere da queste cose.

Marco rimase pietrificato per un po’. Decise dopo di andarsene via senza dire una parola.

Metteva più spavento sentire storie del genere, piuttosto che il peggiore dei racconti horror.

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