Un Piromane in Ferie – Parte 14

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A volte Giorgio ricordava quando era una persona che riusciva ad amare, a voler bene senza problemi.

Era vero che ormai aveva perso il controllo davvero solo ultimamente, ma in fondo… aveva subito diversi traumi nella vita.

Quando era ragazzino era stato ripetutamente picchiato e bullizzato, non si era mai sentito accettato, amato.

Non aveva fatto altro che odiare l’umanità fin da quando era piccolo.

Così pensava, mentre teneva in mano la maschera nera, di pelle, che indossava come fosse un cattivo dei fumetti. Era ormai tempo per lui di svolgere la sua “attività”.

Non sempre aveva odiato il mondo: certo, dopo che l’aveva incontrata, tutto aveva cominciato ad avere un aspetto diverso…

Prese le valigie, le caricò in macchina, e partì verso il sud.

Misa una canzone specifica, che aveva bisogno di ascoltare: “If I close my eyes Forever” – Lita Ford e Ozzy Osburne.

“ If I close my eyes forever

Will it all remain unchanged?

If I close my eyes forever

Will it all remain the same?”

( https://www.youtube.com/watch?v=foGkU6x3eSE )

Aveva perso la fede da tempo, di poter cambiare, di poter amare di nuovo il mondo come quando era più giovane, di commuoversi a sentire odori della natura, a vedere gli spettacoli dati dal tramonto, sulla città…

Eppure, mentre lo pensava, non poteva fare a meno di guardare il panorama, mentre viaggiava con la macchina.

Con i finestrini abbassati, e gli occhiali scuri. Era solo, come voleva essere da tempo… meglio.

Ricordò quando aveva amici, qualcuno che lo aveva aiutato ad uscire fuori dall’oscurità che lo aveva sempre avvolto.

Neanche la sua famiglia era stata sufficiente per lui: solo incontrare Gabriella, qualcuno per cui sentiva che valesse la pena lottare, nonostante sembrasse che a volte era sul punto di cedere.

Capì molto presto che bisognava faticare per l’amore. Gli sembrò scontato, ogni cosa nella vita richiede impegno, a volte anche sofferenza. Anche l’amicizia, niente è facile, o comunque, non come in molti lo vogliono dipingere.

Nulla è scontato. Non per lui, almeno.

Troppe volte aveva sentito parole e discorsi, come se stessero dicendo grandi verità… come se fosse tutto scontato, come se ci fosse un pulsante di accensione e spegnimento delle emozioni, dei sentimenti.

Come se fosse tutto davvero così semplice.

Bisognava dirlo: a volte “la colpa” poteva cadere su chi non era riuscito a stargli accanto: a volte capita che ci si perda nella vita: lo sapeva. Anche lui non era stato costantemente “appresso alla gente”. Forse se lo avesse fatto, invece di aspettare messaggi, o notizie da parte degli altri… in fondo è normale che ognuno sia preso per i cazzi propri.

Bastava solo uno sforzo in più(?)

“ E se non fosse che sono un testardo

E del mio detto e fatto sarei solo un altro in piazza sfatto

Il punto è che ‘sta gente passa e quel locale chiude

Poi si cresce e basta e voi fate battute

Ma le mie parole sono già scolpite

Perché il sangue non è grafite”

(Egreen – “Il Grande Freddo”)

Nel viaggio continuava a pensare a tutto quello. Sembrava che potesse ritrovare la lucidità, dirsi la verità. Anche se accanto a lui, c’era l’oscuro passeggero.

Era difficile per lui accettare tutto… soprattutto fare finta che tutto quello per cui si era impegnato duramente, non avesse alcun valore. O almeno, così credeva, così diceva l’oscuro passeggero.

Che accanto a lui, parlava, non stava mai zitto. Quella versione di sé stesso, con fattezze mostruose, demoniache.

“ The blood became my life

When I was trapped inside

And I can feel the dark passenger calling me…

My hunger to destroy

When I was just a boy

It pulled me deeper into something that I now enjoy

(Disturbed – “Old Friend”)

<< Immagina di studiare tanto per un esame e non ti danno nemmeno il voto, anche se hai risposto correttamente a tutte le risposte. Puoi immaginare come possa far sentire?>>

Aveva sempre dato il meglio di sé, e pensare che fosse successo tutto quello invece delle cose buone che si era augurato, lo logorava. Aveva sempre pensato ci volesse tempo, pazienza, ed impegno… e l’unica volta in cui li aveva messi davvero … eccolo lì, a bruciare cose.

Non riusciva ad uscirne.

Ed eccolo arrivato, ormai era sera, ma era ancora in tempo per bruciare un boschetto, tanto per cominciare.

Una specie di antipasto…

Lasciò che il fuoco gli illuminasse gli occhi, prima di scappare via, e sorrise come un sadico.

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