Archivio per gennaio 2021

Un Piromane in Ferie – Parte 15

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12: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/11/22/un-piromane-in-ferie-parte-12/

13: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/08/un-piromane-in-ferie-parte-13/

14: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/20/un-piromane-in-ferie-parte-14/

Marco era tornato a casa, dopo quella stranissima esperienza, avuta con quell’uomo.

Vide la donna e disse la verità. Venne pagato, ma non si sentiva soddisfatto.

Era il primo caso, era andato bene, ma era stato anche troppo facile. Troppo breve.

Era ormai ferragosto, e chiuse per un po’.

Andò al mare, spesso ci andava da solo. Pensava spesso alla sua vita, pensava spesso alla sua ex-ragazza, ad Arianna.

Anche se tentava di allontanare i pensieri, come se fossero mosche, gli ronzavano sempre intorno.

“ Ho già mandato a farsi fottere il mio piano astrale

Il cielo non mi serve tanto qui fa un caldo tropicale

I demoni che tornano e mi vengono a cercare

Io li scaccio con un gesto come fossero zanzare “

(Colle der Fomento – Capo di me Stesso)

Si ricordò improvvisamente, i primi tempi in cui aveva avuto a che fare con il suo malessere. Era una ragazza molto sola, alla fine. Pensava che non avrebbe mai trovato l’amore, e invece…era sotto il suo naso, alla fine.

Alla fine agosto finì, portando con sé le cose che succedono solo d’estate.

Iniziò quindi settembre, e Marco riprese a lavorare.

In quei giorni si sentiva determinato, ma anche un poco disilluso. Era una strana forma di umore. Stare tra una parte e l’altra: una via di mezzo.

Si mise in attesa di altri clienti in ufficio, mettendo un altro disco, stavolta Pat Metheney.

E mentre la cover di “Sound of Silence”, riempiva l’ufficio, bevette un po’ di thé.

Guardò su facebook notizie su alcuni incendi che stavano dilaniando la Calabria. Era ormai da tempo che sentiva parlare di queste cose.

Era strano che accadesse proprio in quel periodo dell’anno, quando ormai le ferie erano finite.

Comunque Marco aveva voglia di darsi da fare, avventure da vivere.

Dato che non arrivava nessuno, forse proprio a causa delle ferie, decise di farsi una passeggiata. Naturalmente faceva caldo. E lo avrebbe fatto per un bel po’.

Con le mani in tasca, si guardò nei dintorni. L’ufficio che usava era in zona centrale, non troppo, ma nemmeno troppo poco.

Guardò da lì in lontananza la cattedrale della città. Un po’ di brezza fresca lo sorprese, giocando con i suoi capelli ricci.

Sentì delle sirene, vide vigli del fuoco dirigersi verso l’ennesimo incendio.

Fu lì che Marco ebbe un’intuizione: un modo veloce per cercare fama e gloria: trovare un’eventuale piromane, chiunque stesse bruciando quella terra. Potevano essere semplici automobilisti che buttavano le sigarette dal finestrino, ma il suo intuito da detective gli suggeriva il contrario.

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Un Piromane in Ferie – Presentazione.

Premessa: avevo scritto questa parte come primo capitolo. Però era fin troppo prematura.

Però, per evitare di buttarla, decido ora di usarlo come “trailer”, “teaser”…

Insomma, un’anteprima.

Dato che questo romanzo a puntate è praticaente la base del blog.

Buona lettura.

.

In quel periodo dell’anno, il caldo diventava insopportabile, il fastidioso rumore delle cicale riempiva la testa delle persone tutto il giorno, o quasi.

Il caldo dava alla testa, non si riesce nemmeno a ragionare. Chi poteva andava al mare, e le spiagge si “inondavano” di persone.

E in quel periodo di agosto, che di solito, si levavano fuochi ovunque: si sentiva più la puzza di bruciato che il canto delle cicale.

Era ormai un evento che si ripeteva nel corso degli anni, a volte era una semplice sigaretta buttata dal finestrino, ma altre volte… c’era qualcosa di difficile da spiegare.

Il neo investigatore, SuperMarco, per gli amici Marco, intuiva che c’era qualcosa sotto.

Girava da solo, nella sua cinquecento, e analizzava numerosi incendi. Il suo intuito non lo ingannava: nessuno riusciva a spiegarsi la causa di alcuni di essi.

Scese dalla macchina, si grattò la barba, e si spostò con la mano i capelli ricci che gli cadevano sulla fronte sudata.

Dentro di lui, qualche maledizione in dialetto calabrese: era ormai da anni che quella terra, insieme ai numerosi problemi, bruciava.

L’unico collegamento, era che succedeva proprio quando erano tutti in ferie: c’era sicuramente qualcuno che agiva solo in quel periodo dell’anno.

Ancora terra bruciata, in mezzo al nulla, o almeno così sembrava, nelle montagne.

Anche se il fuoco era ormai spento, la puzza di bruciato invase le narici del giovane investigatore, che fece un’istintiva espressione di disgusto.

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Racconto 6 – “Esilio.” (Lei Tornado, Io Uragano.)

Parti precedenti:

1. https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/09/racconto-stranger-things/
2: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/11/racconto-2-gigante/

3: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/16/racconto-3-evasione/

4: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/28/racconto-3-metamorfosi/

5: https://loscittorevolante.wordpress.com/2021/01/10/racconto-5-un-lungo-viaggio/

E poi si tornò nel proprio castello, nel proprio regno.

Tutta la compagnia rimase lì. Il re riprese il suo posto, dopo essere evaso dalla prigione.
Carandass era cresciuto, il suo occhio sinistro era diventato rosso intenso. La luce brillava dentro di esso.

Non aveva mai capito perché, ma piangeva sempre dall’occhio sinistro. Da entrambi capitava raramente.

Forse perché era quello vicino al cuore. Chissà.

La città che avevano costruito aveva subito un grave danno al muro. Erano stati assediati, c’era silenzio per le strade, non si vedeva la gente.

E la bambina che Carandass aveva disperatamente cercato, se n’era andata. Esiliata.

Anche il re era stato esiliato dal regno della ragazza.

Insomma, si stava in silenzio, in esilio. Ognuno nella propria fortezza.

Si decise di diventare più forti, il capitano Escanor aspettava di tornare a navigare: se i suoi uomini erano sopravvissuti, li avrebbe rivisti senza dubbio nel regno.

Carandass si chiuse in silenzio.
Il cuore era spezzato a metà. Non era più capace di funzionare a pieno regime: solo una parte di esso. Nel tempo, si sarebbe ricomposto, di luce e oscurità. Di amore e meno amore. Ma mai odio.

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