Kaos. – Racconto Autobiografico.

“ Scrivo minchiate e mi chiamate maestro”.

Il Maestro, Don Kaos. Marco Fiorito.

Chi è? È il mio preferito di sempre, da ragazzino, ascoltavo sempre la sua musica, sono cresciuto con lui.

Lo chiamiamo “Maestro”, è il pioniere della scienza doppia H italiana.

Hip Hop.

Il suo stile, la voce, dura, forte, potente.

La sua musica per me, per molti è cura da anni. Il “Dottor K”. A volte “basta” ascoltare più volte “Cose Preziose”, per sentirsi meglio.

A volte mi ascolto per l’ennesima volta tutto “Karma”, il mio disco preferito suo, no: di tutto l’hop hop italiano.

Ricordo che ancora facevo il liceo alla prima canzone ascoltata.

“ Ricordo con precisione l’istante, il primo contatto

E la promessa che feci che ancora rispetto

L’episodio più importante della mia esistenza

La conoscenza che mi guida in ogni circostanza

Con te sempre insieme in ogni situazione”

Non ricordo se era proprio “Cose Preziose”, probabilmente sì. Sicuramente è una delle basi per cominciare il viaggio nel mondo del Maestro.

Era un amico dei tempi, che poi non ho più visto, un amico con cui ne passammo tante.

E lui ne passò più di me.

Fabrizio.

Con il padre e poi la madre, morti. Con una vita incasinata. E io, uno dei pochi che credeva in lui, nonostante le amicizie di merda che aveva.

Drogati e spacciatori.

Io, curioso di conoscere quel mondo, per la mia fottuta fame di conoscenza. Sono sempre stato un pazzo.

Accomunati dalla passione per questa musica.

Era un’altra vita.

Ricordo la prima che ho potuto vederlo dal vivo. Ero arrivato in largo anticipo al concerto, al Lokomotiv di Bologna.

Era anche la prima volta che andavo lì, c’ero andato da solo.

Avevo 23 anni.

Cercai di fare amicizia con un ragazzino, forse per passare il tempo chiesi una sigaretta. Non stavo fumando già più, ma mi venne la voglia.

Ricordo che il ragazzino sparì, e guardai il concerto facendo due chiacchere con due persone di 20 anni più grandi di me.

Ricordo che comprai la maglietta che ancora ho di “Post Scripta”.

La stessa con cui mi feci la foto con lui, 3 anni più tardi, quando si esibì al Botanique, con Mezzosangue e Egreen.

Ricordo.

Annunci

E siamo da una vita insieme.

Una vita ad ascoltare una musica, una poesia, lezioni di vita, del maestro.

Maestro,

“Nel buio tu cammini con me…”

Una gratitudine immensa, verso uno che fa musica. Siamo connessi, anche se non ci siamo mai visti,

voglio più bene a lui che ad alcuni amici.

Amo più la musica di un sacco di gente.

Perché la musica ha aiutato più di ogni consiglio, di ogni lacerazione, di ogni parola di benevolenza. Poche cose sono meglio della musica.

Per me, la sua musica è sempre stata una cura. Una delle migliori.

“ Ci si divide soltanto quello che avanza

Per non vendersi tutto compresa la speranza

Ed è abbastanza oppure vuoi stare zitto?

Ora che è l’arroganza a pagarti l’affitto

Un ultimo tragitto il finale è compreso

Perché anche da sconfitto non ti sei mai arreso!”

Grazie Maestro.

Per sempre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...