Un Piromane in Ferie – Presentazione.

Premessa: avevo scritto questa parte come primo capitolo. Però era fin troppo prematura.

Però, per evitare di buttarla, decido ora di usarlo come “trailer”, “teaser”…

Insomma, un’anteprima.

Dato che questo romanzo a puntate è praticaente la base del blog.

Buona lettura.

.

In quel periodo dell’anno, il caldo diventava insopportabile, il fastidioso rumore delle cicale riempiva la testa delle persone tutto il giorno, o quasi.

Il caldo dava alla testa, non si riesce nemmeno a ragionare. Chi poteva andava al mare, e le spiagge si “inondavano” di persone.

E in quel periodo di agosto, che di solito, si levavano fuochi ovunque: si sentiva più la puzza di bruciato che il canto delle cicale.

Era ormai un evento che si ripeteva nel corso degli anni, a volte era una semplice sigaretta buttata dal finestrino, ma altre volte… c’era qualcosa di difficile da spiegare.

Il neo investigatore, SuperMarco, per gli amici Marco, intuiva che c’era qualcosa sotto.

Girava da solo, nella sua cinquecento, e analizzava numerosi incendi. Il suo intuito non lo ingannava: nessuno riusciva a spiegarsi la causa di alcuni di essi.

Scese dalla macchina, si grattò la barba, e si spostò con la mano i capelli ricci che gli cadevano sulla fronte sudata.

Dentro di lui, qualche maledizione in dialetto calabrese: era ormai da anni che quella terra, insieme ai numerosi problemi, bruciava.

L’unico collegamento, era che succedeva proprio quando erano tutti in ferie: c’era sicuramente qualcuno che agiva solo in quel periodo dell’anno.

Ancora terra bruciata, in mezzo al nulla, o almeno così sembrava, nelle montagne.

Anche se il fuoco era ormai spento, la puzza di bruciato invase le narici del giovane investigatore, che fece un’istintiva espressione di disgusto.

Per l’ennesima volta non trovò alcuna prova che lo aiutasse a capire. Sembravano eventi casuali, ma il suo istinto gli suggeriva che non era così.

Sospirò a pieni polmoni per il fastidio di non riuscire a capire, ma così facendo, fece entrare la puzza nei polmoni, tossì, e continuò a maledire e maledirsi.

Affranto, andò verso la macchina, sentì i canti degli uccelli, e si rilassò un attimo, sentendosi collegato con la natura che lo circondava.

Non fece in tempo di sentirsi in pace, che calpestò qualcosa: era un preservativo usato.

Rise e si intristì allo stesso tempo: anche lui avrebbe voluto divertirsi, piuttosto che cercare questo misterioso piromane.

Una sensazione di nostalgia lo avvolse, era ormai a un punto morto, forse era il tempo di arrendersi, forse non era abbastanza bravo per risolvere il mistero.

L’ombra del dubbio lo sorprese: ma non era il tipo da arrendersi: certo, a volte si fermava a pensare alle difficoltà… ma per lui la vita era “plus ultra”, andare oltre i limiti.

Già sapeva cosa avrebbero detto alcuni amici: di arrendersi, di farlo fare a qualcun altro, ma lui no: sapeva che se avrebbe fallito in questo caso, o avrebbe smesso, non sarebbe mai riuscito a diventare un investigatore affermato.

Si rimise in macchina, sospirando, dicendosi da solo che ce la poteva fare, se credeva in sé stesso.

Partì, e il caso volle che vide un fuoco levarsi lì vicino, proprio in quell’istante. Decise di accelerare, forse era il momento che aspettava.

Purtroppo, in quelle maledette strade, piene di buche, curve e altre difficoltà, non poté andare sempre veloce come voleva, ma alla fine giunse nel luogo designato.

Non vedendo nessun’altra macchina, scese e corse verso il fuoco.

Aveva fretta di scoprire qualcosa, si guardò intorno, sembrava di nuovo che non ci fosse nessuna prova: non vedeva benzina, o altri combustibili che avrebbero potuto causare l’incendio.

Stava per ricominciare le sue imprecazioni, quando il suo naso gli diede il primo indizio: sentì puzza di qualcosa.

Non riusciva a capire cosa fosse, sembrava una sostanza particolare, cercò con lo sguardo, continuando ad odorare l’aria, mentre le fiamme diventavano sempre più grosse e diffuse.

Vide per terra qualcosa di insolito, non riusciva a capire cosa fosse, notò che le fiamme stavano per bruciare tutto, ed erano vicine a quella sostanza.

Sprezzante del pericolo, si lanciò, correndo, ed ebbe immediatamente l’intero corpo ricoperto di sudore, e saltando, riuscì a prendere un po’ di quella sostanza, rischiando di essere bruciato dalle fiamme che stavano andandogli vicinissimo.

Dopo, corse in fretta verso la macchina, prima di essere distrutto.

Non capiva bene cosa fosse quella sostanza, era forse … cera? Il mistero cominciava a prendere una forma più definita.

Una cosa sembrava fosse certa: ovvero che accadeva solo durante le vacanze estive.

Era il caso del “piromane in ferie”.

Qui trovate tutto il materiale pubblciato finora:

1: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

2: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

3: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

4: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

5: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

6: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

7: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

8: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

9: https://loscittorevolante.wordpress.com/…/un-piromane…/

10: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/11/07/un-piromane-in-ferie-parte-10/

11: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/11/15/un-piromane-in-ferie-parte-11/

12: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/11/22/un-piromane-in-ferie-parte-12/

13: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/08/un-piromane-in-ferie-parte-13/

14: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/20/un-piromane-in-ferie-parte-14/

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