Archivio per febbraio 2021

#SerialNovel – ” #Vampire story” ( provisory title )

#Serialnovel #vampires #vampire #novel #fantasy #gothic #Crusaders #middlege #crusade

Original/ialian Version: https://loscrittorevolante.com/2021/02/28/romanzo-a-puntate-storia-di-vampiri-titolo-provvisorio-intro/

Premise: I’ve been wanting to write a vampire story for some time. They are my favorite fantasy creatures. Blame (or merit) of my favorite video game, indeed one of such: Legacy of Kain. Anyone who has played it will understand. Today I publish the first part of the first chapter, a small intro.

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I remember that day as if it were yesterday; and several centuries have passed.

We were in Arabia, the wars between Christians and Muslims were involving all that was the known world. We lived only for religion.

At the time I had no idea that human beings used religion as a weapon: or at any rate, deep convictions and beliefs, for ulterior motives.

I was just a crusader, a soldier. My job was to kill those who saw it differently from mine.

I was none other than one of numerous knives in the great hands of the powerful: emperors, popes, kings, nobles and princes of all sorts.

When I was that young I didn’t even care: to be honest, I wasn’t even a great believer. Like many, I was just thirsty for glory and wealth. Nothing more, nothing less.

A divine blessing for poor people like me. Meat for slaughter: fanatics and poor people. After having sworn to God and the Pope, they went to die in their name. In battle he prays and screams.

The commandment said “not to utter it in vain”, as it said “not to kill”. How much hypocrisy.

For me it was normal: I did not scream anything: I prayed before the battles and I always hoped not to die, but I killed.

The cross that I carried on my armor was often covered with another red: that of the blood of our enemies. Thinking about it today, there was no worse life and lesser task; unbelievable that anyone would take pleasure in doing it.

The adrenaline of feeling like a god, taking away the most precious thing from another human being: for them it was exhilarating; for me it was like being a farmer, only instead of a hoe or a scythe, I had a sword. In fact, that too was reaping. I still don’t know what is better or worse … It was certainly evil: for us and for them.

We the Crusades, them the Jihad: two sides of the same coin.

My name is Reemos. I was an Austrian… Yes, “I was”.

It was that time when we had invaded the territories of our great enemy of the time: the great Saladin.

One day there was a furious battle in the desert: one of many: we fought day and night, we were tired and thirsty. However, we continued.

And that day happened what shook my entire existence and ended my human life permanently.

We fought against a group of Arabs who appeared to be younger than us. We thought they were supporters of Saladin, but we didn’t quite understand if they were a direct part of his army, or allied with him.

The fact is that among them, I saw one that had something strange: he was fighting, but it seemed that the sunlight somehow weakened him.

When I met young people who had been ill for some illness or who knows what other illness they had, I spared them. Often it was enough for me to push them, I showed pity.

Sometimes they died anyway, killed by someone else, others remained on the ground in battle, without getting up. I never knew if they would survive. Somehow I still had a clear conscience. At least, that’s what I liked to think.

So I did that time too and continued killing without looking back.

That time, that one damned time, something changed: we won the battle, we rejoiced, but that young man got up and looked at me with the scimitar in his hand.

The commander ordered me to kill him, with a lament I executed, saying to the Arab:

– Stupid! You should have stayed dead.

He fell to the ground bleeding without even a moan. He looked like he didn’t even have the strength to breathe. How much pain he made me.

We camped not far from the place where we had fought: there was an oasis; we rested there.

That night…

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#Romanzo a puntate: “#Storia di #Vampiri” (Titolo provvisorio). – Intro.

#vampiri #romanzoapuntate #crociata #crociate #storiadivampiri #fantasy #gotico #medioevo #crociata.

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Premessa: è da qualche tempo che volevo scrivere una storia di vampiri. Sono le mie creature di fantasia preferite. Colpa (o merito) del mio videogioco preferito, anzi uno dei tali: Legacy of Kain. Chi ci ha giocato, capirà.

Oggi pubblico la prima parte del primo capitolo, una piccola intro.

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Ricordo quel giorno come se fosse ieri; e sono passati vari secoli.

Eravamo in Arabia, le guerre tra Cristiani e Musulmani, stavano coinvolgendo tutto quello che era il mondo conosciuto. Si viveva solo per la religione.

Ai tempi non avevo idea che gli esseri umani usassero come arma, la religione: o comunque, le profonde convinzioni e credenze, per secondi fini.

Ero solo un crociato, un soldato. Il mio lavoro era quello di uccidere coloro che la vedevano in modo diverso dal mio.

Non ero altro che uno dei numerosi coltelli, nelle grandi mani dei potenti: imperatori, papi, re, nobili e principi di ogni sorta.

Quando ero così giovane nemmeno mi importava: ad essere sincero, non ero nemmeno un grandissimo credente. Come molti, ero solo assetato di gloria e ricchezza. Niente di più, niente di meno.

Una benedizione divina per dei poveracci come me. Carne da macello: fanatici e poveracci. Dopo aver giurato su Dio e il papa, si andava a morire in loro nome. In battaglia si prega e si urla.

Il comandamento diceva di non pronunciarlo in vano, come diceva di non uccidere. Quanta ipocrisia.

Pe me era normale: non urlavo nulla: pregavo prima delle battaglie e speravo sempre di non morire, però uccidevo.

La croce che portavo sulla mia armatura, veniva spesso coperta da altro un rosso: quello del sangue dei nostri nemici. Pensandoci oggi, non esisteva vita peggiore e compito più infimo; incredibile che qualcuno provasse piacere a farlo.

L’adrenalina di sentirsi un dio, togliendo la cosa più preziosa ad un altro essere umano: per loro era esaltante; per me era come fare il contadino, solo che invece della zappa o la falce, avevo la spada. Infatti anche quello era mietere. Non so ancora cosa sia meglio o peggio… Sicuramente era il male: per noi e per loro.

Noi le crociate, loro la Jihad: due facce della stessa medaglia.

Il mio nome è Reemos. Ero un austriaco… Sì, “ero”.

Era quell’epoca in cui avevamo invaso i territori del nostro grande nemico dell’epoca: il grande Saladino.

Un giorno ci fu una furiosa battaglia nel deserto: una delle tante: combattevamo giorno e notte, eravamo stanchi e assetati. Tuttavia, continuavamo.

E quel giorno successe ciò che sconvolse la mia intera esistenza e pose fine alla mia vita umana in modo definitivo.

Combattemmo contro un gruppo di arabi che sembravano essere più giovani di noi. Credevamo fossero sostenitori del Saladino, ma non avevamo ben capito se fossero parte diretta del suo esercito, o alleati.

Sta di fatto che tra quelli, ne vidi uno che aveva qualcosa di strano: combatteva, ma sembrava che la luce del sole, in qualche modo lo indebolisse.

Quando incontravo giovani ridotti male per qualche malattia o chissà quale altro male avessero, li risparmiavo. Spesso mi bastava spintonarli, mostravo pietà.

A volte morivano comunque, uccisi da qualcun altro, altre restavano a terra in battaglia, senza rialzarsi. Non avrei mai saputo se sarebbero sopravvissuti. In qualche modo avevo comunque la coscienza pulita. Almeno, così mi piaceva pensare.

Così feci anche quella volta e continuai a uccidere senza guardarmi indietro.

Quella volta, quell’unica dannata volta, qualcosa cambiò: vincemmo la battaglia, esultammo, ma quel giovane si era rialzato e mi guardò con la scimitarra in mano.

Il comandante mi ordinò di ucciderlo, con un lamento eseguii, dicendo all’arabo:

  • Stupido! Saresti dovuto restare morto.

Cadde a terra sanguinante senza nemmeno un lamento. Sembrava non avesse nemmeno la forza di respirare. Quanta pena che mi fece.

Ci accampammo poco lontano dal posto in cui avevamo combattuto: c’era un’oasi; riposammo lì.

Quella notte…

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#Poetry: “And I write all of these pages…”

#poetry #pages #life #empty #heart #love

Original and Italian version here: https://loscrittorevolante.com/2021/02/27/poesia-e-riempio-ste-pagine/

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And I write all of these pages,

to heal my wounds, deep inside of me.

So I won’t hear the screaming pain.

I can’t stop writing,

As I can’t stop this river of thoughts.

So I keep writing, pages and pages.

I know I miss something,

I have to keep doing it,

so I won’t feel empty.

There’s a hole in my soul…

So I keep writing,

pages, and pages.

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