#Recensione: ” #MonsterBoy”.


I giochi indie, danno quel senso di vecchio e nuovo insieme: l’esperienza di un sapore tra quello che eravamo, e quello che siamo. Praticamente il 2D contemporaneo.

Cos’è Monster Boy? È un gioco ispirato al suo “genitore”: Wonder Boy. Entrambi giocati sulla mia amata Nintendo Switch. C’è questo ritorno dei vecchi titoli, e se ne fanno di nuovi…
E non è un male: assolutamente. Certo, la differenza tra Wonder Boy e Monster Boy è che uno dei due è indie, l’altro era un arcade.

Nello specifico, ho giocato a Wonder Boy: Dragon’s Trap: il remake del gioco datato 1989… Credo che sia molto famoso. (Lo stesso Caparezza lo cita in “Abiura di Me”).

Questo nuovo titolo ha un protagonista diverso: Jin, ma anche con questo abbiamo delle trasformazioni molto simili a quelle di Wonder Boy, le meccaniche sono simili. Cambia la storia e qualcos’altro.

 

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È un gioco per i nostalgici, o per chi voleva avere un tocco di novità… Certamente è meglio di Wonder Boy sotto diversi aspetti. È un po’ più semplice con i comandi, più intuitivo. Devo confessare che questi giochi a differenza di molti nuovi, sono (per me) più difficili: hanno mantenuto una certa difficoltà che dava quel fascino ai giochi arcade.

Certamente, non si devono inserire monetine, quindi “basta” provare e riprovare finché non si vince.

Insomma, sono stato sconfitto molto spesso in questo gioco, ma vabbè, in realtà è un po’ un’abitudine per me.

Ci sono giochi in cui sono più bravo e crepo meno facilmente. E poi… (C’è da dire che noi gamers, da bravi cazzoni quali siamo, spesso ce le andiamo a cercare, naturalmente. Curiosi di scoprire “cosa c’è lì?” capita di morirci male.

Bando alle ciance, comunque.

Il gioco è un’avventura: ci muoviamo tra vari modi, incontriamo ovari personaggi e ci sono le diverse quest da risolvere. Nessuna missione secondaria in particolare: però c’è lo spazio per l’esplorazione, per trovare qualche tesoro o oggetti per renderci più forti. (Cosa che io faccio e non faccio. Capita solo se il gioco mi appassiona a tal punto…)

Gioco finito ieri sera… Avete presente quando combattete contro l’ultimo boss, pensando che sia il più difficile del gioco? Non sempre è così. Credo sia relativo.

È un gioco da vecchio stampo: può essere difficile vincere: piuttosto impegnativo…Devo dire di averci giocato con molta calma e l’ho preso veramente come passatempo, senza particolare passione. E forse non mi ha fatto quell’effetto, anzi: sicuramente.

E per me è stato un po’ un male, perché in effetti per me, come in ogni passione che ho, ci vuole quel “fuoco” che ti coinvolge. Questo non toglie qualità al gioco, ma diciamo che toglie punti al risultato finale.

Che sarà un 8, dai.

Sicuramente è da giocare, soprattutto per chi può essere appassionato di queste cose: io il genere indie non lo guardavo più di tanto prima che giocassi ad Undertale. Magari vi racconterò di quello un’altra volta… Devo dire che negli ultimi anni, il fascino di questo mondo ha toccato anche me: come se fosse una specie di steampunk videoludico.

Alla prossima.

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