“Passato”.

Il passato,

blocca il presente.

C’è chi ci rimane tanto tempo,

anche inconsapevolmente.

Dicono di andare avanti,

ma poi li ritrovi bloccati nei rimpianti.

Mi chiedo allora,

che senso abbiano tutti quei canti?

Non siamo santi,

siamo briganti.

Però bisogna ritrovare quella cosa,

anche se desideriamo quello che era…

io direi meglio di sì, dimenticare gli sbagli,

imparato da essi, via, non c’è bisogno di pensare ai tagli.

Portiamoli addosso, come tatuaggi

Sono i nostri raggi.

Forse è per questo che non ne ho e non ne voglio fare:

ho già i miei segni sotto la pelle.

Ho già qualcosa che mi ha distinto,

ma non ho ben chiaro il quadro, il dipinto.

Bisogna lasciar perdere, sì, però.

Lo so…

Perché ho già vissuto sulla mia pelle,

il peso del passato non lasciato andare,

non dimenticato.

E queste è la prova che rende

Liberi dalle celle.

Sai che ti dico, infine?

Che se leggi queste rime,

io il passato lo lascio andare, perché non voglio che sia una prigione,

ma come detto in precedenza,

dato che la vita, non è una scienza

(per fortuna)

Comunque, non reagirò con indifferenza,

vorrei una nuova partenza…

Anzi, sono pronto a farne una migliore,

Vorrei una ripartenza da zero,

con tutto, tutte, tutti.

Rendermi fiero,

rendermi vero,

come voglio, come avrei bisogno,

come sempre:

il mio siero.

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