#Recensione:”Il Ragazzo d’Oro” – 10 anni dopo.

10 anni dal mio album preferito di Guè. In realtà penso che lo sia solo per la mia canzone preferita sua: “Non mi crederai”… O forse era un periodo particolare della mia vita, non saprei.

Comunque, devo dire che è sempre stato un prodotto di qualità. C’è una cosa che penso da qualche anno: sembra che la musica fatta a Milano abbia un po’ di qualità in più, non capisco bene il motivo. E non riguarda solo gli artisti più famosi o affermati… Forse hanno studi di registrazione molto buoni.

Quindi ciò riguarda anche due dischi da Milano che ho recensito di recente, meno commerciali, per fortuna, ovvero:

“Full Moon Confusion”: https://loscrittorevolante.com/2020/12/06/recensione-full-moon-confusion-di-jangy-leeon/

E “Collana di Perle”: https://loscrittorevolante.com/2021/02/22/recensione-album-collanadiperle-di-lanz-khan/

E la stessa cosa riguarda la musica più commerciale: è innegabile che ci sia un lavoro migliore, per quanto io adori l’hardcore/underground.

Quindi fa un effetto diverso, inevitabilmente alle orecchie.

Del resto, i Club Dogo, e Guè sono e restano quelli che hanno mantenuto lo stile “gangsta rap”, quelli come gli americani, come 50 cent, come Tupac.

Ieri sera, che ho ascoltato l’album per recensirvelo, ho pensato questo: Guè è come Tupac, nel senso delle tematiche.

Parlare d’amore e sesso. Di donne che si amano, come di “puttane” e soldi. Ora che ci penso, forse è quello che ha preso spunto e ispirazione da queste cose in maniera migliore rispetto ad altri, in Italia.

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Mi piaceva e “gasava” questa musica quando ero più giovane. Continua a piacermi, ma ormai preferisco il concious e l’hardcore… Devo dire che il gangsta rap l’ho lasciato un po’ da parte. Infatti Guè e Marra, sono tra i pochi che ancora ascolto che mi piacciono.

Allora, siccome recensire un disco di 10 anni fa, ha un senso relativo, parliamo del fatto che sia stato remixato.

Devo dire che non sono niente male, anche se manca appunto, “Non mi crederai”, insieme ad altre tracce, ma poco importa.

Penso di preferire le originali, ma ad esempio il remix di “Giù il soffitto”, è bello fomentante.

Invece di “Dichiarazione” preferivo l’originale, però mi è piaciuta comunque questa musica, questa variazione, più dura dell’originale. Bella.

Anche di “Ultimi Giorni”, la seconda preferita del disco, mi ha fatto un effetto simile. È un po’ strano sentire queste canzoni, 10 anni dopo, sentirsi addosso un po’ il perso degli anni, diciamo, ricordarsi di come ero da più giovane…

Naturalmente, “Il ragazzo D’oro”, non ci delude, torna la più grande opera d’arte-trollata: le rime in “bianco” di Caneda.

Sempre sentito tra le risate e il fomentato, quando la ascolto. Di questa non ho preferito precisamente l’originale, piacciono entrambe, (ovviamente anche le precedenti), allo stesso modo.

In realtà, il remix che è migliore dell’originale, per me è “Non lo spegnere”. Devo dire che ascoltare queste canzoni oggi, mi fa un effetto diverso, rispetto ai tempi, cioè farci più attenzione apposta per fare una recensione oculata. È strano, ve lo garantisco.

Anche il remix di “Big!” Spacca, assolutamente, anche questa l’ho preferita all’originale. Anche “Diventare Grande”. Bella roba.

Bene, questo tuffo nel passato, ai primi miei 20, credo possa finire qui.

Alla prossima!

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