#Poesia:”Peccate!”

Vivo in preda alla mia moralità,

non essendo libero di fare cazzate,

ma così facendo ho le mani spesso legate.

Così, capisco che forse ogni tanto, bisogna giocare sporco,

che il male lo posso sentire,

posso sentirmi porco,

posso sentirmi invidioso,

posso sentirmi geloso,

posso sentirmi desideroso

e malizioso.

Posso sentire quelle sensazioni

che pensavo fossero sbagliate da provare,

posso rendermi responsabile delle mie azioni,

senza stare male.

Posso liberarmi, perché a volte si deve accogliere,

un eventuale “lato oscuro”,

essere anche fieri dei propri errori,

sperando sempre nella botta di culo,

superando ostacoli, ed ogni muro.

Orgoglioso delle sconfitte,

orgoglioso dei miei desideri, dei sogni,

dei miei mondi.

Delle mie ambizioni,

perché è solo così che ci arriverò

e tutto quello che voglio, prenderò.

Del resto è con tutti questi:
“Non puoi,

non accadrà mai.

Non posso più fidarmi,

non posso più volerti bene,

non posso più riprendermi.

Non posso più essere sua amica/o.”

Che POTRETE, di fatto fare qualcosa.

Che potrò.

Quindi basta censurarsi:

peccate,

perseverate,

errate,

desiderate:

le donne di altri,

di dare un pungo a qualcuno,

siate invidiosi di chi sta con chi vorreste stare voi,

desiderate la donna di altri,

liberatevi,

bestemmiate,

peccate.

Sentitivi liberi di essere angeli, demoni, umani.

Deboli, carnali.

Fate cazzate, nonostante le conseguenze,

le farete, starete male,

ma almeno, sarete liberi.

Amen e vaffanculo.

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