Alessandro Del Piero.- #Raccontoautobiografico.

Alessandro del Piero, il” Pinturicchio”. Il giocatore che mi ha fatto amare il bianconero. Ed è la prima bandiera, il primo “amore”. Nessuno ha sostituito l’affetto che ho provato per lui: un idolo, un “eroe” di infanzia-adolescenza-gioventù.

Oggi non ho più quella cosa di un tempo, di amare un personaggio in quel modo, oggi è grande ammirazione e stima, verso certi calciatori o artisti. Se nella musica il mio idolo è Kaos, nel calcio è Del Piero.

Forse una certa “perdita” dell’ingenuità, che non mi ha, diciamo “permesso” di amare allo stesso modo Buffon, Chiellini e altri… Un po’ Marchisio mi ha ispirato la stessa cosa. Quelle persone che vedi che sono brave sia dentro, sia fuori il campo…

E devo ammettere che il passaggio di Buffon al PSG e lo strano ritorno, hanno un po’ rovinato il romanticismo, verso di lui. Da ragazzino amavo i portieri e Buffon; ma l’amore per la Juve. È nata da Alex.

Non si può dire sia stato il più forte che abbia giocato con noi, ma era sicuramente un gran calciatore! Non era però solo la classe a colpire: ma la grinta, la voglia di impegnarsi, di sudare, di dare tutto per la maglia. Questa “magia”, ahimè, si sta perdendo. Forse siamo l’ultima generazione ad aver visto personaggi simili. Come Totti alla Roma, Zanetti all’Inter, Maldini al Milan… è un’era di decadenza degli eroi e degli idoli.

Forse è “colpa” della globalizzazione, o del consumismo… O forse è il calcio che è cambiato, insieme alle difficoltà delle squadre. O forse i calciatori di oggi, sono meno forti di quelli di un tempo.

Dubito rivedremo tanto presto un nuovo Francesco Totti.

Può darsi che ormai, il mondo stia andando verso una concezione “normalizzante”, più verso un “antieroe”, l’umanizzazione dei personaggi, questo, credo che stia prendendo piede anche nel calcio.

(Casomai voleste leggere il mio articolo su  questo tema: https://loscrittorevolante.com/2020/11/28/analisi-la-decadenza-delleroe/ )

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Anche se forse, semplicemente sono io cresciuto e non è solamente la concezione che è cambiata, anche se mi affascina questo progresso ed evoluzione, sempre se vien fatta nel modo giusto: ovvero di diventare noi i nostri stessi eroi.

Anche se, abbiamo sempre bisogno di qualcuno a cui ispirarci: nel mio caso lo è un esempio di umiltà, di impegno, di buon cuore e professionalità come Del Piero.

Essere razionali e di cuore, tenere alla maglia, in tutti i modi… Sono personaggi di cui ci si innamora, senza fare nulla di particolare, se non impegnarsi. È così che si deve fare nella vita: come loro: stima, ammirazione, senza chiedere nulla in cambio, perché quello che hanno in cambio, già lo ricevono.

E forse, per uno come Del Piero, la più grande ricompensa è stata giocare per tanti anni, nella sua squadra del cuore, nel posto che amava di più al mondo.

Restando nel posto che amava, nei periodi negativi e positivi, accettando i sacrifici, i dolori, le pene.

Perché nel cuore di chi si impegna, a fare i conti con sé stesso, con i propri rimpianti, rimorsi, con la propria vita, c’è sempre una certezza: che varrà sempre la pena darsi da fare.

Una ricompensa che non ci viene data, ma la conquistiamo.

E sono valori trasmessi da un singolo giocatore, o forse si romanza un po’. Ma se non lo facessimo, toglieremmo molto di quello che amiamo, dalla nostra vita.

E quando si ritirò, piansi un bel po’, era come la fine di una parte di me, una parte di me in cui credevo: ma i valori trasmessi, mi sono rimasti addosso.

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