#Poesia:”Il mio ruolo”.

Da quando sono piccolo,

sono con un ruolo:

un ruolo che mi ha sempre fatto venire voglia

di spaccarmi sul suolo,

di lanciarmi dal molo

e sono rimasto sempre solo.

Il ruolo del marginale,

del preso in giro,

del preso a male.

Il ruolo dello sfigato,

nello sfondo dell’emarginato.

Crescendo con la voglia di riscatto,

sempre arrabbiato, sempre agitato.

Io prendo e scatto,

voglio cambiare me stesso e il risultato.

Non accetto questo ruolo,

di stare sempre sullo sfondo,

di vedere lo stesso sottofondo,

di non cambiare mai il mio mondo,

di veder tutto ripetersi, girando in tondo.

Questo posto non mi compete,

voglio la vittoria,

non che il mio cuore resti a pezzi,

come tagliato da un machete.

Attiro guai, come un magnete,

voglio essere un vincente, vedrete,

cosa posso fare, quando cadrete.

Resto in piedi, non voglio arrendermi,

voglio il ruolo di chi si prende la rivincita.

La compie, la rende vivida.

Forse sono come Jim Halpert,

aspettando il momento perfetto,

quando uno come me,

avrà un nuovo aspetto.

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