#Poesia:”Gambe” (e culo).


Neanche più ti guardo,

ho paura di incrociare lo sguardo,

forse temo, possa essere pieno di disprezzo,

di imbarazzo,

qualcosa che non apprezzo.

Eppure, ero solito guardarti sempre,

ora che non ci parliamo,

non riesco,

ma penso a te, nel mentre.

Ora che dovrei considerare certe cose come fallimenti,

non rappresenti più una persona,

rappresenti qualcosa che ho nei denti.

Non sei più una piacevole conoscenza,

o amicizia,

ma una scomoda presenza,

nei pensieri di questa vita,

che non mi vizia.

Del resto, siccome siamo divisi,

non saprei bene cosa dirti,

certamente qualcosa di nuovo,

che possa far incontrare i nostri visi.

Ancora, la tua bellezza mi scioglie,

così come la strada calda che mi accoglie,

ora che l’estate è qui.

Ammiravo i tuoi occhi,

le tue bellissime gambe,

il tuo sorriso,

il tuo culo,

Idee strambe.

So che stare con te mi renderebbe felice,

ma per stare contento,

basterebbe che guarisse la cicatrice.

Del male, togliere la radice,

per sorprendermi,

sorprenderti,

come un Orfeo con Euridice.

Esattamente come mi sento io ora,

a scrivere queste rime,

ne voglio ancora.

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Categorie:Consapevolezza, Introspezione, Pensieri, PoesiaTag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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