#Poesia:”Surrogato”.

A volte sono mascherato,

a volte creo di me, un surrogato.

La paura di essere “sbagliato”,

la paura di essere giudicato.

Per piacere, a tutti i costi,

ed è normale che poi, si perdono i posti,

si fallisce un po’,

se non credi in te stesso,

la tua vita non è che un cesso.

Un falso,

un triste tasto.

Ecco perché poi non va bene.

Io credo che per ottenere quello che voglio,

devo essere un altro.

Ed è normale che impazzisco,

non sono stato molto scaltro.

Come se per poter stare con lei,

dovessi diventare qualcos’altro,

un po’ come cambiare da etero a gay.

Senza offesa, ragazzi,

siamo giovani pazzi.

Ecco perché è andata così,

perché pensavo di non poterci riuscire:

non sono riuscito a fidarmi di me, sì.

Sono stato io il primo a giudicarmi male,

sbagliando, tanto.

Perché pensavo al successo, al vanto,

invece di essere naturale,

come un bel canto.

Come quelli che credono, ciecamente ad un santo.

Ed è per questo che dico

Che quello non ero io,

era un falso dio.

Anzi, di avere avuto la presunzione di esserlo,

invece di essere naturale.

Non è normale,

non è salutare.

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