#Recensione/ #Racconto:”Brutto & Stonato” di Lucci.

Sono passati ormai 7 anni, nientemeno dall’uscita di questo disco, e come altri mi ha accompagnato per anni, e continuerà a farlo.

Ho parlato di Lucci e dei Brokenspeakers in altre occasioni:

1)Racconto autobiografico: https://loscrittorevolante.com/2021/02/11/racconto-autobiografico-lucci-brokenspeakers/

2) Recensione “Fino al Collo”: https://loscrittorevolante.com/2021/05/26/recensione-racconto-riprendo-finoalcollo-dei-brokenspeakers/

E come ho detto lì, ascoltare Lucci, è come ascoltare la mia vita nella voce di un altro uomo. Cose che penso io sulla vita, su molte cose…

E ricordo quel momento in cui uscì: ero a Bologna, era un periodo di cambiamenti, e ho comprato il disco, appena ho saputo che sarebbe uscito.

Quell’estate, a giugno, capitavo spesso in zona Bolognina, avevo gli adesivi di B & S, uno lo appiccicai sul muro dell’XM, lo stesso dove c’erano i lavori di Blu, che poi fu praticamente, costretto, – ahimè! – A rimuovere.

E così che fu rimosso anche l’adesivo, infatti non l’ho più visto lì. Sono abbastanza sicuro che sarebbe rimasto negli anni.

La musica di Lucci mi ha sempre sollevato nei numerosi momenti di difficoltà che ho avuto, la determinazione e la verità nei suoi testi…

Che poi per me, è una delle cose migliori che ha: per me Lucci è il concious rap, proprio perché, come ho già stra-detto, mi rispecchio nelle sue canzoni molto spesso.

Ma le basi di Ford78, sono sempre molto fighe.

Iniziamo dalla titletrack: “Brutto & Stonato”.

“Scrivere la pace non vuol dire averla

E vivere ogni giorno combattendo non è stare in guerra

Rimanere con i piedi per terra

Volando fin quando questo vento non ci afferra”

Lucci racconta brevemente su di sé, la sua vita, e praticamente, la sua grande voglia di fare musica.

Passiamo a “Novecento”, poi, la seconda traccia, che beh, è praticamente la mia vita. Da quando ho sentito questa canzone, dalla prima volta, ho cominciato a pensare alla mia vita come una nave. E questo, poi mi spinse a guardare il film da cui era tratto il pezzo: ”Pianista sull’Oceano”.

“In cerca di equilibrio stabile

La vita balla, io c’ho messo sotto un pezzo di tutte ‘ste pagine

Ho fatto una diga per tutte ‘ste lacrime

L’ho costruita con le mie speranze, figurati quanto è fragile

E ancora:

“ In piedi sulla prua nella tempesta

Col mare forza nove, non smette di suonare la mia orchestra

Acqua alla gola, però non mi interessa

Perdo mille battaglie, ma non perdo proprio questa”

Mi è piaciuto assai il diciamo “remix”, fatto da “The Old SKull”. Con quella base metal che pompa assai, mi trasmette tanta determinazione.

Ecco il link del brano: https://open.spotify.com/track/4WHLSY4x5sb7MWf3Pjwk9s?si=7f1893456e134602

È un altro viaggio, un altro mare da attraversare.

La traccia con Danno: “Silenzio”, è una gran figata. Ma in ogni traccia dove c’è il buon Jake la Motta, per me è arte pura.

Andiamo a “La Collina”, che fu la prima traccia che uscì con il video mesi prima dell’uscita dell’album. È una canzone che ci racconta dei nostri eroi, dei ragazzi e uomini Italiani morti per ingiustizia, per mafia.

Si Parla di Giovanni Falcone, Stefano Cucchi, Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Vittorio Arrigoni, Eluana Englaro, Valerio Verbano, Mario Monticelli.

E riscrivo questi nomi, per non farli mai dimenticare. Per non dimenticare questi crimini, che si sono abbattuti sulla storia Italiana.

“Dimmi dove è andato Giovanni, dove sta

La vita spesa per un obiettivo e contro una mentalità

Che ha strozzato una regione e una città

Puoi mettere le bombe

Ma ammazzi l’uomo, mica l’onestà”

Poi andiamo a “Testamento”, una traccia che mi ha fatto venire i brividi:

“’Sta roba qua è motivo d’orgoglio

Ho fatto il mio ritratto con le lettere sul foglio

Ho scritto cosa sono, ho scritto cosa voglio

Ho pronto un testamento da lasciarti quando muoio”

Sono due tracce che richiamano la morte, tutte e due a modo loro.

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E poi andiamo alla mia preferita e non solo di B & S, ma di Lucci in generale: ”Ancora Giorni Freddi”:

“l mio sguardo lo conosce una persona sola

E dietro c’ha già visto la certezza di una vita nuova

Con la forza di rialzarsi ancora

Restando in piedi, affrontando ogni giorno come un’altra prova

Io spingo forte dal primo respiro

E ‘sto sorriso sulla faccia è perché ho chiaro il mio obiettivo

La sconfitta, tranquillo, è solamente un sostantivo

Schiena dritta, la piego solamente quando scrivo

Io piegato sul foglio, racconto le storie all’inchiostro

E dipingo con lettere un mondo che è meglio del vostro

Il mostro che ho dentro, si nutre dei vostri “non posso”

E mentre lui mangia, Raffaele diventa più grosso!”

Sono le strofe più belle che io abbia sentito da parte sua, mi ispirarono anche delle scene teatrali, Lucci mi ha ispirato molte volte, e continua a farlo, quando scrivo io stesso le mie poesie, e il resto.

È un disco in cui non salto una traccia: Lucci non avrà dalla sua il flow, cioè non è il suo forte, il suo forte sono i testi, certamente.

Seguono due bellissime tracce, in cui c’è una temporanea reunion dei Brokenspeakers al completo: “Non possiamo cambiare” e un’altra traccia che spinge e pompa: “Cingolati””.

Ecco la strofa del buon Danno:

“Cingolato, sul palco finché non finisco il fiato

Guantone in alto pure se l’incontro è truccato

Zero ripensamenti, almeno c’ho provato

È da quando ho cominciato, lo sai che spingo come un cingolato”.

E andiamo poi a:”La ballata dell’Uomo solo”:

“Al vecchio pugile che incassa bene sai non ti conviene dichiarargli guerra

Conosce la vita ed ogni colpo che sferra e sa

Sa cos’è l’amore, quello vero che brucia come una stella”!

E andiamo poi a una delle mie tracce preferite: “La Solitudine del Maratoneta”, tratto da un libro dal titolo omonimo, che poi comprai e lessi appositamente, dopo aver sentito questa canzone.

“Scrivo su note distorte, corro su strade contorte

Vengano pure gli inverni, che ho preparato le scorte

Ho le gambe che non credono alla sorte

E quando c’è da correre, fidati, vanno forte

Il piede sul cemento che impatta

La sfida con la vita non finisce pari e patta”…

Finiamo con l’ultima traccia, “Resta con me”, traccia che dedicherò all’eventuale amore della mia vita:
“Ma a volte questo mondo è stato giusto e ho pure vinto

Ma tu mi hai amato sempre, soprattutto se sconfitto

Logorroico, paranoico e mezzo derelitto

Sempre in ansia per l’introito, sempre in ansia per l’affitto

Rompi cazzi di natura e incapace di star zitto

Ma mi sei stata accanto durante questo tragitto!”

E ancora:
“Nel gioco delle regole non scritte

Non ne ho seguita una e l’ho pagata cara, a colpi di sconfitte

Dice il destino non esiste, ma se non ci credessi, ‘sto mondo sarebbe triste!”

Insomma, come avrete capito, mi ritrovo e rispecchio in Lucci. È come se fosse un secondo “Me”. E adoro la sua musica, i suoi testi, per me sono il suo forte, e lo ringrazio per questo, e per tutto. Le sensazioni che mi fa ha fatto venire questo disco sono quelle di un uomo che si è messo a “nudo”, raccontando le sue debolezze e fragilità, sotto la piena luce del sole.

Roba molto intima, ed è per questo che la adoro.

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