#Racconto:”Piromane in Ferie” parte 16.


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13: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/08/un-piromane-in-ferie-parte-13/

14: https://loscittorevolante.wordpress.com/2020/12/20/un-piromane-in-ferie-parte-14/

15: https://loscrittorevolante.com/2021/01/29/un-piromane-in-ferie-parte-15/

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Marco era tornato a casa, dopo quella stranissima esperienza, avuta con quell’uomo.

Vide la donna e disse la verità. Venne pagato, ma non si sentiva soddisfatto.

Era il primo caso, era andato bene, ma era stato anche troppo facile. Troppo breve.

Era ormai ferragosto, e chiuse per un po’.

Andò al mare, spesso ci andava da solo. Pensava spesso alla sua vita, pensava spesso alla sua ex-ragazza, ad Arianna.

Anche se tentava di allontanare i pensieri, come se fossero mosche, gli ronzavano sempre intorno.

“ Ho già mandato a farsi fottere il mio piano astrale

Il cielo non mi serve tanto qui fa un caldo tropicale

I demoni che tornano e mi vengono a cercare

Io li scaccio con un gesto come fossero zanzare “

(Colle der Fomento – Capo di me Stesso)

Si ricordò improvvisamente, i primi tempi in cui aveva avuto a che fare con il suo malessere. Era una ragazza molto sola, alla fine. Pensava che non avrebbe mai trovato l’amore, e invece…era sotto il suo naso, alla fine.

Alla fine agosto finì, portando con sé le cose che succedono solo d’estate.

Iniziò quindi settembre, e Marco riprese a lavorare.

In quei giorni si sentiva determinato, ma anche un poco disilluso. Era una strana forma di umore. Stare tra una parte e l’altra: una via di mezzo.

Si mise in attesa di altri clienti in ufficio, mettendo un altro disco, stavolta Pat Metheney.

E mentre la cover di “Sound of Silence”, riempiva l’ufficio, bevette un po’ di thé.

Guardò su facebook notizie su alcuni incendi che stavano dilaniando la Calabria. Era ormai da tempo che sentiva parlare di queste cose.

Era strano che accadesse proprio in quel periodo dell’anno, quando ormai le ferie erano finite.

Comunque Marco aveva voglia di darsi da fare, avventure da vivere.

Dato che non arrivava nessuno, forse proprio a causa delle ferie, decise di farsi una passeggiata. Naturalmente faceva caldo. E lo avrebbe fatto per un bel po’.

Con le mani in tasca, si guardò nei dintorni. L’ufficio che usava era in zona centrale, non troppo, ma nemmeno troppo poco.

Guardò da lì in lontananza la cattedrale della città. Un po’ di brezza fresca lo sorprese, giocando con i suoi capelli ricci.

Sentì delle sirene, vide vigli del fuoco dirigersi verso l’ennesimo incendio.

Fu lì che Marco ebbe un’intuizione: un modo veloce per cercare fama e gloria: trovare un’eventuale piromane, chiunque stesse bruciando quella terra. Potevano essere semplici automobilisti che buttavano le sigarette dal finestrino, ma il suo intuito da detective gli suggeriva il contrario.

Era il tempo di una nuova sfida.

E poi, in fondo. Si stava annoiando, quindi decise di prepararsi.

Prese una torcia, batterie, acqua, binocolo… tante cose.

Era fomentato. Si sentiva pronto per trovare il criminale, e come prima cosa, decise di andare dove stessero andando i pompieri.

Passò lentamente vicino a loro. Fece finta di fare altro in macchina, per origliare quello che dicevano.

Sentì che secondo loro non era una sigaretta sembrava un incendio organizzato. Sorrise, sistemandosi gli occhiali scuri, manco fosse Horatio Caine.

Sapeva che non sarebbe stato facile, ma era pronto. Si sentiva pronto.

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