#Poesia:”Ragni” (Scelte ferme).

Come quando devi scegliere,

ma resti senza mai fare qualcosa di definitivo.

Quindi, restando fermo,

hai già scelto.

Lasci che tutto scorra,

dentro di te,

attraversandoti.

Poi se non scegli,

è così,

è come se avessi già scelto.

Tipo ti domandi se uscire o meno,

poi va che resti in casa.

E forse lo sapevi già,

però ti sei posto il dubbio.

“Resto o vado?”

Should I Stay, or Should I go?

E poi resti,

con la follia,

con la tua utopia.

Pensando di poterla compiere,

oh, povero pazzo!

E allora resti come appeso,

come un ragno.

E ti piacciono pure i ragni…

E li guardo,

predatori calmi,

in attesa.

In attesa di colpire.

Predatori diversi dagli altri,

forse per questo mi piacciono tanto:

così strategici,

così tranquilli.

Non rincorrono nulla,

loro costruiscono,

attendono.

È anche rilassante guardarli,

penso di amarli.

Un po’ ci si fa trascinare dalla vita,

la preda potrebbe arrivare da sola,

nella ragnatela.

Forse dovrei imparare da queste creature,

che tanto apprezzo.

Predatori silenziosi, non vanno a caccia, non corrono, non si agitano.

Sanno già che il risultato lo otterranno.

Sì, forse invece di correre,

invece di inseguire qualche sogno,

forse dovrei solo fare una ragnatela.

Perché vedi,

io son diverso,

posso fare tutto quello

che tu,

neanche ti sogni,

neanche immagini.

Forse alla fine,

la mia scelta è questa:

essere un ragno.

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