“Voglio il mondo, chico….” #Recensione #Scarface.

Uno dei film più iconici, che, debbo confessare, non avevo mai visto prima in vita mia. Eppure è stato citato numerose volte dal rap Italiano e non.

Facciamo due brevi citazioni:

“Se vuoi fare Tony

Li devi far fuori, sopporti pressioni, reprimi emozioni

Investigazioni sotto i palazzoni, gli sbirri coi droni

Investi in azioni, cattive intenzioni, se vuoi fare Tony

Sei senza padroni pensando ai milioni!”

  • MarraGuè – “Tony” – Da “Santeria” – 2016

“Vieni qui che per andarsene si scappa insieme

Com’era il film? Voglio il mondo e quello che contiene

Già te l’ho detto che il sapere spezza le catene

Alcune cose qua saperle non conviene”

  • Lucci:”Cuore & Fango” feat. Hube e Giulia Anania: da “Zerosei” di Frenetik& Orang3 – 2019

Queste sono due delle mie preferite. Non dimentichiamo anche la nuova di Tony Effe:”Tony Montana”.

(Rece: https://loscrittorevolante.com/2021/06/04/recensione-untouchable-tony-effe/ )

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E quindi, come in altre occasioni, anche stavolta ho visto ‘sto film soprattutto perché viene citato fin troppo dalla musica che ascolto.

Non sono mai stato un grande guardatore di film, ma … sarà il fatto che essendo stato spesso chiuso in casa, mi è andato di guardarne un po’.

Ed eccoci qui: Scarface, film del 1983, con un Al Pacino all’apice della sua carriera. Un grande attore, senza alcun dubbio.

Tony Montana, un personaggio abbastanza misterioso, all’inizio. È abbastanza criptico, ma una cosa è certa: lui vuole di più.

È un uomo che per ottenere quello che vuole, non guarda in faccia a nessuno. Un ambizioso, uno che viene “dal basso” e non fa altro che spingere forte, per ottenerlo. Lui vuole: “Il mondo, chico. E tutto quello che c’è dentro”.

Anche se è un criminale, questo film ha quasi il messaggio di ispirarti, di essere anche tu ambizioso di non accontentarti. E qui che si pone una delle prime cose importanti del film: essere dalla parte del criminale, di Tony. Un po’ come sono stato dalla parte di Walter White, ovvero il protagonista di “Breaking Bad”. (Mi auguro lo abbiate visto…)

Perché in effetti, lì sei dalla parte, automaticamente del criminale.

Il criminale in questo caso come Tony, è un Underdog e quindi è quasi naturale che ti piaccia… ovvero mettersi nei suoi panni, sentirsi simili a lui.

SPOILERO per un attimo Breaking Bad.

Certo, sapere fin dall’inizio che sarebbe morto di cancro è un cogno, ma per tutta la serie speri sempre che vinca, che si salvi, che riesca. Nonostante anche lui sia per larghi tratti un gran figlio di troia.

Eppure, ha qualcosa: il carisma, la forza di volontà, per ottenere quello che vuole, anche lui, non si ferma davanti a nulla.

E ho trovato molte similitudini tra questi due personaggi, perché entrambi creano un impero dal nulla, e infine, entrambi crollano.

Solo che per quanto riguarda Scarface, ho veramente amato la prima parte del film, la seconda mi ha un po’ deluso! Per me l’impero di Tony finisce fin troppo in fretta. Ad un certo punto lo dice anche lui, al tavolo con Manny ed Elvira:
“Finisce tutto così?”

Evidentemente sì, purtroppo!

Dalla grande fame ed ambizione, ad una pazzia fatta di pippate di cocaina… Veramente decadente. Succede tutto troppo in fretta.

Il momento in cui tutto inizia a scendere giù in picchiata, è anche uno di quelli più interessanti del film, che mette luce su una cosa importantissima della mafia: Tony impedisce al sicario di uccidere moglie e figli di chi dovevano uccidere, preferendo tradire il suo alleato, piuttosto che permettergli di fare del male a creature innocenti.
Certo, questo non farà altro che intensificare la sua discesa, ma questo ci pone in una interessante storia, che è perfettamente realistica: anche i mafiosi hanno un codice d’onore, una moralità. Ed è proprio grazie a queste regole ferree, che ancora esiste, ancora ha un’impronta veramente forte su di noi, le nostre vite.

E, difatti, proprio per questo mondo così diverso da noi persone oneste, che ci appassioniamo al mondo criminale: un mondo con regole diverse, un mondo senza stato, senza Dio, o almeno, con un dio diverso.

Un mondo in cui uno come Tony Montana emerge dalla merda e vince, anche se solo per un po’. E si prende una parte di mondo.

Insomma, da una parte una bella motivazione, ambizione, un uomo che ce la fa, che realizza “il sogno americano”, dall’altra il crollo veloce di tutto quello che aveva faticosamente costruti.

Ricordandoci, che il successo non è così facile e comodo come ci appare, è sempre frutto di fatiche che non possiamo immaginarci, almeno, non fino a quando lo otterremo.

Bel film, nel complesso, da vedere, assolutamente.

E spingiamoci al limite.

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2 pensieri riguardo ““Voglio il mondo, chico….” #Recensione #Scarface.

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