#RecensioneLibro:”Viaggio al centro della Terra” – #JulesVerne

VIAGGIO

È una ripresa di un grande classico: il primo libro che leggo di Jules Verne. Ed è simpatico dirvi che ho rimandato la lettura di questo romanzo per lungo tempo…

Mi piacciono tanti tipi di romanzi e libri, prediligo l’avventura, in effetti.

(Queste cose sono “figlie” dei fumetti letti di  Topolino. O meglio, di Zio Paperone. Alcuni fumetti disegnati  da Carl Barks, in effetti, riprendono l’idea del “centro della terra”, appunto, presa dal romanzi di Verne).

Da ragazzino, amavo molto Salgari, del resto.

Questa introduzione per dirvi che ho amato molto la lettura del libro del Francese. Oltre ad essere una storia istruttiva, dal punto di vista dell’istruzione (come ad esempio i vari riferimenti storici, geologici e antropologici), ma anche dal punto di vista della scorrevolezza.

Il libro infatti, si legge con piacevolezza, appunto, scorrevole! È tanto semplice quanto interessante. Detta in altri termini, non ci perdiamo nei “pipponi”.

In effetti Verne, mi ha ricordato da un lato Salgari, in quanto anche lui, come il nostro Italiano, si perde nei dettagli scientifici, che, – a mio parere -, in un romanzo d’avventura, hanno un’importanza decisamente secondaria! Per me sono solo un contorno.

La trama lascia anche parecchio spazio all’immaginazione. Il romanzo finisce prima che si possa rispondere a grandi quesiti e domande a cui il buon professor Lidenbrock, aveva provato a dare una risposta.

Quando succedono queste cose, ho sempre quella strana sensazione tra essere quasi “deluso”, per non avere avuto la chiarezza, mista all’immaginazione che lasciano queste situazioni, che non sono atipiche dei romanzi, dei film e serie tv, insomma!

Non è però un finale aperto, diciamo che ci sono quesiti interessanti da considerare: la fantasia ha forse un limite voluto, oppure no? Chissà se l’autore non abbia voluto affrontare certi luoghi da lui stesso inventati per scelta narrativa, o perché lui stesso non sapeva cosa altro dire?

È una domanda bizzarra, lo so.

Un’avventura interessante, narrata da Axel, una persona che anche se critica molto lo zio, non si accorge che è molto simile a lui, dato che si fa prendere dall’ansia, esattamente come il professore dalla curiosità: “buon sangue non mente”, si potrebbe dire.

Insomma, qua si entra in una delle più interessanti caratteristiche del personaggio (di conseguenza, anche della persona), ovvero la sfumatura.

Ovvero, una persona non è sempre strettamente “impulsiva”, o il suo contrario: i due parenti ne sono una prova: reagiscono diversamente in base al contesto, a differenza del quasi anonimo loro accompagnatore, Hans, che però è stato naturalmente creato appositamente in quel modo, (ovviamente).

Ed è grazie a questo trio, che il romanzo avventuroso, effettivamente, possiede un grande contenuto. Sono più le sensazioni umane provate durante questo viaggio ad arricchire la storia, più che la trama stessa.

Sono le emozioni ad arricchire più di tutto, secondo me, il viaggio al centro della terra: come la meraviglia della scoperta, il dubbio oscuro, la paura, così come la felicità di sopravvivere.

E la determinazione che alla fine, sta in tutti i personaggi.

Per me questa è stata “la punta di diamante”, più del resto.

E niente, vi lascio con queste belle sensazioni provate durante la lettura di questo romanzo di ottima fattura, e vi do appuntamento al prossimo.

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