Piromane in ferie – Puntata 17.

Visitate questa pagina, in cui c’è la raccolta di tutte le puntate: https://loscrittorevolante.com/tutte-le-puntate-deil-piromane-in-ferie/

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Ormai il piromane ammirava la sua opera, terra bruciata, pompieri di quella regione che cercavano di spegner ei fuochi più in fretta possibile.
ma come al maggior parte delle autorità, o forze dell’ordine di quel paese, sapeva che erano disorganizzati, lenti, pigri.

E lui si godeva da lontano la sua opera, appoggiandosi ad un albero.

Con la sua camicia bianca, i pantaloni marroni, e sandali. Guardava. Mentre il vento del sud gli soffiava tra i capelli.

Si toccò la faccia, si rese conto che gli era cresciuta un po’ di barba. Da quanto tempo non si radeva?

Notò di avere qualche pelo grigio, guardandosi nella camera del telefono.

Non aveva importanza. Si sentiva libero, si sentiva selvaggio, poteva esprimersi appieno.

Quel fuoco non era solamente uno sfogo per lui, era la sua arte. Era ormai come una passione, era tanto, a volte troppo. Come se si stesse svegliando da un incubo.

Ricordò di come si fosse isolato, da ogni amicizia, da come ormai aveva tutto dentro, di come era imploso, diventando quello.

Per un breve istante, mentre si toccava i capelli ricci, che si erano allungati anche quelli, dove trovò anche lì, un po’ di grigiore, si ricordò di chi era.

Si ricordò di quanta rabbia aveva fatto crescere dentro di sé, di cosa aveva causato tutto quello che era.

Si ricordò tutto quello che lo aveva fatto vergognare.

Ora che stava bruciando tutto, sembrava come se la nebbia della rabbia si stesse diradando dai suoi occhi, lasciando spazio al fumo, che si levava verso il cielo.

Lo stesso che lui aveva provocato. Quel fuoco aveva qualcosa di purificante.

Tutto l’odio che aveva nutrito, tutte le parole che non condivideva, tutte le cose che gli erano state dette.

Menzogne.

O comunque erano cose dette da chi non l’aveva capito: era sempre stato il suo cuore, a farlo restare puro, anche nella sua rabbia e furia cieca.

Si guardò le mani: erano sporche di cenere. Grigie, un po’ bruciacchiate.

Ormai il colore del fumo, era il suo. Come la sfumatura, tra bianco e nero. Ed era lì che era sempre stato, cercando di non esser mai troppo cieco.

Non aveva mai dato troppo conto a chi insisteva con discorsi di “incompatibilità”, o altre impossibilità.

Lui amava. Non si faceva domande, il cuore non se le pone. È così che funziona.

Ed è così che dovrebbe, altrimenti saremmo come automi. Non si possono razionalizzare i sentimenti.

Se lui amava qualcuno, era sicuro dei sentimenti. Eppure, questo eterno confronto con gli altri, lo aveva un po’ condannato ad essere com’era, alla fine.

 Ricordò la prima volta che aveva bruciato qualcosa. Era giovane, aveva il suo animo ribelle solito. Era una protesta, e lui aveva in mano una molotov.

Aveva poco più di vent’anni. Ventidue, forse.

Con un cappuccio alzato, una maschera, giubbotto in pelle.

Era sempre stato uno che protestava contro tutto quello che non gli piaceva, un tempo era contro lo stato. Erano anni di furia, rabbia, violenza. Ce l’aveva contro tutto quello che lo aveva fatto soffrire. Lui, e molta gente invisibile. Persone che non arrivavano a fine mese.

Ricordava di aver scagliato quella molotov, urlando.

Conto un’auto. Forse della polizia. Non ricordava bene. Ormai la lucidità dentro di lui andava e veniva.

E non si ricorda bene. Ma ricorda che voleva vivere, come voleva lui. Con le sue leggi, e regole. E fanculo a tutti gli altri che rompono il cazzo.

“ Io voglio vivere nei ricordi di chi mi ha sopportato, amato, apprezzato per come sono…”

” E se non piaccio al mondo,

il mondo poi non piace a me,

e se ho toccato il fondo,

in fondo poi che male c’è?

.

fatto sta che ancora provo ad essere migliore

ma poi noto che qua l’odio ne fa da padrone…

visto che fisicamente sempre stato qua,

ma alla fine mentalmente manco un giorno qua. “

Quel ricordo di gioventù, gli fece ricordare che era sempre stato uno con la voglia di ribellarsi.

E non bruciava solo per pazzia, ossessione, vendetta.

Era anche una forma di protesta.

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Brano citato: https://open.spotify.com/track/6mhSAFTv3NnvwoMJtxOQkk?si=bea253cc44684a9d

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