#RecensioneLibro:”Tra due Mari” – #CarmineAbate

Si potrebbe dire che tale romanzo possa essere molto estivo, anche se non viene ambientato esclusivamente in un’estate calda, banale, dimenticata.

tra due mari

Versione video:

“Tra Due Mari”, di Carmine Abate. L’ho letto ormai qualche anno fa, e devo dire che fu un libro capace di colpirmi e rapirmi. Fu una lettura interessante, ambientata in Calabria, e narra di vicende (chiaramente inventate), successe a Roccalba.

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Uno scrittore che non è neanche puramente Calabrese, ha ben compreso il modo di vivere di alcuni degli effettivi abitanti e originari di questo posto.

Anzi, direi che in certi ambiti, l’h anche capita meglio. Capito meglio dettagli che fin troppo sfuggono agli abitanti.

O forse, sono dettagli volutamente ignorati, che forse è ben più grave, insieme ad un’altra serie di cose…

Ed infatti, il libro ci viene raccontato da un ragazzo, principalmente (Florian) che non è nemmeno puramente Calabrese. Quindi è, per molti aspetti, una visione esterna, una visione… Diversa. Coinvolta  e non.

La madre è calabrese, il padre tedesco. I due si sono conosciuti tramite i rispettivi genitori, che si conobbero in gioventù: Giorgio “Zu Giorgio” Bellusci e Hans.

 L’uomo più particolare, più importante, una specie di co-protagonista, è sicuramente “Zu Giorgio”. Infatti, le sue vicende vengono raccontate sia nel “presente” del libro, sia nel suo passato.

Il suo obiettivo, era ripristinare l’albergo/locanda di suo nonno: Il Fondaco del Fico.

È una storia narrata bene, a volte un po‘ ci si confonde tra le varie epoche storiche, pieno di tradizione, superstizione e ci dà un occhio attento a tutti i problemi e qualità del suolo Calabrese.

È un’avventura interessante un freddo tedesco che si “converte” al calore della gente iraconda, permalosa, superstiziosa, arretrata, piena di pregiudizio.

Ma anche tanto capace di amare, amare come loro non riescono.

Tra “due mari”, lo Ionio e l’Adriatico, ma anche tra Germania e Calabria, due mondi diversi che si collegano.

Anzi: più di due.

Calabria e Puglia, Tedeschi e Calabresi. Non “Italiani”, ma “Calabresi”, perché qua stiamo a raccontare una storia divisa ed unita, con fili improbabili, quasi impossibili ed incompatibili che si collegano,

diventando tutt’altro che divisi, ma uniti.

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