#Poesia:”Porte Chiuse”.

Busso,

bussiamo.

A queste porte chiuse.
Che molto probabilmente,

resteranno così, per sempre.

Busso,

anzi no, sto lontano,

perché so che non risponderebbe nessuno.

Ma continuo a bussare,

così tanta paura,

che ciò che ho amato,

che ciò che è stato,

non torna mai più.

 

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Che lei,

non torna mai più.

Mentre cerco di accettarlo,

anche per aprirmi alla miracolosa eventualità,

di rivedere chi ho perso,

mi sento un peso dentro,

un nodo in gola,

dolore indicibile.

Porte chiuse.

Libri finiti,

libri chiusi.

Che so che dovrei lasciare in quel modo,

ma vorrei,

vorrei ci fosse un altro modo.

E sbatto i pugni,

contro le porte chiuse…

attaccato alla rabbia,

alla speranza,

al dolore.
Le uniche cose che vedo,

ancora vive,

ancora vere.

Fottute porte chiuse,

apritele, un attimo.

Quasi se potrebbe dire,

che siete bravi solo con le gambe

e le vocali.

Porte chiuse,

come la testa della gente….

Ma sai,

invece di bussare,

vorrei proprio sfondare.

E sfondarmi anche qualcun altro,

in un altro senso.

Porte sfondate.

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