#Poesia:”Toccare il Fondo”. (Mi Riprendo)

E ho toccato il fondo,

lì mi son trovato,

perché non sono riuscito a cambiare lo sfondo.

Perché sembra tutto uguale,

mi sono lasciato andare,

scorrere, verso il fondale.

È come se fossi acqua,

non sono che

un’ombra mista a bomba H.

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Ed è sprofondando nel fondo del dolore,

del barile,

in cui tutto muore.

Tocco il fondo,

poi magari mi riprendo.

Ed è solo una cosa che vorrei,

e vorrei dire che vado e me la prendo.

Mentre mi arrendo,

e non mi arrendo,

non c’è nulla che sto aprendo,

i coglioni che appendo,

sto morendo.

Alla fine,

mi sembra che ogni volta

il fondo sia più profondo.

È un colpo che non affondo.

Mi chiedo che si fa l’amico,

di più di altri,

alla fine non faccia un giro attorno,

e alle spalle un colpo rotondo.

Che poi non capisco,

nemmeno se davvero mi sono ripreso,

o se fingo,

per non stare sempre offeso.

Se resto fermo,

sono sempre teso.

Rido con dentro il peso.

Il peso di chi tocca il fondo,

ma non ci scava.

Sono uno che capisce,

che nulla ci cava.

Niente è solo un numero,

ma qualcosa che supero.

Sono sempre meno ingenuo di quello che sembro,

e nella mia testa, un’altra cagata che smembro.

Tocco il fondo,

e sono risalito,

mi sono sentito,

spinto sempre più dentro,

non potevo nemmeno respirare,

sono quasi morto.

Nella mia testa gente senza invito,

è come votare sempre lo stesso partito.

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