#Recensione finale di ” #Totem” di En?gma. Ultimate Edition!

Ci tengo tanto a fare una recensione completa, che farò anche un video e anche la puntata di #WeeklyRAP di oggi, sarà particolarmente dedicata al nuovo album di “En?gma”: Totem.

La Ultimate Edition.

Iniziamo a dire che questa idea di fare la cosa ad “episodi” è stata interessante, perché comunque ci ha portato a mantenere l’interesse vivo.

Ma mi è piaciuta anche per (semplicemente) la particolarità. Come detto in separate sedi, del buon Marcello, mi piace il fatto che ha tentato e si è anche distinto da altri. Forse anche per farci vedere che valeva qualcosa oltre il Machete Crew.

C’è vita, oltre il Machete e che vita! Mi è sempre piaciuto. Anche nel Machete sperimentava molto.

Comincio a credere di avere un certo gusto per lo sperimentale…

Ho sempre pensato e mi è sempre piaciuta la musica di En?gma, perché ho sempre visto che ti scava nell’intimo, la musica, che ti sconvolge, ti coinvolge, ti porta in un viaggio dentro di sé, e quindi, anche dentro di te.

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E questo si conferma anche in “Totem”. E già dalle prime tracce, “Luthor”, con Gemitaiz. Bellissima traccia, e la successiva: ”Bacio sulla fronte”.

Una musica che appunto, ti scava dentro, con i loro testi, abbiamo qualcosa di quasi psichedelico, di rilassante, di intenso, forte. Come un bel caffè amaro, come un buon scotch di qualità.

È una musica per chi ha voglia di una riflessione mista alla passione che questa arte ti dà. Sono sempre più convinto che Marcello sia un artista completo. Del resto, sto anche apprezzando i suoi racconti calcistici sul suo canale youtube.

(Link a uno che mi è piaciuto in modo particolare: https://www.youtube.com/watch?v=_11rzyl5glo )

La voce di En?gma, come in questi racconti, è calda, intensa, ci dà le emozioni che lui stesso sente. Come in questo video, anche nella musica.

Naturalmente, come ho detto, la sua versatilità si scopre sempre di più, via via ascoltando tutti i pezzi del nuovo album.

Ci sono pezzi di stili diversi, come beh, già nella terza si vede una variazione: si sentono dei tamburi: En?gma, in effetti, ha intitolato l’album “Totem”, un richiamo quindi  ai nativi americani. Del resto, non è la prima volta che Marcello ci riporta nell’indigeno: ricordo “Rapa Nui”, ad esempio, la seconda traccia di “Indaco”.

Questi richiami ad una cultura primitiva, quasi selvaggia, non sono atipici nei suoi lavori.

Spesso nei video si è dipinto in un modo, rituale, direi. Forse anche a comunicare l’umanità nella sua forma più tradizionale, forse animalesca.

Insomma, direi che nel complesso, “Totem” è veramente ottimo. Ma mi piacevano tanto anche le canzoni dei primi “episodi”.

Mentre scrivo, sto aspettando arrivi il disco con la maglietta, per fare un video, e devo anche fare il podcast.

Insomma, un casino.

Ma procediamo: naturalmente qui abbiamo parlato dei pregi generici, gli specifici riguardano ogni singola canzone, con basi diverse, che, a mio parere svolgono in pieno la loro funzione, di farci sentire meglio l’atmosfera dei brani.

Ad ogni modo, ho ascoltato ogni pezzo, ma qui, vi porto il mio parere che cerca di essere il più “imparziale” possibile, ma che comunque resta nella sfera soggettiva.

Quindi i pezzi che mi hanno colpito di più, sia in positivo che in negativo.

Potrei dirvi, ad esempio, che tutti gli “Underdog”, mi sono piaciuti moltissimo, tranne il “3”. Non mi è piaciuta molto la base, ho sentito meno “carica”, meno “guerra”. Un po’ più “moscia”. Forse è il confronto con le altre parti che mi confonde, che mi fotte.

Non tutte le canzoni mi sono piaciute allo stesso modo.

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Vi dico le mie preferite: come detto “Underdog” parte 1, 2, e la ultimate. “Invisibili” con Claver Gold. Per me un po’ un capolavoro, che ci fa sentire con un po’ di storytelling, il mondo in cui si sentano i clochard, i poveri barboni. Che quindi, sono “invisibili”. Nel ritornello, infatti, dice “guardami, sono qui”. Come per evidenziare il fatto che vengano in qualche modo dimenticati, ci passano davanti, come fossero qualcosa di beh, invisibile.

Non ci facciamo caso.

Gli “Underdog”, come detto, mettono una gran carica. Amo l’attacco di Sace nel primo, e quello di Hyst nel secondo.

E le basi, sono fenomenali. In più, Marcello ha unito alcuni dei miei preferiti in una sola canzone: come Lanz Khan, Jangy Leeon e Lucci.

La “ULTIMATE”, non ha la stessa carica, è qualcosa di particolare, sulla stessa scia della parte 3, ma mi è piaciuta molto di più. Sempre sull’onda dell’intimità, che ho tirato fuori più volte in questa recensione.

Quindi, meno “Incazzato”. Una conferma del cambiamento di stile e della versatilità di En?gma.

“Montezuma” è bellissima, carica, incazzatura, forza. E anche il pezzo con Shade, che di solito non ascolto: ”Ultimo Tango di San Lorenzo”, mi ha colpito in positivo.

Quelle che mi son piaciute di meno, appunto “Underdog 3”, “Mea Culpa”, “Adulterio”… Non che mi abbiano fatto “schifo”, ma diciamo che c’è qualcosa che non mi  convince. Insomma, non direi che mi son piaciute al 100%. È più la base, forse, che il resto.

Comunque, nel complesso, ottimo lavoro. Credo che sarà il mio preferito del 2021, a mani basse, insieme a “Collana di Perle” di Lanz Khan.

Senza dimenticare le artwork fatte da Mark Buz (seguitelo su Instagram!) Sono anche quelle bellissime, è un laovorone che ci hanno messo tutti, non solo con la musica, ma in vari ambiti.

Penso che ci abbiano voluto investire del tempo per dei motivi ben precisi. In questa recensione, le immagini, sono infatti prese dal suo profilo, e sono quelle che ha fatto per “Totem”.

Anzi, molto probabilmente, sarà anche il mio preferito di En?gma. Bravo.

Continua a fare così, Marcello. Amo la tua musica.

Alla prossima!

Senza dimenticare questa, scattata quanto ti ho visto, per la prima volta, dal vivo.

Segui:

Leggi gli articoli precedenti:

Totem 1: https://loscrittorevolante.com/2020/10/19/recensione-musicale-totem-di-engma/

Totem 2 e 3: https://loscrittorevolante.com/2021/03/09/recensione%e2%80%8b-totem-parte-2-e-3-di-engma/

Recensione “Collana di Perle”: https://loscrittorevolante.com/2021/02/22/recensione-album-collanadiperle-di-lanz-khan/

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