21°Episodio de:”Un Piromane in Ferie”.

Come ogni martedì, appuntamento fisso con il mio romanzo a puntate!

Riassunto ultima puntata: Marco “Supermarco”, ha trovato quella che potrebbe essere la prima prova sui misteriosi incendi. Ha praticamente rischiato la vita… Ora si domanda come potrebbe sfruttarla a suo vantaggio.

(Lista Episodi alla fine del capitolo…)

Si sa: chi sembra quello più tranquillo, significa che dentro porta dei demoni terribili. Forse, colui che è più silenzioso, è troppo impegnato a combattere dentro di sé.

Giorgio, era un uomo che era sempre più stanco di combattere.

Nel luogo dove prendeva alloggio, d’estate, passava spesso in modo anonimo, incolore. Nessuno poteva sospettare quasi nulla.

Uomo posato, silenzioso, educato. Non aveva nessun tratto particolare, e nessuno faceva domande. Per molti, in quel paese in collina, sembrava semplicemente un uomo che si godesse le vacanze.

Ogni giorno si svegliava alla stessa ora, e andava al mare. Prendeva la sua auto e partiva.

Dalla collina al mare, ci metteva una ventina di minuti.

A volte, Giorgio, in spiaggia ci andava sul serio, non sempre era impegnato a bruciare tutto. Ogni tanto, gli veniva in mente le prime volte che bruciava qualcosa: erano spesso auto o altro delle persone che gli davano fastidio, era inizialmente una cosa mirata.

Se la prendeva con chiunque lo criticasse. Il mondo è paese, e sapeva bene, che ci fosse qualcuno che gli rompeva sistematicamente i coglioni. Gli uomini apparentemente deboli, sono spesso vittima di qualche molestia, indipendentemente dall’età.

Sembrava che in quel posto, la Calabria, fosse spesso così. E, ormai da anni, di nascosto, il piromane bruciava qualcosa di queste cattive persone.
Si rispecchiava in quei poveri perseguitati, quindi si vendicava spesso, al posto loro.

Aveva capito come l’invidia fosse praticamente il cancro di quella terra: un giorno, spinto da un’insolita curiosità, parlò con un ragazzo che avevano disturbando delle persone più grandi di lui, e aveva detto a questi:

  • Lasciatemi stare, che avete 50 anni. Dopo tutti questi anni ancor a ame state a pensare? Jati a truvaru na fatiga!

E se ne andava, mandando a fanculo.

Nella testa, forse di queste persone più grandi, era uno scherzo: ma sentì dire al giovane che si stessero prendendo la “confidenza.”

Era notte fonda, Giorgio aveva desiderato fare una passeggiata solitaria. Guardò la scena, chiese al ragazzo cosa fosse successo.

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A quanto pare, una donna, parecchi anni fa (il giovane disse 15), gli rompeva i coglioni quando era molto più giovane. E quando lo vedeva, ogni tanto, credeva di poterlo ancora fare.

Quella donna era palesemente più grande di lui: sembrava proprio che in quel posto, la differenza d’età non avesse alcuna importanza. Incredibile vedere degli uomini molto più grandi, comportarsi come se ne avessero ancora meno del ragazzo, che sembrava andare per i 30.

Quella notte, Giorgio li pedinò. Addirittura la donna aveva dei bambini.

Gli bruciò la macchina, e gli pisciò davanti al portone di casa.

Il ragazzo che avevano disturbato, forse, non avrebbe nemmeno mai saputo di essere stato vendicato. Del resto, non è che sentisse o vedesse spesso questa gentaglia.

Forse, Giorgio si copriva dietro una “scusa” per poter compiere meglio i suoi crimini.

Le ferie, comunque, stavano finendo.

Ormai, l’uomo era preda della rabbia: si poteva dire che era un periodo brutto, che non passava mai.

Non era finita lì!

Giorgio desiderava ardentemente tornare insieme alla donna che amava, voleva trovare il modo. Si stupiva ancora, di odiare coloro che aveva amato.

Si ostinava nel non perdere la sua umanità:

gli avevano detto che non era cinico, o maturo per alcune cose. Lui era convinto che la maturità fosse una cosa relativa, che non per forza, bisogna essere “stronzi”.

E lui, lo stronzo a volte lo faceva davvero, volontario o involontario.

Però, spesso pensava che fosse perché tutti gli altri non lo facessero mai stare tranquillo.

Non trovava mai una via d’uscita: in fondo detestava chiunque gli avesse parlato male della sua donna, spesso si colpevolizzava per la sua perdita.
Era una relazione tossica?

Il suo vero desiderio, era diventare una persona migliore, ma sapeva che, nel tragitto, per qualcuno sarebbe peggiorato.

Era un sacrificio accettabile.

Del resto, lui desiderava essere migliore, specialmente di fronte ai suoi occhi.

Di sé stesso, della sua donna, di sua figlia.

Era così complicato… E lo era anche ricordarsi, di quanto fosse diverso, prima. Forse era più facile.

Le ferie stavano per finire, del resto. Cosa sarebbe successo dopo?

Era fin troppo convinto che tutto dipendesse da lui, e che, nessuno l’avrebbe mai scoperto.

Passò qualche giorno: ormai mancava poco per la data della sua partenza: sarebbe tornato a Torino. Forse si era un po’ calmato durante quell’estate.

Addirittura, non stava più bruciando intensamente come prima…

Una sera, incontrò per caso, il ragazzo che avevano disturbato. Erano in un parco semibuio, lo sentì canticchiare:

“ Ti diranno che poi il male passa, e che il dolore è un’arma

È una bugia, il male resta dentro e un po’ ti cambia

La rabbia resterà, devi imparare ad accettarla

Se sei stanca, tieni acceso il fuoco e fagli la guardia

Poi ti prego, sbaglia

Tanto non puoi evitarlo quindi mettici la faccia …”

( – https://www.youtube.com/watch?v=Qq-dN4lkbZI )

Giorgio si rispecchiò in quelle parole. Si videro: il ragazzo sembrò vergognarsi di aver cantato ad alta voce.

Dopodiché lo salutò: il giovane si tolse le cuffie Bluetooth e lo guardò incuriosito, sembrò non riconoscerlo.

L’uomo gli spiegò chi fosse, il giovane capì: sembrava però non gradisse ricordare qualcosa di spiacevole, giustamente.

I due si presentarono: il ragazzo si chiamava Stefano.

Il piromane cominciò a fare domande, e, non si sa bene come o perché, ma i due furono curioso di conoscersi. Stefano capì in fretta che l’uomo non era di quelle parti…

Andarono a comprarsi una birra in un bar, e ad un certo punto, si confidarono l’uno con l’altro.

Certo: il piromane si guardò bene dal confessare chi fosse davvero, ma gli raccontò dei problemi con la sua donna, e sua figlia.

Il giovane, ricambiò la confidenza, raccontandogli che si fosse laureato da poco, che aveva in mente una ragazza, che aveva smesso di parlargli. Dichiarò che non ci si potesse fidare di nessuno, e che, in un posto come quello, si fraintende e si gonfia anche le cose più piccole.

  • Hanno capito che io l’abbia tipo… Molestata? Io le volevo bene e basta. Ci tenevo a questa amicizia… Però ora crede che io mi stessi “approfittando della sua bontà”. Io, che sono stato fin troppo spesso vittima di chi si è INVECE approfittato di me. Come quei rompicoglioni che hai visto l’altra sera. E ora l’ho persa, per cazzate, per seghe mentali. Hanno pensato mi piacesse solo perché è bella. Io sono andato oltre l’aspetto fisico, a me, lei, faceva stare bene. Mi manca. Vorrei restare qui, per vedere se un giorno posso sistemare le cose… Però, mi sto rompendo i coglioni di questa cittadina piena di gente fallita… Vorrei tornare a Bologna, ma non sono sicuro ci vivrei una vita migliore.
  • E chi era quello che ascoltavi prima?
  • Come? Si chiama Moder. È hip-hop. Mi piace molto.
  • Mi faresti sentire la canzone?
  • Ok… “Quando Torni a Casa”.

Giorgio ascoltò la canzone, con calma:” Sai, la vita spesso è rifare da capo, ti diranno: “Non sei in grado”

Vorranno spiegarti tutti che cos’è sbagliato

Che il giusto ha il suo contrario, nel dubbio

Dipingi i palmi d’azzurro ed avrai il cielo in mano

Poi dovrai soffrire e odiare chi ti ha amato

Anche se scappi dentro le valigie troverai il passato…”

  • Questa canzone, rappresenta la mia vita del momento. – Confessò il ragazzo.
  • Ah, anche la mia. – Disse Giorgio.

I due continuarono ad ascoltare il pezzo, fino alla fine.

Qui trovi la lista completa con tutti gli episodi precedenti: https://loscrittorevolante.com/tutte-le-puntate-deil-piromane-in-ferie/

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