#RaccontoAutobiogafico

Ormai non sento che dolore. Vorrei che il mio cuore sentisse gioia, ma è come morto. Ed esso era la mia guida, la mia certezza.

Ho perso punti di riferimento, e ora, mi sento come se fossi morto.

C’è solo la delusione, certe volte, non sai come uscirne. Siamo ormai diventati troppo vecchi per cambiare natura, per decidere di fregarcene, per smettere di tenerci,

per fare “come fanno gli altri”, come se mai ne fossimo capaci, come sa mai, ne potessimo essere fieri.

Io che butto il tempo scrivendo, non ho la testa per studiare, non ho la testa per niente. Il mio cuore è distrutto. Ovvero, ho perso la mia guida.

Ed è sempre stata questa.

Domani ho un esame, e non riesco a studiare, troppo impegnato a sentire il dolore dentro il petto.

Troppo impegnato a chiedermi cosa succederà, troppo impegnato a sentire il peso della mancanza, degli errori, delle invidie, delle gelosie.

Troppo stanco per potermi sentire meglio. Troppo stanco di vedere latri vivere la vita che vorrei io, le persone che vorrei vivere io.

Troppo stanco per poter sopportare i pesi, la gente.

 

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 Troppo stanco per poter dibattere, per potermi confrontare,

troppo poco solo,

troppo solo.

La rabbia non passa,

il dolore continua.

Voglio smettere di pensare a certe cose, in certi modi, che non mi appartengono. Questo non sono più io, questa vita non mi appartiene, quest’anno, questa vita non mi appartiene.

C’è solo un grosso nero,

e l’unico modo che so di poter cambiare il colore, è scrivere qui…

Vorrei che una persona tornasse nella mia vita. Sento il dolore, mi acceca, mi pesa addosso.

Domani ho un esame, non sto studiando. Forse mi bocceranno. Vorrei staccare, non sentire più niente. Mi sa che lo farò, smetterò di fare cose, smetterò di impegnarmi. Forse sbaglio, proprio perché mi impegno.

E forse oggi non studierò per nulla.

Io accetto un po’ la mia rabbia, la frustrazione.

La delusione.

E forse, altre cose son solo un’illusione.

E così, mi racconto un poco, come diario. Avevo smesso di farlo, voglio riprendere. Chissà se c’è qualcuno che mi leggerà, che mi capirà.

Chissà se posso far sentire qualcuno, meno solo.

Ho un cuore spezzato, che mi serviva avere.

Ho una delusione dentro.

Avevo cose importanti, che per altri non lo erano. E non mi sento capito.

Voglio silenzio, e sento troppo rumore intorno a me.

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