#Romanzoapuntate:” #UnPiromaneinFerie” -24°Esima puntata.


Eccoci nell’appunntamento del #Martedì: ogni volta, una nuova puntata.

Nel capitolo precedente, Marco crede di aver scoperto il piromane, con alcuni viaggi, e cercando e trovando prove.

Stefano fa ancora più amicizia con Giorgio, senza sapere la sua vera identità…

Tutte le puntate qui: https://loscrittorevolante.com/tutte-le-puntate-deil-piromane-in-ferie/

.

Aveva imparato, che a volte, sembra che i criminali non facciano nemmeno un errore. In realtà, spesso, bisogna cercare nelle cose più superficiali, banali. Proprio quelle in cui non fanno attenzione.
Lo avevano detto, quando faceva l’università, e ora, aveva una conferma.

Proprio in quei dettagli, quei gesti compiuti migliaia di volte, che vengono svolti in maniera talmente abituale, da diventare come un respiro: totalmente naturali.

E, forse lo avrebbe incontrato quella notte.

Quella sera, con Stefano.

Stefano, una persona che ultimamente era così persa, così confusa, incazzata, stanca.

Così tanto di vedere le vite degli altri, come voleva che fosse la sua altre persone, con quelle che voleva avere lui, quelle con cui voleva stare lui.

E si ricordò l’ultima conversazione con lui:

  • Marco. Non ce la faccio più: qua ti dicono che non ti giudicano, che non ti devi giustificare, che ti vogliono bene, indipendentemente da tutto, e poi, eccoli lì che ti rompono i coglioni su ogni azione che compi, a scassare il cazzo e sentenziare su tutto. A non capire un cazzo, porco***.

Anche se il buon Stefano si sfogava, capiva bene cosa intendesse. In quel posto, nessuno era mai contento di niente.

Ed era per quello che ci si barcamenava tra la voglia di migliorarlo, e la voglia di andare via, per sempre, senza voltarsi indietro.

Solo che… Si capisce: non si può scappare in eterno da sé stessi e dai problemi.

Supermarco sapeva bene che il suo amico, stava lottando proprio contro queste cose. Se te ne vuoi andare, e vuoi restare via da casa tua, devi crederci davvero, non bisogna lasciare nulla in sospeso.

Fin quando Stefano avrebbe pensato a Paola, non ci sarebbe stata la possibilità di sentirsi libero di lasciarsi tutto alle spalle.

Non è facile.

Prima di incontrarsi, Marco pensava a tutte queste cose. E si domandò più volte se riferirgli di averla vista.

Era una vita e una città stancante: una volta che sei “inquadrato” in un modo, è difficile far cambiare idea, riparare i danni, riallacciare rapporti.
Era più unico che raro.

Spesso, dicevano a Stefano che aveva scelto “la persona più sbagliata”, per credere di poterci tornare in buoni rapporti.

E il giovane, era spesso barcamenato tra il credere in queste affermazioni…E credere in sé stesso, dopo anni, di bassa autostima.
Era un momento di radicale cambiamento, era l’effetto della maturità incalzante.

Annunci

Quella sera, comunque, per il detective improvvisato, ci sarebbe stata l’opportunità di scoprire se il misterioso piromane, fosse il nuovo amico di Stefano.

Ed eccoli lì, al bar della città più famoso, più frequentato da ci non stava in mezzo alla folla, in mezzo a chi doveva mostrarsi, a bere peroni, a dimenticarsi del mondo intorno.

Quel bar, era un rifugio per molti, la confort-zone, il posto dove dimenticarsi ciò che si voleva essere, o non.

 Tuttavia, sembrava proprio che Stefano stesse cominciando a detestare le sue zone di comfort: aveva notato come ben poco lo avessero aiutato: anche e soprattutto ad ottenere ciò che desiderava maggiormente.

Supermarco lo vide, Giorgio.

I due si guardarono per un po’: si ricordarono dopo qualche istanti, di essersi visti in treno:

  • Ah, ma guarda tu com’è piccolo il mondo.
  • In Calabria, diventa ancora più piccolo, mi creda.
  • Oh, ma dammi del tu, forse te l’avevo detto. In fondo, ho solo 38 anni.
  • Va bene, vado a prendermi anche io una birra per farvi compagnia…
  • Allora, Giorgio… Hai parlato con tua figlia?
  • Sì, sì… Forse finalmente riesco ad essere ottimista. Forse, persino le cose più irreparabili, se si vuole, possono sistemarsi.
  • Speriamo…
  • Un giorno, riuscirai anche tu a trovare un modo. Forse devi solo tranquillizzarti… Forse, quando si smette di volere una cosa, quella arriva.
  • Non saprei. Per il momento vedo il lato negativo, di una persona che si è sentita tradita, violata. Una persona che è difficile da ritrovare…

Stefano vide tornare Marco, e si interruppe. Sembrò proprio che parlasse di sé, ormai con pochi. E che ne sopportasse ancora meno.

  • Ti dicevo, quindi: a mia figlia ho dedicato quella canzone. La mia compagna si è addirittura commossa nel tratto:” Aspetteranno che ti muovi per rinfacciarti ogni tuo errore

Sei la mia stella di Broadway, come la canzone

I tempi migliori sono solo un’illusione

Tu che trovi dei sorrisi dentro la disperazione

Poi ti muovi, per rinfacciarmi ogni mio errore

Sei la mia stella di Broadway, come la canzone

Se i tempi migliori sono solo un’illusione

Tu trovi dei sorrisi dentro la disperazione”

  • “La mia compagna”? La stai già riconsiderando tale.
  • Già … me ne sono appena accorto!
  • E i “tempi migliori sono solo un’illusione?”
  • Chissà, forse no.

Marco aveva dei sospetti, ma aveva intenzione di andarci cauto: del resto, Stefano stava già male, non voleva farlo stare peggio.

Fece però domande oculate, domandando a Giorgio chi fosse, domandò della sua famiglia e da quanto tempo scendesse in Calabria d’estate.

Non notò nulla di strano.

  • Stefano! – Disse all’improvviso, – ho incontrato Paola.
  • Ah sì?
  • Sì, sto svolgendo indagini sul piromane. Ho trovato una candela…

Marco guardò verso l’uomo, notò qualcosa: iniziò nervosamente a picchettare le dita sul tavolo.

  • E quindi?
  • Ho scoperto che questa candela, viene proprio da un negozio dove lavora lei…
  • Ah! Bene. Marco, non so che dirti…
  • Pensava al seguissi, ma gli ho detto di no. Ti ho difeso, Stè. Sai, io credo che stia pensando di te, cose un po’ negative, ma sbagliate sul tuo conto. Se solo potessi spiegarti…
  • Non so, caro mio. Forse dovrei solo accettare di non poterci fare nulla, e crescere.
  • Non diventare come gli altri, lo sai che non vuoi.
  • Supermarco mio, al momento sai una cosa? Sono molto stanco. Vorrei passare i prossimi tempi, a tentare di pensarci il meno possibile. Non ho una scelta, ora. Se sarà, ci rincontreremo con lei. Mi lascerò condurre dalla corrente.
  • Quindi la tua scelta è non fare nulla?
  • È calmarmi, amico mio. Il problema non si risolve, facendo come prima… Ora vado via. Sono molto stanco ultimamente. Ho speso fin troppe energie, per questa cosa a cui tengo. Il mio cuore e cervello, però, sono molto stanco…

A Marco, sembrò che fosse veramente così: sembrava maturato di botto. Con la voglia di sacrificarsi per quello che desiderava.

Appena fu lasciato solo con Giorgio, che cercava una scusa per andare via.

Infatti, si era già girato di spalle. Un lampione si spense, mentre passò davanti ad una panchina.

Ma Supermarco lo seguì e gli fece la domanda diretta:

  • Sei tu, vero? Sei tu, il “piromane in ferie”.

Un silenzio gelido scese tra i due, in una notte molto calda, di fine estate.

Seguimi/ascolta i #Podcast e Condividi!

Grazie mille! 🙂

Annunci
Categorie:Piromane in ferie, Romanzo a PuntateTag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

1 commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: