#Romanzoapuntate:”Un Piromane in Ferie” – 26°Esimo episodio.


Episodio precedente: https://loscrittorevolante.com/2021/08/10/un-piromane-in-ferie-25esimo-episodio/

Lista episodi: https://loscrittorevolante.com/tutte-le-puntate-deil-piromane-in-ferie/

Riassunto ultimo episodio:

Supermarco insegue il piromane in auto, di notte, dopo aver scoperto la sua identità, ma riesce a sfuggirgli.

26°Episodio:

Quella mattina, Gabriella si svegliò in un modo strano: notò di aver pianto nel sonno.

Andò allo specchio notò che era vero.

Pensò al suo compagno, a Giorgio, pianse ancora.

Si era spesso data della “puttana”, per aver tradito l’unica persona al mondo che avesse veramente amato. Del resto, avevano anche avuto quella bellissima figlia insieme.

Ed era stato così facile cadere in tentazione con un altro uomo: non aveva ragionato né con la testa, né col cuore, ma con la figa.

Si maledisse: a volte piangeva, mordendosi le labbra, fino a sanguinare.

Non mostrava mai le lacrime alla bambina, ma quella mattina, si ricordò quella canzone che gli aveva mandato:

“Dì alla mamma che l’ho sempre amata

Anche se non le sembrava

Quando l’ossessione mi rubava ogni nottata

Dille che la ringrazio per ogni litigata

Tu portale dei fiori coi tuoi occhi quando torni a casa”

La donna sentiva di avere grandi colpe, di aver fatto impazzire il suo compagno. Era contenta che sembrasse che tutto si stava, pian piano, riparando, ma era così difficile…

  • Claudia! – Chiamò la figlia, pensando si fosse svegliata prima di lei. Poi capì che era ancora presto: erano le 6:00 del mattino.

La guardò dormire, la dolce bimba dormiva beata: questa creatura così piccola, splendida. Da proteggere, come un amore puro e genuino.

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Quella mattina Paola si svegliò, provando una sensazione nuova, diversa.

Era stanca. Si ricordò dell’ultima volta che aveva amato, era ormai troppo tempo fa. Da quando il suo ex, la stalkerava, era diventata diffidente verso gli uomini: un po’ più superficiale.

Ma tra tutti i c***i che aveva visto, ormai si rese conto di non provare amore.

Pensava che gli uomini fossero un peso, quelli con i sentimenti erano diventati troppo impegnativi. Aveva chiuso fuori qualcuno, e sembrava esserne convinta, dura, cinica.

Però, a volte, quando guardava le sue foto, dove si sentiva di essere una bellissima donna, ambita da molti, si chiese in quanti le volessero bene davvero.

E, a volte, anche lei piangeva. Voleva di nuovo sentire l’amore.

E anche se non sembrava, pensava a chi aveva tagliato fuori, le dispiaceva. A volte, il cuore le dava una fitta, che lei, sistematicamente, ignorava.

Ma, si sa: non si può scappare per sempre dal proprio dolore.

Pensò, quindi a Stefano quel giorno: pianse un po’. Era il suo ultimo giorno di lavoro, ed era più fragile che mai.

Era infelice,

Molto.

Forse era tempo di comportarsi in maniera diversa: forse, doveva scrivere al “tenero”. A “Stefanone”.

Ogni tanto, anche le convinzioni più radicate, possono cambiare. Del resto, non siamo alberi.

.

Stefano, si sentiva finalmente un po’ più libero: aveva anche conosciuto una ragazza carina, la sera prima… Il cuore sembrava dare spazio a cose nuove.

Però, anche quel giorno pensò di nuovo a Paola: lui, non era tipo da pensare che si possano “sostituire” le persone. Ognuna di loro aveva un posto speciale nel cuore.

Comunque, stava accettando la separazione da quella ragazza cui voleva bene. Pensò per l’ennesima volta a chi l’aveva definita “puttanella”, e lui, pensava di essersi innamorato proprio di una come lei. Come Forrest Gump.

Ma scacciò via il pensiero, di nuovo.

Finì l’allenamento, e gli squillò il telefono, una chiamata improvvisa di Supermarco:

  • Ue! Che succede?
  • Ste! Vieni qui.
  • Dove?
  • Nel paesino di Paola.
  • Sei matto?
  • No, vieni subito!

Stupito, si fece in fretta una doccia, gli batteva il cuore. Non era andato in quel posto da molto tempo, temendo di rincontrare proprio lei.

Paola uscì di casa, era rabbuiata. Vide Supermarco.

Sarebbe dovuta andare al lavoro ma, qualcosa dentro di lei, decise di andare a parlare con il giovane. Qualcosa di poco ragionato, qualcosa che stava nel cuore:

  • Marco!
  • Oh, ciao. Non sono qui per spiart-
  • Sìsì, tranquillo. Era solo una la persona che lo faceva. Non siete tutti uguali come ho creduto per lungo tempo.
  • Ah.
  • Stai ancora indagando?
  • No, so chi è. Ma non è ancora tornato.

Paola, sentì una voglia improvvisa, di lasciarsi andare davvero, di vivere una vera avventura:

  • Posso aiutarti?
  • Cosa? Ma non hai da fare?
  • No, no.
  • Ti avverto: ho chiesto a Stefano di venire qui, però!
  • Meglio.
  • Cos?

Senza aggiungere altro, la ragazza salì in macchina e guardò davanti a lei:

  • Allora, che si fa?

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