La Fine del Mondo.

“Chi troppo vuole, nulla stringe”, dice un proverbio. Bene, anche chi vuole poco, o una cosa soltanto. Ormai, ahimè, vedo solo la fine di un mondo distrutto. Siamo testimoni delle nostre insoddisfazioni, spesso, senza neanche avere la gioia di avere un ultimo desiderio, come condannati.

Osservo la mia vita ora, dopo tutto questo. Dopo questa guerra, queste distruzioni. Siamo persi, e non ci resta che guardare la vita, come le bottiglie di birra vuote, lasciate sulle soglie delle nostre vite, e i cigli delle strade.

Non ci resta che osservare, inermi, il fallimento della nostra vita. I progetti sono andati tutti a puttane, gli affetti non ce li abbiamo, e, beh, quello che volevamo davvero? Neanche un minimo.

E ancora non ho capito, perché l’unico amore che proviamo, non è mai reciproco, perché non ci può voler bene, perché tutto scoppia e crolla, in un secondo, come se fossimo sulle torri gemelle.

Perché diamo amore a chi non è pronto a riceverlo, ma comunque vorremmo lo prendesse, e aspettiamo, aspettiamo…

Macerie, nient’altro che macerie.

Sono questo ciò che ci resta, dopo aver fatto e provato tanto? Sembra di essere come dei poveri impiccati, abbandonati, aspettando che ci mangino gli uccelli.

Sogni impiccati, come noi, che ci siamo condannati a morte, senza saperlo.

La fine del mondo.

Posso provare ad essere ottimista, ma se quello che spero non accade, ingioi i bocconi amari della delusione, dell’impotenza.

La consapevolezza di non poterci fare un cazzo, insomma.

Guardateci, ora.

Sembra che ci abbiano messo al mondo solo per soffrire, per avere il compito ingrato di amare, di aspettare chi amiamo, che non torna. Di bere veleno.

Guardateci ora, siamo solo l’ombra di quello che speravamo, siamo giovani, ma sembra che il futuro non sia mai esistito, che ci sia stato solo il presente di merda.

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E, dopo tanti anni di delusioni, siamo stanchi.

Io ora, guardo me stesso per la prima volta, guardo in faccia la mia rabbia, il mio dolore, senza schivarlo, senza tentare di controllarlo. Ormai so che è parte di me.

È come avere le sensazioni vivide al 100%, come se ora, finalmente le sentissi. In parte ne sono contento, dall’altra…

CI pensi, e dici:<< Dai, ma come cazzo è possibile che per l’ennesima volta vengo deluso?>>

Passi una volta, due, tre… stanco di essere deluso, non ci stai più ad accettare. È come se il cumulo di merda che hai visto, ora pesa troppo per poterlo sopportare.

In fondo “andare avanti” e “riprendere a vivere”, diventano concetti astrusi, più negativi che il resto. Perché pesa sempre di più, la vita.

E, dicono che dovremmo essere “cinici”. Fanculo.

Io preferisco essere maturo, chi si chiude dietro la maschera del “cinismo”, dimostra di non aver imparato niente.
Devi sentire un dolore per capirlo, per assimilarlo come esperienza, per, realmente, evolverti, andare avanti.

Dimmi poi, S*****…Dato che ti aspettavi fossi più cinico, e vedo ‘sto cinismo di merda, mi fa proprio schifo. Sarebbe stato meglio?

Vien quasi da chiedermi, se in quel caso mi fossi rimasta accanto, o se ti sarei piaciuto…

Non credo proprio.

Ma proprio mai…

Vabbè, tanto più vado avanti più ho la sensazione di aver ricevuto mucchi di puttanate, in cui sei stata coinvolta anche tu.

E certo, la rabbia non passa, è diventata una compagna, fedele. Come diceva Jake La furia in “Sesto Senso”:

“Puoi farlo solo con la rabbia perché balli col diavolo

E sai che all’improvviso il ritmo cambia”

Questo malessere che proviamo oggi, a 30 anni e passa, non è lo stesso da ventenni. Passa l’ottimismo, passano le voglie…

Ripeto: siamo qui come impiccati,

a guardare inermi, la fine del mondo.

E che cazzo dovremmo fare? Siamo con la forza di impegnarci, ma non possiamo. Siamo stanchi di essere delusi, siamo fottutamente impiccati. Eccoci qui, insomma.

Pezzo per pezzo, morti dentro, insomma. Che passi il tempo, dici che qualcosa di meglio arriverà… ma dopo tante botte, come fai a dirlo?

Le mie uniche speranze, sono la voglia di cambiare la vita, messa in una merda di difficoltà e pesantezza nel farlo, e appunto, sentirmi vivo, con tutti i sentimenti, come se esistessero per la prima volta.

Ma, sono stanco…

Così come sono stanco di vedere altri amici che stanno male, per situazioni simili alle mie,

e non poterci fare un cazzo.

Siamo uomini morti che camminano, porca puttana.

Col la determinazione e i sogni rimasti, mentre li vediamo infrangersi. Con il cazzo duro ancora in mano, senza poter trombare, ma poterci solo fare delle tristi seghe, pensando a chi ci ha abbandonato, senza neanche poterci dare una spiegazione.

O comunque, spiegazioni di merda, porca puttana.

Dimmi ora, dove cazzo devo andare, dopo una vita di errori, quale cazzo sarebbe la direzione giusta? Io lo sapevo, ora non lo so più.

Io vorrei fosse quella di prima, cazzo.

Come dire ad un amico, eccolo, “ma poi andrai avanti”, quando ancora sta male nel presente. Dargli la speranza di un futuro, che manco sai se esiste.

No.

Come cazzo fai a dirlo?

Il futuro? Fanculo il futuro, noi volevamo quella cosa, cazzo ce ne frega di quello che non c’è? E non sappiamo se ci sarà?

Siamo impiccati,

a vedere la fine del mondo.

Non abbiamo mai avuto, il futuro che ci hanno promesso.

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