“Un Piromane in ferie” – 31°Episodio

Un Piromane in ferie: Come ogni Martedì, eccoci al solito appuntamento, con il mio romanzo a puntate, ideato con il mio amico, Leo.

È una storia di fantasia, in cui esiste un ipotetico piromane che, ogni estate, brucia la nostra regione.

Una storia tra il folle e il romantico, in cui faccio alcuni esperimenti di scrittura. Una roba per uno come me, un esordiente.

In questa pagina trovate tutte le puntate.

E qui la precedente!

Riassunto ultima puntata: Paola e Stefano iniziano a riconciliarsi, e il giovane assiste a tutto ciò ritenendo di stare vivendo un miracolo. Arrivano in Campania, inseguendo il piromane.

31°Episodio:

Stefano si sentiva un po’ a disagio: erano andati a comprare qualche vestito a basso costo, solo per quei giorni di inseguimento.

Il giovane aveva accompagnato Paola a fare shopping, come se fosse il suo fidanzato, e aveva passato ore molto piacevoli con lei.

Quando erano nel negozio, lei uscì con una magliettina bianca, e il ragazzo le disse che stava benissimo, lei rise e lo abbracciò, e dopo un momento di silenzio, chinò il capo e disse:

  • Sai, Stè… nonostante tu abbia pensato il contrario, io non ti ho mai odiato.

E ora, stavano in quella stanza d’albergo, la giovane si era spogliata davanti a lui, dovette guardare da un’altra parte lui stesso. Lei non gli aveva detto di non guardare, però.

Quindi, un po’ sbirciò, vide il suo corpo nudo.

Era meglio di come se l’avesse immaginato, per molto tempo. Era passato un anno dalla loro lite, più o meno.

Da quando avevano smesso di parlarsi.

Lei si stava facendo la doccia, mosso da curiosità entrò nel bagno, per vedere se stava intendendo bene le intenzioni della ragazza.

Pensò per un secondo a quell’altra ragazza che aveva conosciuto d’estate, che aveva frequentato, con cui era stato bene…

Ma fu una cosa temporanea, e se ne dovette risalire a Roma. Con una promessa difficile da mantenere, di rivedersi, anche se tornava spesso in Calabria, non si sapeva mai se si riusciva a rivedersi, a stare insieme davvero.

Però, per un piccolo periodo, fu felice.

Tuttavia, non aveva mai dimenticato Paola, no. Era fin troppo forte il desiderio e l’affetto verso di lei: neanche aver conosciuto un’altra ragazza lo aveva aiutato.

  • Sei entrato, Stefanone? – Domandò la ragazza, da dentro la doccia.
  • Sì.
  • Perché?
  • Volevo sapere se sto capendo bene cosa vorresti fare.
  • Credo di sì. E tu, lo vorresti?

Il giovane rimase un po’ in silenzio.

Quante volte aveva desiderato che quella cosa accadesse nella realtà? Quante volte l’aveva sognato? Quanto tempo se l’era immaginato?

E sempre, pensava solo a volere bene a lei, in amicizia, senza fissarsi nel volere qualcosa che non potesse avere, che se ci fosse stato l’amore, sarebbe stato in modo spontaneo.

E stava accadendo, molto in fretta.

  • Mi vuoi bene, Paola?
  • Sì. – Rispose, senza esitare.
  • Come sta succedendo tutto questo? – Stefano entrò sempre più dentro il bagno, dirigendosi verso la cabina.
  • Ti ricordi quando c’eravamo visti, insieme a Leonardo, al parco? E stavi con la sua amica…
  • Sì.
  • Non ci siamo salutati…
  • No.
  • Però, per un momento ho pensato che ero felice per te, avrei voluto parlarti, ma non l’ho fatto.
  • Lo so…
  • Però, sai, qualche giorno dopo, ho pensato che eri cambiato tanto, eri dimagrito, stavi bene… E il mio cuore ha ricordato di volerti bene. E ti ho voluto un po’. Per me.
  • Non è invidia, o qualcosa del genere, vero?
  • Stai ancora con lei, Stè? In questo momento sei tentato di fare le corna?
  • No, Pà. È tornata su a Roma. Ci siamo detti di rivederci, ma non è una relazione … vera e propria.
  • Mi dispiace.
  • Sei una bugiarda.

La ragazza stette un po’ in silenzio.

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  • Ti piaccio, ora?
  • Sì, ma non solo per come sei esteriormente, ma per come eri, quando eravamo amici. Non sei cambiato, no?
  • È palese che un po’ io lo sia, no?
  • Sì, ma sono sicura che tu possa amarmi, e possiamo stare bene.

Silenzio, qualche altro secondo.

  • Vuoi entrare qui dentro?
  • Col tempo capiremo tutto. Va bene, bellissima mia. Lasciamoci andare.

Stefano si spogliò, ed entrò a fare compagnia alla ragazza. Si guardarono, nudi, innamorati.

E finalmente, si baciarono. Che bella sensazione!

Com’era possibile? Stefano credette di stare in un sogno. Il loro primo bacio non fu in un ristorante, da qualche parte a portarla come aveva sempre desiderato, no. In una doccia, in un albergo.

Si fecero la doccia insieme, si toccarono piano. Lei cominciò mentre lo baciava, ad accarezzargli il pene, lui, fece la stessa cosa, con la sua figa.

Si tastarono, lui allungò spesso le mani sul suo culo, le sue gambe… Il suo bellissimo culo.

Lei vide che il suo cazzo non era particolarmente lungo, nella media, ma notò che era abbastanza grosso, durissimo per lei: era contenta.

Uscirono dalla doccia, in accappatoio, si sdraiarono sul letto.

Lei iniziò a leccargli il pene, piano piano… Poi, iniziò a fargli un pompino, per iniziare.

A Stefano non sembrava vero: finalmente, eccola lì, la ragazza dei suoi sogni, lo stava facendo godere, da impazzire.

Lei, fece scivolare una mano lungo le sue gambe, le accarezzava, mentre continuava a succhiarglielo.

  • Ooooh, Paolaaa…

Si misero a fare la 69, lui guardò la sua bellissima fica, e iniziò a infilare la lingua dentro.

Dopo un po’, fu il tempo di entrare dentro di lei, si mise seduto sul letto, con la schiena sul muro, lei si girò di culo davanti a lui:

  • Ti piace eh?
  • Da impazzire, Paoletta. 

Si sedette si di lui, e iniziò ad andare su e giù.

  • Che culo bellissimooo…

Lui guardò i suoi tatuaggi sul fianco, dietro il collo, li baciò, li accarezzò, mentre facevano l’amore, travolti dalla passione, desiderosi di compensare i tempi di distanza, di assenza.

Stefano non sapeva più se era dentro ad un sogno, non gli sembrava vero, eppure era così: quella donna, proprio quella era nuda ed eccitata per lui.

Cambiarono ancora posizione, lei si mise davanti, e centinarono abbracciati, continuando a baciarsi.

Dopo qualche minuto, lei iniziò a gemere di piacere, Paola stava godendo, ed era vicina all’orgasmo.

Morse le labbra mentre stava venendo, Stefano la raggiunse presto, e le venne in bocca.

Lei si morde le labbra mentre sta venendo, lui la raggiunge presto

Lei lo prende in bocca e prende un fazzoletto

Nella borsa porta un peso gigantesco

Se ci lascia qualche cosa dopo porteremo il resto

Spengo una paglia sulla sabbia poi faccio un castello

Ho un pezzo, poi grida il violoncello ti calza a pennello

Stringi i lacci emostatici, bucami il cervello

Anche se fa soffrire, prima di morire cresco

Dopodiché i due stavano abbracciati, ad accarezzarsi, coccolarsi.

  • Di solito non vengo prima dell’altro… – Disse lei.
  • Dovrei esserne contento?
  • Direi, mai successo con la prima volta…
  • Potremmo non parlare di quando sei stata con altri, senza fare paragoni?
  • Geloso?
  • Eh beh, un poco.

Lei rise.

  • Ormai sono tua.

Era così, senza sapere il motivo. Certe cose non ne hanno bisogno, erano felici, nudi in una notte di fine settembre, lontani da tutto quello che gli faceva male.

Riuniti, finalmente.

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