Un nuovo mondo – 3°Parte.

Puntata precedente.

Quanto avrebbe voluto, quell’uomo, ogni volta che si svegliava, che il suo cuore tornasse a vivere?

Lei era sempre lì, immobile, nel letto. Non si faceva viva.

Ancora sperava che tornasse, e avrebbe voluto fare qualcosa in più, della semplice speranza.

Era convinto di ogni sua idea: che i motivi della separazione erano solo mucchi di fraintendimenti e menzogne, quindi, nulla di concreto.

Si rese conto, che il cuore non aveva, tuttavia, smesso di funzionare.

L’affetto che provava verso di lei, non aveva smesso di esistere: aveva cambiato forma, così, come tutta la sua vita.

L’Eracolatore sperava di riprendersela.

Comunque, stava meglio. Il mondo che prima era distrutto, ora almeno aveva un po’ di vita.

Anche se pieno di dubbi ed incertezze.

Spesso ci pensava a cosa avrebbe dato per rivederla sorridere, per farla ridere ancora, parlarci di nuovo in maniera tranquilla.

Tornando alla spontaneità perduta.

Avrebbe voluto dirle prima che anche lui voleva essere suo amico in modo spontaneo, prima di tutta quella merda successa tra loro.

Forse era troppo tardi per dirlo.

 

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Infatti quel corpo immobile sul letto, anche se lo sentiva parlare e dire queste cose, restava immobile.

Però lui, voleva continuare a lottare.

E non per lei, non solo: ma per sé stesso. Quell’uomo rinato, aveva dentro di sé un’energia immensa.

Una grandissima forza combattiva, e la voglia di rivincita.

Non avrebbe mai dimenticato quella rabbia, quella delusione. Capì infine che nessun sentimento smette mai di esistere.

“Nulla si crea né si distrugge. Tutto si trasforma”.

La rabbia non era più furia ceca: era trasformata nella determinazione e la voglia di riscatto.

Non c’era giorno in cui lo desiderava, non passava giorno in cui non ci pensava, perché, in fondo, lo sapeva: se ora si sentiva in quel modo, era tutto a causa di quella situazione.

“Perdona, ma non dimenticare mai.” E infatti, così sarebbe stato.

Perché, si sa: a prescindere da tutto, non puoi mai veramente dimenticare quello che ti ha fatto male, quello che ti trasforma, ti cambia.

Il motivo, i motivi per cui sei stato male.

Però lui, era davvero diventato più forte. Forse per lui il detto:”Quello che non ti uccide, ti rende più forte”.

E meno male, perché sennò, sarebbe stato un uomo di merda.

Quelli poi, nemmeno “uomini” sono…

Sentiva una grande energia dentro, non si sentiva nemmeno più in dovere di sentirsi gigante.

E così, che iniziò a combattere contro qualcosa che ancora non visualizzava: lui era veloce, e la cosa che combatteva era enorme.

Voleva avere questo potere: il poter di poter realmente cambiare le cose, e di non lasciarle così com’erano.

Una lotta contro la sua stessa vita,

contro il suo stesso destino.

Contro il suo stesso futuro.

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