“Un Piromane in Ferie” – 33°Esimo episodio.

Premessa:

Come ogni Martedì, eccoci al solito appuntamento, con il mio romanzo a puntate, ideato con il mio amico, Leo.

È una storia di fantasia, in cui esiste un ipotetico piromane che, ogni estate, brucia la nostra regione.

Una storia tra il folle e il romantico, in cui faccio alcuni esperimenti di scrittura. Una roba per uno come me, un esordiente.

In questa pagina trovate tutte le puntate.

Qui la puntata precedente.

Riassunto ultimo episodio: Stefano e Paola, dormono insieme, il ragazzo sogna una sua precedente relazione, un altro racconto erotico.

Parte 33:

Forse si vive tutta la vita, fino a quando non si trova la persona giusta, quella che ti spinge, anche senza che tu lo sappia, a stare con lei, o con lui, dopo tanti stronzi, o tante stronze.

Sicuramente, tante stronzate.

E forse, i figli non si fanno per mantenere vivi i rapporti d’amore, ma per avere qualcuno che possa alleggerirci i pesi di una vita.

Avere comunque qualcuno, con cui condividerli. Diverso da qualsiasi moglie, compagna, amico. Un figlio porterà i tuoi stessi pesi.
Questo un giorno pensò Gabriella, ancora pentita del suo tradimento. Tuttavia, aveva smesso di autodistruggersi: non si chiamava più “puttana” o simili.

Quando, quindi, guardava sua figlia, si ricordava di cose molto più importanti e preziose. Era stanca, ma era comunque desiderosa di impegnarsi per la sua famiglia sgangherata.

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Mandò un messaggio, decisa, a Giorgio, dicendogli:

  • Stai salendo? Ti aspetto a Roma, sempre a Castel Sant’Angelo. ❤️

Un cuoricino nel messaggio, notò dopo. Da quanto tempo non gliene mandava uno? Chissà.

Il telefono di Giorgio vibrò, lesse quel messaggio: così improvviso, così inaspettato.

  • Ciao, sì, ci sarò tra qualche ora, se va tutto bene.

Il “bene” che doveva andare, era essere sicuro di aver seminato Supermarco e compagnia. Gli dispiaceva di avere abbandonato il suo nuovo amico.

Tuttavia, sentiva che grazie a quell’incontro, era pronto a cambiare, e smettere con queste manie.

Ricordò da quanto tempo gli piaceva bruciare cose: quando andava alle manifestazioni, e bruciava cose, per protesta. È chiaro: a Giorgio non erano mai piaciute molte cose del suo paese. Ormai, però, era tempo di cambiare le cose, concretamente.

<< Mah, non ha senso fuggire, probabilmente>>.

Ad ogni modo, senza pensarci troppo uscì, prese i bagagli, e andò di nuovo via, in macchina.

.

Nello stesso momento, Stefano osservava ammirato la ragazza, che si vestiva. Gli vennero in mente tutti i fraintendimenti, quelle volte in cui era incazzata con lui e diceva cose come:<< Ho sbagliato a comportarmi così con te, devo cambiare!… Hai avuto tutti questi “turbinii di ragionamenti” … Non c’era la confidenza necessaria!>>

Quante volte aveva tentato di dimenticare quelle brutte parole? Erano talmente marchiate a fuoco nella sua memoria, che non c’era mai riuscito.

Ricordò quelle volte che abbracciava un cuscino, piangendo, disperandosi, per averla persa.

Non sapeva nemmeno spiegare perché soffrisse così, in fondo, il cuore poteva solo dirgli che era la persona a cui aveva voluto più bene al mondo,

spontaneamente.

<<Beh, ora non credo proprio penserà di aver sbagliato. Che strano, che strana sensazione! Quante volte ho desiderato che questo accadesse per davvero, e non solo nelle mie speranze?>>

Paola sorrise, e lo guardò, sentendosi fissata:

  • Che c’è?
  • Nulla, nulla. Stavo solo ammirandoti per l’ennesima volta, mia bellissima.
  • Mh, solo questo?
  • Beh, mi sembra ancora surreale essere qua, con te. Temevo di averti allontanata per sempre, e sei tornata, ora, come un’esplosione improvvisa… Sono felice, Paola.
  • Anche io. – La ragazza si limitò a rispondere così, lo abbracciò e si baciarono.

Uscirono dalla camera, tenendosi per mano, andando ad incontrare Supermarco.

Il giovane si era rinfrescato e riposato, in fretta, si era rivestito con abiti nuovi. Mise quelli sudati nello zaino, e disse ad Ugo di sbrigarsi.

Nello stesso momento, anche Giorgio usciva dalla sua camera, e si diresse verso la sua auto.

In fondo, chi poteva immaginarsi, che entrambi avrebbero scelto lo stesso posto per dormire?

Quei due uomini, sembravano legati dal destino, erano destinati ad incontrarsi, sempre.

L’investigatore vide Paola e Stefano mano nella mano:

  • L’avevo immaginato, dopotutto, avete preso stanza insieme. – Disse, sorridendo.
  • Io non lo sapevo. – Ammise Stefano.
  • Paola aveva deciso di farlo prima di te, mi sa. Vi vedo felici, ragazzi. Contento per voi!

Tutti i giovani scesero le scale, e andarono a pagare, nello stesso tempo Giorgio usciva, e Supermarco lo vide di spalle, si avvicinò e lo vide prendere l’auto.

  • Ragazzi! Eccolo qui!

E l’inseguimento riprese, di nuovo.

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