Recensione Finale de:”Seven Deadly Sins”.

ATTENZIONE: dato che è la recensione finale, non leggetela se non avete finito l’anime o il manga per presenza di spoiler.

Ho già scritto una recensione, ma mi mancava il finale. LE ultime puntate dell’anime, per poterlo recensire in maniera totale.

Ora, scrivo queste ultime riflessioni sulla serie che mi è piaciuta di più negli ultimi anni, insieme a “Le Bizzarre Avventure di JoJo”, e “Attack on Titan”.

Molte delle cose le ho già scritte, dicendo che ha la capacità di intrattenerti sempre. Quando finisce una puntata, sei sempre curioso di vedere cosa succede nella successiva.

Per fortuna, nessun personaggio è risultato troppo marginale, se non i cavalieri sacri, che ce l’avevano solo nella prima parte, poi, diventano, diciamo “troppo deboli”, per i nemici successivi. È una cosa un po’ tipica, quando i nemici sono troppo forti.

Ma, perlomeno, nemmeno i personaggi principali scompaiono per lasciare spazio al solo protagonista. (In questo caso, Meliodas).

Fin troppo spesso, si vedono questi personaggi diventare sempre meno importanti, in modo che solo uno o tre. Come nel caso di Dragon Ball, per dirne uno.

A mio modesto parere, non tutti sono così bravi a “distribuire” l’importanza dei personaggi.

Del resto, da amante di “JoJo”, so bene di cosa parlo. Come non citare, ad esempio Avdol, che dopo due o tre scontri, scompare nel nulla, forse perché troppo potente?

Esattamente come Fugo, con il suo Stand “Purple Haze”? anch’esso fa una singola apparizione, forse perché troppo potente e difficile da gestire?

Insomma, capita spesso in molte opere, che i personaggi secondari abbiano un ruolo marginale.

Ebbene, “Seven Deadly Sins”, dà spazio anche agli altri, oltre a Meliodas. Alcuni potremmo definirli co-protagonisti, anzi, tutti.

Per qualche tempo gli altri peccati capitali erano diventati troppo deboli, ma alla fine, sono tutti forti. C’è stato un bizzarro bilanciamento: prima erano King e Diane, ad esserlo, poi Ban, e alla fine, hanno tutti la stessa forza.

La cosa più bella? Che tutti insieme si impegnano a sconfiggere il nemico, invece che uno solo. Non capita spesso nemmeno questo. Ho apprezzato questa cosa, moltissimo. Il legame di amicizia che lega i Sette Peccati Capitali è immensa.

Infatti, anche se Meliodas voleva tenerli fuori dalla lotta con suo padre che ha sta usando come contenitore Zeldris, perché temeva per le loro vite.

Alla fine, nessuno muore, o quasi.

Sì, quasi. Escanor il mio personaggio preferito, lo diventa sempre di più, fino alla fine.

Inizialmente la sua voglia di sacrificarsi mi sembrava molto nobile. Poi, mi sembrava una morte un po’ forzata, la sua. Non so.

L’unico che muore? E il più forte di tutti, o comunque il più epico.

E in che modo muore, senza avere l’amore che desiderava… E ho pensato che forse, non sarei mai stato nobile come lui, nonostante, credo mi somigli. (In fondo è per questo che alcuni personaggi diventano i nostri preferiti, no?)

Però, pensandoci, dopo aver superato il “trauma” della sua morte, ho capito che un po’ il senso ce l’aveva.

Sarebbe così bello dire anche noi, che l’amore di chi non ci ricambia, possa essere prima o poi, dato a chi può “contenerlo”.

Ma, siamo molto egoisti, ed egocentrici, così a volte speriamo ben altro. È umano.

Ma, dopo averci pensato, anche questo cambia, e sorridi, pensando a quell’umano, di nome Escanor, che ha fatto cose di tal nobiltà, cercando di salvare i cavalieri sacri dal figlio sopravvissuto dell’Indura.

E in quella scena, mi sono messo a piangere.

Escanor era un uomo solo, ma non è morto come tale. Si sentiva solo prima di incontrare i Sette Peccati Capitali.

E si piangono lacrime amare, quando accetta la sua morte, dopo averla data per i suoi compagni.

Riposa In pace, Leone della Superbia.

Per me, i combattimenti più epici, sono stati i suoi, così come la sua fine.

Sicuramente, piaceva molto anche al suo creatore: un personaggio come due alti della personalità molto forti, ma che farebbe di tutto per i suoi amici.

Alla fine, il Re dei Demoni viene sconfitto. I combattimenti sono la parte più bella di questo anime. Non ha una trama molto complicata… Quindi, la qualità esiste, per me, soprattutto in quelli, accompagnati da una bellissima colonna sonora, composta anche da Sawano, colui che ha curato anche quella del famoso “Attack on Titan”.

Come saprete, dopo c’è la “vera fine”, con l’ascesa di Arthur, come Re del Caos. Questa opera, in fondo, si sa: è come un “prequel” delle storie del mitico re, Camelot, i cavalieri della tavola rotonda, e così via.

Ed è stata una bella avventura: durata qualche anno. Guardandosi indietro si pensa a quanta strada abbiano fatto.

Tutti vivi, tutti salvi, la storia finisce bene, insomma. (Per questo la morte di Escanor mi “puzzava”, quasi come se dovesse essere l’unica nota negativa per un “lieto fine”).

Ed è stata veramente una grande avventura.

Direi che forse, a Re Artù doveva essere dato uno spazio più grande, ma non essendo il protagonista, ci sta. In fondo, anche se è rimasto fino alla fine, “sullo sfondo”, riconquista la sua giusta importanza, alla fine, anche grazie a Meliodas.  

“Non importa cosa lui pensa di te, ma cosa tu pensi di lui”.

Importante lezione su cui riflettere, noi tutti.

È stato uno degli anime con maggiore potere di intrattenere che ho visto negli ultimi tempi, “incollati alla sedia”, o davanti a uno schermo.

E se avete letto il manga, tra le pagine.

Ricordiamo che:”The pain and The pleasure all come togheter, there’s no reason why”.

Secondo me, in questo ritornello, c’è un po’ l’essenza della serie: soprattutto nei diversi tentativi di Meliodas di salvare la sua amata. Un po’ come dire:”Si vos pacem, para bellum”. (E che guerra!)

Meliodas è un personaggio dotato di un grande altruismo. Se mi doveste chiedere se dobbiamo amare una persona più di noi stessi, mettendo il suo bene davanti al nostro… Io vi direi che la cosa ideale sarebbe viverlo insieme, il bene di entrambi.

Se qualcuno dei due deve averlo “di più”, forse non sta esattamente funzionando nel modo migliore, no?

Ed è esattamente questo, quello che stava accadendo alla fine, prima che uccidessero Il Re, di nuovo. Entrambi facevano il loro sacrificio, insieme.

Una splendida ed incredibilmente lunga storia d’amore, no? Come dice Elizabeth: ”Sono stati 3.000 anni fantastici”.

Una felicità lunghissima, che può finalmente essere alla sua fine, dopo tantissimi tormenti.

Se vogliamo, quest’avventura ci dà importanti lezioni su molte cose. Poi, come nella vita normale, ognuno prenda ciò che ritiene migliore o utile, per sé, o semplicemente, si goda la storia.

In fondo, son oloro due la causa di tutto. Ed infine, hanno la loro ricompensa.

E quindi, con un po’ di tristezza, ma con un sorriso, saluto questa lunga avventura, che ho avuto il piacere di guardare, e che ora, vi do a voi.

Un 10 o un 9.5? I difetti sono abbastanza trascurabili? Dipende dai punti di vista.

Alla prossima!

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