“Un Nuovo Mondo” – 6

Parte 5 qui.

Nella fuga, l’uomo si addormentò. Ebbe degli strani sogni e visioni. Sognò corvi con la tesa di uomo, sognò un viaggio lungo, sognò di essere come un animale, con tanti cacciatori che volevano ucciderlo.

Si svegliò al mattino presto, dopo che sognò quella donna in intimo molto osé, quasi pornografico.

<< Che cazz?>>

Era come dicevano i suoi compagni, il tempo era diverso in quel nuovo mondo. I ricordi si mescolavano nel grande caos.

Era da poco iniziata l’alba, una luce debole li illuminava: L’eracolatore notò che anche il suo misterioso compagno, dormiva.

Era con le braccia conserte, e notò che aveva le mani nere, quell’essere con la testa di corvo, quella creatura tanto misteriosa, che in qualche modo, era uscita fuori di lui, come anche chi conduceva il carro.

Erano ora, in forma fisica, ed erano liberi, e dalla sua parte.

La carrozza, infine si fermò: erano arrivati in un porticciolo.

Gugu svegliò Randurass, e disse:

  • Dobbiamo andare, su.
  • E dove? E perché? – Domandò l’uomo.
  • Per salvarci, il più lontano possibile.

Volevano prendere un battello a vapore, erano in un grande fiume. Così, ne presero uno, pieno di passeggeri di tutte le razze e sesso.

L’eracolatore guardò una donna che gli sembrò somigliare moltissimo a quella, e infatti non era lei.

Guardò le rive del fiume, alcune case di pescatori, le costeggiavano. Il sole salutava il mondo, levandosi piano piano, prendendo il suo posto nel cielo.

Gugu gli si avvicinò con un caffè, e osservò con lui lo spettacolo dell’alba. Randurass stava vigile, e in silenzio.

Certamente, non era uno che parlava molto.

  • Dove andiamo, Gugu? – Domandò l’uomo.
  • Andiamo verso il mare, ho un rifugio per te.
  • Chi mi vuole morto?
  • Forse non ti vogliono morto, forse ti vogliono solo sconfitto. Comunque, credo che siano le persone che hanno tradito la tua fiducia. Dopo averti pugnalato alle spalle metaforicamente, ora vogliono farlo anche realmente.
  • Perché?
  • Perché c’è chi non ne ha mai abbastanza di colpire, di infierire.
  • È solo questo?
  • Io temo che qualcuno abbia voluto separarti da lei. E ora, vogliono impedire qualsiasi tentativo che farai per riconciliarti.
  • Perché?
  • Perché, perché, perché… Perché gli uomini sono degli stronzi bastardi invidiosi, che fanno troppe domande, e chiedono sempre “perché?”
  • Quindi, a volte non c’è un motivo?
  • Purtroppo, no.

Giunsero, qualche ora dopo vicino al mare. L’eracolatore riconobbe quel posto: era lo stesso in cui si era risvegliato dopo il naufragio.

Giunsero in un altro porto, e Gugu aveva lì una piccola imbarcazione:

  • Andiamo!

L’eracolatore non fece altre domande. I suoi due compagni si misero a pescare, dichiarando che sarebbe stato il loro pranzo.

La barca funzionava con un motore, anch’esso a vapore.

L’eracolatore, dentro di sé, stava in silenzio, preso dall’umidità, e dal freddo del fiume.

  • Pesca anche tu, così ti riscaldi. – Propose Randurass.
  • Grazie.

Dopo un po’, confessò ai due:

  • Questa fuga è inutile. Non c’è modo che io riesca a riconciliarmi con lei. Devo solo accettarlo.
  • Ed è quello che vuoi? – Domandò Gugu.
  • No, ma non ho mica scelta.
  • Nemmeno noi. Dobbiamo proteggerti. – Intervenne l’uomo-corvo.
  • Lasciatemi pure andare, mi uccidano pure. Non è giusto coinvolgere anche voi.
  • Ehi, basta! Non avere questi atteggiamenti! Non sono così nobili come credi. Andremo fino in fondo, e nessuno ci rimetterà più la vita, o altro. – Dichiarò Gugu.

Infine, giunsero su un’isola, in mezzo al mare. Era piena di nebbia.

In quel momento, videro tutti una nave, che si avvicinava.

E più avanzava, più all’Eracolatore sembrava di riconoscerla: era la sua nave affondata, ora era fantasma.

  • La mia nave!
  • Sì, ora è … “Lo Scrittore Volante”.

Continua….

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