“Un Nuovo Mondo” (Rinascita/Riflessione)

Rinascita che ha dato vita a questo, e questa.

Si rinasce, si cresce. Si trovano ostacoli lungo il proprio cammino: sembra quasi che vorresti forzare una persona a volerci bene, e poi scoppia. Esplode tutto, finisce tutto.

E devi trovare risposte che non approvi, ma non hai altre da darti, da dirti.

Piuttosto, sembra che sia solo un’illusione.

Dicono che la gente non cambia, io “protesto”, dicendo che molti non si vogliono accorgere, o non si accorgono del cambiamento.

E, se se ne accorgono, rompono le palle, continuando a farti domande: “Perché? Fai questo, fai quello…”

Chi cazzo vi ha chiesto un’opinione, perdonatemi?

Le persone vogliono sempre che cambi, quando lo fai ci rimangono male. Quindi, evolviamoci come meglio crediamo.

Un giorno, dopo qualche tempo rimasto in casa, a settembre, con il primo tempaccio, il primo grande sbalzo di temperatura, mi sentivo pronto a rinascere. Per davvero, questa volta, in un modo molto migliore.

E per farlo, non sono andato nei miei soliti luoghi, ma ho pensato a un posto specifico. Diciamo, lo stesso in cui sentii il cuore spezzarmi.

Lo vedrete, nella foto in evidenza.

Ero e sono ancora, determinato a rinascere e cambiare. Ho spesso pensato, probabilmente sbagliando, che dovessi dimostrare ad altri il cambiamento. Ma in tal modo, mi sa che non ho gestito bene i miei.

Ora, l’unico che se ne deve accorgere, in fondo, sono io. Il solo che deve dimostrarlo, e se gli altri se ne accorgono o meno, con tutti il rispetto, me ne sbatto duemila paia di palle. Le stesse, che mi rompono, alla fine.

Dunque, mi devo accorgere io di stare meglio, non è così?

Andando avanti, con la solida certezza che nessuno ci ha capito un cazzo. Razionalizzando, tutto è chiaro.

Sono sempre stato capace di farlo, meglio degli altri che mi ritengono irrazionale. In una maniera migliore di molti, e sembrerò presuntuoso, ma non me ne frega un cazzo nemmeno di questo.

In fondo, ci si sbaglia laddove non lo si vuole fare, laddove vorresti cambiare la realtà. So di avere esagerato, conosco gli errori. Potrei spingermi addirittura ad ammettere: “me lo sono meritato”.

Ma mai, dire che sono come qualcuno mi ha definito, travisando le mie parole ed azioni.

Non con coloro che non mi hanno nemmeno dato la possibilità di chiarirsi, e di rimediare. Imponendomi (e poi sarei io), le loro scelte ed idee.

Resto dell’idea (ripetizione), di essere vittima delle stesse cose di cui sono accusato, ma ormai, poco importa, così come importa poco in fondo, anche ammettere che me lo sono meritato. Tanto cosa mai cambierebbe? Qualcuno mi capirebbe? Sarei capace di fare qualcosa? Di essere amico? O forse fare così, darebbe l’impressione di essere “poco uomo”, in quanto rinuncerei al mio orgoglio?

Che importanza ha, alla fine?

Ti puoi assumere tutte le responsabilità del mondo, ma…

Io non volevo cambiare né forzare nessuno e, ora posso dirlo: non ne avevo alcun bisogno.

E neanche voglia, alla fine. Se non fosse stato per molte cose, avrei potuto avere un bel rapporto equilibrato con quella, e quelle persone.

Dunque, come forse avrete capito, non mi è “rimasta” altra scelta di smettere di pensarci, iniziare a guarire, e rinascere in un “nuovo mondo”, senza più alcune cose, e persone del passato. Rendendomi conto, che, per raggiungere i miei obiettivi, “dovevo” cambiare alcuni aspetti della mia personalità, mantenerne alcuni, e ritrovare qualcuno perso, per rendermi migliore.

Ai MIEI occhi, però.

Tanto è vero, per quanto sia da “boomer” dirlo: ci sarà sempre qualcuno che ti romperà i coglioni per qualcosa, tranne… Tranne chi ti capisce davvero. E, non sempre ti capisce per tutto il tempo, anche gli amici cambiano e smettono di capire alcune cose. E c’è chi rifiuta il cambiamento, e resta indietro, nonostante l’avanzare dell’età.

Ma io, avanzo. Ho sempre voluto farlo, ho sempre voluto andare più in alto di prima, volare più in alto, e raggiungere nuovi luoghi.

Altro che “troppo ambizioso”, per volere delle belle ragazze. Forse, erano anche troppo poco per me. E qualcuno mi riderà in faccia, e io allora me ne fregherò altamente.

Perché un amico di molti anni fa, (si chiamava Vincenzo), quando aveva la mia età mi parlò di “andare sulla cima della piramide”, dopo capii che anche una cima di una piramide, era troppo poco per me.

Che avrei preferito volare in cielo, per non fermarmi mai.

Che il mio desiderio di un nuovo corpo, era grandiosa. Così, la 19esima rinascita: “Un Nuovo Mondo”, è diventata qualcosa di tremendamente potente. Una rinascita che ha sbloccato ed esiste con un potenziale infinito, capace di evolversi e crescere.

Il mio cuore, non è più un bambino, ma un albero con un’energia infinita, che cresce, e sarà l’albero del mondo. Il mio nuovo mondo.

Qualcosa che punta verso l’alto, come la spada dell’immagine in evidenza, esattamente come mi spiegò Stefania, quella sera.

In fondo, ho sempre voluto qualcosa del genere, per elevarmi sopra ogni cosa: ogni odio, ogni giudizio, ogni pregiudizio, ogni errore.

Sopra ogni altro essere umano, per essere migliore di quello e quelli che hanno dimostrato solo disprezzo nei miei confronti, per non essere mai come loro.

Per essere sempre passi avanti a tutti.

Io corro, corro sempre in avanti, e non voglio fermarmi mai.

E sarà questa consapevolezza di poter e saper essere migliore, che mi darà speranza.

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