“Un Piromane In Ferie” parte 35.

Premessa:

Come ogni Martedì, eccoci al solito appuntamento, con il mio romanzo a puntate, ideato con il mio amico, Leo.

È una storia di fantasia, in cui esiste un ipotetico piromane che, ogni estate, brucia la nostra regione.

Una storia tra il folle e il romantico, in cui faccio alcuni esperimenti di scrittura. Una roba per uno come me, un esordiente.

In questa pagina trovate tutte le puntate

Qui l’episodio precedente.

Sembrava quasi che il piromane si fosse completamente dimenticato di essere seguito. I ragazzi guardavano a distanza l’uomo che abbracciava con intensità la donna.

Sembrava proprio che il cuore avesse smesso, per entrambi, di ascoltare ossessivamente la ragione, e lasciarsi finalmente andare anche loro.

Forse era vero che Giorgio voleva smettere di fare il piromane e ricominciare a vivere, forse, poteva redimersi.

  • Era da tantissimo che non mi abbracciavi così. – Commentò Gabriella.
  • È vero, e mi è mancato.
  • Mi hai perdonata, alla fine?
  • Un po’. Dopo tanti anni che stiamo insieme, non riesco comunque ad odiarti.
  • Credo che non mi odieresti neppure se fosse passato molto meno.
  • È vero.

Si strinsero ancora di più.

  • E nostra figlia?
  • Dai nonni. Volevo passare del tempo sola con te…
  • Sta bene.

Si presero per mano, spontaneamente.

  • Che teneri! – Commentò Paola, guardandoli a distanza.
  • Già. – Concordò Stefano.
  • Che strano uomo. – Commentò Ugo. – Sembra un’altra persona, ora.
  • Stefano, avevi detto che voleva cambiare la sua vita? – Domandò Supermarco.
  • Sì… Voleva rimettere le cose a posto con la compagna e la loro bambina…
  • Che si sia speranza? – Domandò Paola.
  • Chissà?
  • Vuoi lasciarli andare, Marco?

Il giovane rifletté per un po’.

  • Per ora, sì. non so, mi sembra brutto farlo ora. Non siamo poliziotti.

In qualche modo, l’atmosfera magica di quel posto influenzò un po’ tutti.

Si fece sera, un tramonto bellissimo riempì le strade della capitale: Marco e Ugo decisero, dopo aver trovato un posto per passare la notte, di farsi un giro. Avevano una gran voglia di rilassarsi, quasi come se la loro foga si fosse calmata improvvisamente.

Anche Paola e Stefano, qualche ora più tardi, passeggiarono mano nella mano, sembravano un po’ imbarazzati.

Il giovane pensò a quella sua amica di Roma. Chissà cosa avrebbe pensato, vedendoli. E dire che gli aveva confidato della lite con Paola… ed era stata anche l’ultima persona a cui l’aveva raccontato.

Forse non avrebbe pensato un bel niente.

Anche loro, senza saperlo, fecero gli stessi gesti che avevano fatto Giorgio e Gabriella, e avevano anche la stessa età dei due, all’epoca.

Anche la ragazza si sedette sulla ringhiera e si baciarono.

Anche loro… Come se il testimone fosse passato a loro, adesso.

Giorgio e Gabriella andarono a casa di lei, e, senza nemmeno avere il tempo di domandarsi cosa mangiare per cena, iniziarono subito a baciarsi e si spogliarono quasi subito.

Furono rapiti da una fame che l’uno provava per l’altro a lungo repressa.

Giorgio si stese sul letto, e guardò la sua bellissima compagna, succhiarglielo pian piano.

Poi ci diedero dentro, lei si mise prima a pecorina, poi lo fecero in missionario.

Era come se non fosse passato un giorno: la loro passione si era riaccesa.

Nello stesso momento, nell’albergo, anche i due ragazzi Stefano e Paola facevano la stessa cosa. Ormai erano talmente affamati l’uno dell’altra che sembrava un film porno, ma con molta più forza e passione.

Talmente tanto che provarono più posizioni: prima cowgirl, dopo spooning, poi lei si mise di nuovo seduta di culo sul suo cazzo.

E sapeva quanto gli piacesse quel culo. Ed era molto contenta di renderlo felice così.

Non sapeva nemmeno perché, ma il giovane riusciva a resistere e non veniva presto. Non voleva mai smettere di fare l’amore con lei.

Lei venne da abbracciata con lui, e gli fece raggiungere l’orgasmo con la bocca.

Lui ammirò quella celestiale visione di lei che leccava il cazzo dopo che era venuto, estasiata. E lui, accarezzava quella testa di cui era tanto innamorato.

 E dopo un poco, fu di nuovo dritto, e lo fecero un’altra volta.

Così anche i due adulti.

Sembrava che tutto fosse legato da un misterioso destino, le cose si ripetevano in due mondi diversi.

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