Un Piromane in ferie, Episodio 36:”Destino”.

Premessa:

Come ogni Martedì, eccoci al solito appuntamento, con il mio romanzo a puntate, ideato con il mio amico, Leo.

È una storia di fantasia, in cui esiste un ipotetico piromane che, ogni estate, brucia la nostra regione.

Una storia tra il folle e il romantico, in cui faccio alcuni esperimenti di scrittura. Una roba per uno come me, un esordiente.

In questa pagina trovate tutte le puntate

Qui la puntata precedente.

Episodio 36:

Supermarco era preso dai dubbi: chissà se quell’uomo voleva per davvero redimersi? Non restava che tentare di affrontarlo, parlarci. Così voleva fare.

Coinvolse Ugo, ma non Paola e Stefano. Voleva lasciarli soli, anzi, gli sembrò anche troppo andare solo con il ragazzo.

Era contento per il suo amico Stefano, era così strano, era pazzesco. Sembrava che il destino avesse tracciato la sua linea, collegando insieme quelle vite.

Anche se aveva deciso di non catturarlo, l’aveva comunque seguito, il giorno prima: i due ragazzi, andarono verso la casa dove avevano visto i due.

Mentre andavano, Ugo fece qualche commento:

  • Mah, i fimmini…
  • Cosa? – Domandò Supermarco, concentratissimo sul da farsi. Pensava a cosa dire.
  • Paol… Prima no, e pua se con l’amico tuo.
  • Ugo, non è il momento.
  • Un ti ndi hutti?
  • Sono venuto qua per un motivo, non mi interessa fare il pettegolo. Affari loro, e infatti, li abbiamo lasciati a farseli. In tutti i sensi.

Ugo rimase in silenzio per un po’. fu attraversato quasi da un lampo, guardando l’impegno che ci metteva il detective nel fare il suo lavoro.

Sì, senza saperlo Supermarco era una specie di leader del gruppo, aveva coinvolto quelle persone nella sua impresa, senza nemmeno chiederlo.

Sembrava davvero strano, ma le azioni di quel ragazzo, avevano portato tutte quelle persone a fare scelte, capaci di cambiare la loro vita: Paola, Stefano, Ugo e il piromane stesso.

Quell’incontro tra Supermarco e Giorgio, sembrava essere dettato dal destino, e avere una potenza sconvolgente.

Ugo, dopo aver capito quelle cose, disse:

  • Scusa.
  • Vabbè, non ti preoccupare. È abbastanza tipico dalle nostre parti. Non sono come gli altri, io.
  • Ma hai ragione, affari loro. Io non sono mai uscito da quel paesino, praticamente, sai?
  • Ah no?
  • No, no… Questa è la prima volta che sono uscito dalla Calabria, pensa tu… e ora che vedo Roma e ‘sta cosa… mi sembra quasi un miracolo.
  •  Un miracolo?
  • Sì compà… sei comparso tu e io sono uscito da casa mia, la nostra Paola prima era sempre triste, e mò è al settimo cielo… Il tuo amico ha ricevuto quello che gli mancava, quello per cui ha lavorato tanto, a quanto ho capito… riprendersi quello che aveva perso. E persino il piromane là, ora si sta riconciliando con la compagna. Che sei? Un santo?

Supermarco si fermò un attimo a riflettere. Era vero, da quando si era incamminato per quella strada, aveva in qualche modo cambiato le vite di tutti, chiaramente anche la sua.

  • Capì, sembra che tu abbia il potere di cambiare il destino di tutti… Come Giorno Giovanna.
  • Chi?
  • E poi, non è nemmeno ‘na coincidenza che ci siamo trovati davanti Castel Sant’angelo, dov’era nato Golden Experience Requiem…
  • Avevo capito il discorso, fino a questo punto.
  • Vabbè sì, insomma…
  • Non sono un santo, Ugo. Ma ammetto che hai ragione, è tutto molto strano. Mi è venuta voglia di saperne di più.

Entrambi video Gabriella, stava parlando con due persone più grandi che avevano una bambina.

  • Sì mamma, puoi tenerti Claudietta ancora per qualche giorno?
  • È tornato Giorgio? E tenetela voi allora…
  • No mamma, devo… voglio rimettere le cose a posto. Voglio che stiamo soli, anzi, ce ne andiamo per un po’ a Bologna.
  • E il lavoro?
  • Entrambi abbiamo preso delle ferie, mà, è importante. Per la famiglia…
  • Va bene, va bene. E quando andate?
  • Subito.

Letteralmente, era sceso Giorgio con valigie già pronte.

  • A Bologna! – Disse Ugo.
  • Merda! Volevo parlargli, ma non con i genitori della sua compagna e la bambina…
  • E adesso?
  • A Bologna, Ugo.
  • Che bello!
  • Mah, forse hai ragione.

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