“Un Nuovo Mondo” – Parte 16 (speciale Natalizio)

Parte 15 qui

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Buona vigilia, dal vostro Scrittore Volante!

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<< E così, questa è la mia vita, ora>>, pensava l’uomo, rimasto solo, nel letto.

<< Senza di lei, senza nessuno, quasi senza più una reale voglia o speranza di cambiare la mia vita. Mi sento sempre così stanco… forse… dovrei aspettare prima di fare qualcosa. Forse dovrei ricaricarmi.

Non ne posso più. >>

Era proprio così, ormai era proprio quello il mondo in cui si svegliava. Non aveva più l’aspetto di prima.

Anche lui, ormai era e si sentiva cambiato profondamente. Ormai non poteva più trovare una valida alternativa a ciò che, in qualche modo, era diventato.

Ma in cosa si era ormai tramutato? Non lo capiva. Non sapeva più bene quale caratteristica lo distinguesse, quale cosa lo facesse dire di avere ormai una certa identità.

Si mise una lunga coperta addosso, e si preparò del tè. Guardò fuori dalla finestra quella nuova città moderna, frenetica, ansiosa di fare di più, di evolversi.

Guardò al di fuori dalla finestra. Era ormai natale, vide le luci natalizie. Eppure, non sentiva dentro la passione e lo “spirito natalizio”, necessari.

Senza alcune cose che lo facevano sentire veramente bene, non poteva stare come voleva… quasi sperava in qualcosa di miracoloso.

Tuttavia, si mise a mettere degli ornamenti festosi, a prescindere.

Iniziò a nevicare e lui, non sentiva la voglia di andare da nessuna parte.

Ma aveva in ogni modo, la netta voglia di cambiare, anche se sapeva, purtroppo, che non sarebbe stato facile.

Nel frattempo, i suoi compagni, per andare al vulcano, usavano una locomotiva.

Molte persone li guardavano, erano sicuramente degni di attenzioni, dato il loro bizzarro aspetto, ma, siccome erano dotati di regolare biglietto, nessuno li scacciò via.

  • È quasi natale. – Affermò Gugu. – è la vigilia, e noi stiamo andando in un vulcano.
  • Eh beh, andremo a fare noi un regalo al nostro amico. – Disse Guguceppe.
  • Amico? Sarebbe più giusto dire che è il nostro… “proprietario”.
  • Non direi, siamo tutti pari di lui. – Disse Randurass.

Dopo questa affermazione, il silenzio accompagnò il viaggio dei bizzarri esseri, finché non giunsero alle pendici del vulcano Phrob.

  • Cosa facciamo qui, Gugu? Ti abbiamo seguito ma non conosciamo le tue intenzioni. – Disse Guguceppe.
  • Questo è un luogo magico. Si dice che in questo luogo, esista una creatura capace di ridare il “fuoco” alle persone. Voglio ridarlo all’Eracolatore.
  • E, sei sicuro che voglia darlo a noi?
  • No, ma voglio provare.

I tre scalarono tutto il grande vulcano, e quando giunsero in cima, videro dentro di esso, una creatura che stava su delle ardenti piattaforme di pietra. Bizzarro, ma viveva lì.

Era un altro uomo-uccello, alto più di due metri. Aveva la testa di falco di colore rosso e un’armatura dorata.

Vide quelle creature scendere nel cratere, e rimase ad attenderli, con le braccia conserte.

  • Che cosa volete? Non è esattamente il momento migliore per fare gite sui vulcani. – Disse, con voce profonda, e potente, che sembrava facesse eco in tutto il grande cratere.
  • Abbiamo bisogno di te, se vuoi… ci servirebbe un favore. Un nostro amico… ha bisogno di nuovo “ardore”.
  • E così, vi rivolgete a me? Un regalo di natale? E perché dovrei aiutarvi?
  • Vuoi qualcosa in cambio?
  • Io forgio anche delle armi molto potenti, e mi piace combattere. Il più forte tra voi mi affronti. – Prese due mazze che erano illuminate ed incandescenti.
  • Va bene. – Randurass si preparò a combattere.

Senza ulteriori esitazioni, i due si misero a combattere. Le mazze, lanciavano fiamme, e il nemico era veramente forte, veloce ed abile.

L’uomo corvo era in netta difficoltà, era arrivato il momento per lui di fare sul serio.

Dalle sue spalle, comparvero le sue ali, iniziò a volare.

  • Credi di essere l’unico ad avere questa risorsa? – Anche l’uomo-falco fece spuntare due ali dietro di lui.
  • Non uccidetevi! – Gli raccomandò Gugu.

Gli occhi di Randurass si illuminarono di verde, si precipitò verso il nemico più velocemente di prima, cogliendolo di sorpresa e lo colpì.

  • Ughhh…. – un corvo più rapido di un falco? Com’è possibile?

Il forgiatore cadde a terra, sulla cima del vulcano.

  • Sei ancora vivo…? Uhm… come ti chiami?
  • Phrob, come il vulcano. – Rispose l’altro, alzandosi. – Impressionante capacità di combattimento. Era da anni che non mi sentivo così, va bene, vi aiuterò.

Si connesse con loro, e trovò il pensiero dell’uomo, e tramite la magia, creò qualcosa da dargli.

  • Presto, si sta facendo tardi. – Disse Gugu.
  • Tra poco è natale… auguri. – Phrob li salutò. – Ripassate un’altra volta.
  • Sei un pazzo! – Disse Randurass.

Correndo, i tre presero di nuovo l’ultimo treno per tornare a casa.

Randurass aveva una grande capacità di auto-rigenerazione, e si riprese in fretta, nonostante le ferite riportante durante lo scontro, fossero molte.

E infine, tornarono a casa, dall’Eracolatore, che sotto l’albero, riuscì  a trovare, come regalo, un po’ di speranza per il suo futuro…

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