Buoni Propositi.

Ogni lunedì, alle 19:00 un “foglio bianco”. Ovvero un “foglio” in cui scrivo quello che penso, qualcosa sulla mia vita, delle riflessioni e dei pensieri.

Qualcosa di semi-autobiografico, racconti indiretti della mia vita.

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Da troppi anni che ci siamo, sempre a pensare alle stesse cose, sempre le stesse voglie…ma forse, mi sono sbagliato in un certo senso, forse non dovevo concentrarmi su qualcos’altro.

Ci diciamo sempre le stesse cose ad ogni inizio di anno, a me poi basterebbe dire “speriamo non finisca come questo” …

Sono passati 32 capodanni, e molti erano simili tra loro, per viverne qualcuno diverso ho dovuto vivere a Bologna, per il resto è sempre la solita solfa tra parenti, insomma.

Cosa che oggi mi sta benissimo, dato che non ho tutta ‘sta priorità di spostarmi tra una solita solfa e l’altra, ovvero in mezzo al corso, così come tutte le altre fottute sere.

Ma vedi, amica mia, amico mio, alla fine il buon proposito, quello vero, forse… non è l’oggetto, ma semplicemente il come arrivarci. Sappiamo che vogliamo vite migliori, ma quanto facciamo per vederlo realizzato nella vita? Forse ben poco, dato che qua, c’è qualcuno che pensa che per cambiare la vita basti leggere un libro, ed uscire di casa.

Sì, beh, non è poi così male, peccato che poi quando esci, sei sempre il solito (coglione).

Sì, insomma, non basta poi così poco come questo mondo ci fa credere per stare meglio, no? Come dire che ti basta trovare un tipo con un buon conto in banca… ma poi non lo ami. Che razza di vita sarebbe? Mah. Senza contare poi quanti rischi corre se uno se ne accorge o ci fai famiglia… che sciocchezze.

No, i buoni propositi non possono essere ormai, troppo superficiali: non basta dire:” un lavoro, soldi, amore” …

Il mio buon proposito? Una vita migliore, sotto tutti gli aspetti: anche questo qui della scrittura, per dirne uno di tanti.

Già ho cominciato a fare pulizia, già ho deciso di smettere di sentire quelle cazzate sentite così tante volte, che temo che le mie orecchie le filtrino, facendomi diventare sordo per un po’, come occhio di Falco.

Così tanto stufo di sentire le stesse minchiate per anni, vomitate dalle stesse persone che dicono che vogliono migliorare, ma poi non fanno un cazzo, e no: non basta smettere di fumare, non basta trovarsi nemmeno un lavoro decente, o quelli dei tuoi sogni.

Migliorare e migliorarsi significa dedicarsi ogni giorno ad ogni singolo aspetto della tua vita, o la maggior parte.

Vi pensate che basti mettere in ordine la stanza? No. Perché non basta farlo, si deve cogliere il significato, ed io, mi rendo conto che nella mia attività di pensiero e riflessione, a differenza di quello che hanno pensato in molti, non è stato un male.

Mi sono dedicato alle profondità di me stesso, non sono mai stato superficiale, ma ho sempre considerato gli aspetti delle cose, delle persone, così sto creando un miglioramento costante giorno dopo giorno, piccoli, ma che esistono SEMPRE.

Così mi sto togliendo alcuni vizi, alcune distrazioni, combino meno “pasticci”, insomma, si matura passo-passo.

Credo di aver trovato il modo, il mio modo per procedere, per levarmi di torno. Ho la voglia di andare via, e la certezza che lo farò, so solo che non sarà immediato, ho solo cominciato il percorso che mi porterà lì dove voglio andare.

Sì, in una vita migliore.

Una vita in cui sono il più autonomo possibile, o completamente, in cui posso guardarmi allo specchio senza rimorsi o rimpianti, sapendo che ogni giorno faccio del mio meglio, senza dover pensare al passato, senza essere dei “Peter Pan”.

Io la mia adolescenza ed infanzia le ho odiate.

Ricordo qualche coglione che mi prendeva in giro, anni fa, ridendo quando dicevo di “non avere avuto un’infanzia”, ed era vero, ed è per questo che non mi piaceva. Non mi piaceva essere isolato e preso per il culo da tutti, così che per alcuni tratti ancora esiste, e anche se è una “macchietta”, a me continua a dare fastidio.

Uno dei tanti piccoli o grandi motivi per cui andare via.

Quindi, un solo buono proposito: è stare meglio di prima. Senza più stare in qualsiasi situazione di disagio. Mi dicevano che stavo troppo in una “comfort zone”, ma dopo tanti anni mi rendo conto di due cose molto importanti che vi dico qui:

  1. Si passa, nella vita, da una “comfort-zone” all’altra, e prima di diventarle, erano invece, scomode. Poi, sono quelle di prima a diventare situazioni di disagio.
  2. Si pensa anche fin troppo spesso, che esclusivamente le situazioni e/o esperienze negative faccino crescere. Ma come la luce e il buio, anche qui una cosa ha bisogno dell’altra. Il buono si capisce dopo il cattivo, e viceversa ma… si costruisce da quello che ti fa stare bene e quello che vuoi che ti faccia essere felice, no? In fondo se stiamo una situazione di benessere, che male c’è? Se si è capaci di crescere e prosperare anche in esse? Non è forse uno degli obiettivi dell’intera umanità? Se trovi una situazione in cui puoi crescere, stando bene, che male c’è?

Quindi sì, basta con tutto quello che mi provoca un disagio tale, da farmi pensare per troppo tempo, beh, sì…

A fanculo un bel po’ di cose e di persone, no?

Buon anno.

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