Recensione:”Virus” – di Noyz Narcos.

Oggi recensiamo il nuovo album di Noyz Narcos, uscito in contemporanea con quello di Murubutu, di cui ne parlerò la settimana prossima. (Questo gennaio è pieno zeppo di musica rap italiana!)

L’album si chiama: “Virus”, che oltre allo stesso artista principale ha dentro anche tante collaborazioni di livello tra i vecchi e i nuovi.

1. Immortali.

Sarà un discorso da nostalgico, ma i “vecchi” non muoiono mai. Noyz ha chiamato nel suo nuovo album diversi giovani, ma la cosa che mi salta all’occhio-orecchio è il fatto che nessuno dei collaboratori è al livello del rapper romano.

La verità è che ben pochi dei nuovi, possono essere al livello di chi li ha preceduti, com’è vero che il mondo è delle nuove generazioni.

Tuttavia, il livello qualitativo dei giovani sembra abbassarsi: facendo un confronto con Noyz, Guè, ecc… La verità è che i migliori restano, appunto, quelli che c’erano prima, anche adattandosi agli stili nuovi, per molti è così.

Stiamo parlando di un mostro sacro dell’hip-hop italiano, che è capace di restare nel suo stile, mischiandolo con il nuovo. E i giovani che appaiono nel disco, sarebbero capaci di farlo? Uno di loro sarebbe capace di fare bene l’hardcore come lo sa fare Noyz? Qua viene la prima critica dell’album: ovvero questa cosa di aver messo persone che cantano in modo totalmente diverso dal rapper romano, per me suona un po’ male, sinceramente: in questi pezzi io sento sempre lui come il migliore. A confronto, gli altri un po’ stonano.

La sensazione è che sembra che chiamino quasi per forza le nuove leve, perché forse temono che l’album se lo cagherebbero un meno, oppure perché sennò non avrebbe lo stesso valore.

E ci tengo a sottolineare a dire che non è che non mi siano piaciute le tracce, anzi: l’intero album è veramente una figata, però… non saprei.

2. Hardcore di “fama”.

Noyz è uno dei pochi, se non l’unico, ad aver sfondato con uno stile di hardcore in questo modo. Il “king” non è mai stato Salmo, ma lui, perché lui lo sapeva fare e lo fa ancora.

Non è infatti uno stile orecchiabile, e soprattutto, non è di moda. Lo è stato con Salmo, magari, ma per un brevissimo periodo. Invece Noyz è da sempre che lo fa, ed è emerso dall’undeground. E con questo mi collego al discorso di prima: per me mischiare i nuovi artisti che fanno uno stile totalmente diverso, un po’ stona, ma magari potrebbe essere una nuova frontiera, chi lo sa!

L’album comincia benissimo, con “Uomo a Terra”, le basi sono molto particolari, anche il campionamento: Noyz non usa l’autotune, ma nelle canzoni ci sono delle parti in cui ce n’è l’uso, ma non nelle strofe, sono solo effetti e contorni.

La musica è truce, gangsta, hardcore: vuole avvicinarsi allo stile nuovo, restando però, da certi punti di vista, nel precedente: quindi il “vecchio” e il “nuovo”, si incontrano a metà strada, diciamo.

Ma per non scadere nel ripetitivo, vi dico che comunque la sensazione è piuttosto strana: quando ero ragazzo la musica di Noyz non andava di moda, non ne parlavano tanto quanto oggi, per questo mi è difficile abituarmi all’idea che la musica che prima ascoltavo “solo io” (nel senso che era di pochi), oggi sia di tanti.

Quello che voglio dire è che, alla fine, sono un po’ contento per loro, per lui, perché penso che non sia stato facile arrivare a questo risultato.

2.1 Hamardcord.

Piccola parentesi che dedico a “Verano Zombie PT.3”, una delle tracce più belle del disco, che sa di Amarcord. Infatti c’è il buon Gemello che rappa come una volta, qualcosa a cui non sono (e siamo) più abituati, e Il buon Metal Carter.

Peccato per l’assenza nell’album del buon Chicoria, però.

3. Esaltante

Qualitativamente è un ottimo album, che ha un giusto bilanciamento tra quelle più cattive, e quelle più leggere.

Ad esempio mi sono piaciute moltissimo: “Blister”, “Spine”, romantiche e nostalgiche. Bellissima:”Dope Boy”, prodotta da Night Skinny, uno dei migliori producer d’Italia, a mio parere. Sia questa canzone, sia “Cry Later” hanno tematiche molto simili: ripercorrendo un lungo percorso. Non dimentichiamo che questi che oggi sono famosi e ricchi, hanno fatto moltissima gavetta, e prima di essere quelli che sono oggi, avevano una vita totalmente diversa.

L’album è veramente esaltante, sì che come ho detto prima, per me molti “stonano”, ma il pezzo con Sfera Ebbasta mi è piaciuto molto.

A mio gusto, ti puoi sentire tutto l’album senza saltarne una, il che significa che è veramente fatto bene. Dopo vi dirò tutte le mie preferite, ma non ce n’è (per fortuna una che posso considerare…” brutta”, al massimo “meno bella”.

Ampiezza di tematiche, di suoni, e collaborazioni anche d’oltreoceano, “Virus” è un disco veramente godibile, che può farci muovere la testa a tempo, oppure farci commuovere e riflettere, e (appunto) anche essere nostalgici.

4. Concludendo, dunque: è un lavoro che si vede che è stato fatto benissimo, che è capace di piacere alle nuove e le “vecchie” generazioni. Anche quelli più grandi di me, se sono abbastanza aperti mentalmente.

Non so se era uno degli scopi di Noyz e compagnia, ma per me in caso hanno raggiunto l’obiettivo.

Mie tracce preferite (ordine sparso e non di preferenza):

  1. Dope Boy
  2. Victory lap (bellissima Outro, tra l’altro, anzi PERFETTA).
  3. Verano Zombie PT.3
  4. Cry Later
  5. Welcome Back
  6. No Ratz
  7. Spine
  8. Blister

Voto finale: 9/10.

Alla prossima settimana, regà.

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