Archive for ‘Musica’

#Recensione di #Adversus

Video di Unboxing/Recensione: https://youtu.be/ZTDO8V6JCHo

adversus

Quando ho saputo del fatto che i Colle stavano per fare il tanto atteso disco nuovo, mi sembrò un miracolo. Da “Anima e Ghiaccio”, erano passati 10 anni. Ho anche visto il documentario sulla lavorazione del disco, è stato un duro lavoro. Gli impedimenti possono essere stati gli impegni, tempo libero inconciliabile, anche la mancanza di voglia…

Alla fine, come nello spot dell’Amaro Montenegro: ce l’hanno fatta.

E come il suddetto, il disco  ci porta l’amarezza della realtà, sputata dal Danno e Masito. I due non hanno mai smesso nelle loro attività: hanno continuato a scrivere e a rappare in progetti e lavoro di altri esponenti del rap, loro amici e colleghi. A volte anche insieme.

Aver fatto un album, dei Colle, tutti insieme, sembra essere stato più complicato. Ricordiamo i colle per essere stati con Ice One, producer ormai storico, che ha collaborato con Don Diegoh negli ultimi anni, in particolare. Il disco del don:”Latte & Sangue”, è un vero capolavoro dell’Underground che consiglio vivamente.

Il colle si è rivolto per “Adversus” a Dj Craim. Il buon Craim lo stimo e mi piace moltissimo. Ha portato un’innovazione nel sound della vecchia scuola: le basi di Adversus sono tutte ottime, e rievocano nel modo giusto, le sensazioni descritte dal Danno e Masito.

La intro è “Storia di una lunga guerra”, che sembra dirci che fare questo capolavoro, sia stata una “Lunga guerra”, protratta negli anni, come i due affermano nello stesso documentario, ma non solo: anche la vita è una lunga guerra.
E come ogni soldato, la guerra viene svolta con disciplina ed onore. Infatti, nella copertina del disco, vediamo la maschera dei samurai.
Il rap è come il bushido.

Un discorso che viene un po’ ripreso nella seconda traccia: “Eppure sono qui”: come dire “eccomi, sono qui, ancor a sputare rime, sono sopravvissuto, non mi sono arreso, nonostante tutto il tempo trascorso”.

“Eppure sono qui come se fosse facile perdere

Eppure sono qui anche se sempre meno da scegliere

Ma ancora sono qui come te mentre cerco di essere

Perché solo qui trovo me l’avversario da stendere”.

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#Recensione:”Me” di Sace.

#Recensione:”Me” di Sace.

Ho conosciuto Sace, con “Underdog 2”, in cui ha fatto una strofa, che ogni volta che la sento, mi fa venire un po’ la pelle d’oca.

Ora che ci penso, la prima volta che sentii questo nome, era ai tempi di “Benvenuti in Borgata 3”, il mixtape di Dj Fester Tarantino. (Il producer/Dj della crew “Gente de Borgata).

Comunque, solo ora lo sto prendendo in maggiore “considerazione”. Non so se sia corretto definirlo, “emergente”, finora non ho trovato album o EP, se non questo che vi sto recensendo: ”Me”.

Questo EP ha toni cupi, forti, violenti. Rap realistico, da strada. In questo EP Sace mi ha ricordato un po’ L’Izi di “Pizzicato”. In alcuni pezzi mi ha ricordato il flow incazzato e graffiante del buon Diego.

Quando ascolto alcuni pezzi come anche la stessa prima dell’EP, dal titolo “Me”, mi ha ricordato un po’ “Pianto” di Izi, per dirne uno.

Non so, forse il flow, forse la sonorità, forse le basi mi hanno dato questa impressione.

Comunque, a parte il collegamento che fa il mio cervello, portandomi da Sace a Izi, devo dire che questo Ep mi è piaciuto talmente tanto che lo sto ascoltando di continuo.

I pezzi parlano praticamente, della sua vita. Le sonorità dei pezzi sono quelle “da nuova scuola”, è mixato molto bene, si sente molto bene la musica.

È bello “incazzato” e “violento”, come piace a me. Mi è piaciuto il fatto di mettere le parole e gli “echi” nel sottofondo durante i pezzi. Scusate se mi manca il termine tecnico…

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“Non ti preoccupare”. – Disumano.

Ehy, non ti preoccupare,

che tanto starò qui fermo ad ascoltare,

a dimenticare,

 a fare finta di non pensare.

Tanto chi se ne frega,

se nessuno ci spera,

io non sto qui a fare la sfera,

sto a rappare fino a sera.

Cercando di non pensare al male,

a quello che mi resta,

ad una festa,

che non si fa: abbassa la cresta,

che tanto qui non frega un cazzo a nessuno,

se sei qualcuno.

Non fai impressione

Mi fai solo venire la depressione.

Non ti preoccupare, che tanto

Sarò da qualche parte ad ascoltare la musica,

con nostalgia,

e la fottuta malinconia. 20

Rit.

E non mi resta che la musica,

rimane lei, l’unica.

Un giorno sarò via da qui, probabilmente

Ad ascoltarla, sotto un sole cocente,

pensando a quello che era prima,

chiudo tutto in questa rima.

E sì, vai non ti preoccupare,

che sarò via da qui ad ascoltare,

Qualcosa come Moder o Claver,

piuttosto che Faber.

Non ti preoccupare, ci vediamo nel “Codice di Perelà”,

mentre le note malinconiche, sono più in là,

oppure “Tra i denti”, mentre osservo l’umanità,

che forse di fare altro non ho la capacità.

E mi dispiace per come sia la realtà…

Anche se ancora ci spero, non finisca tutto qua.

Mentre cerco di capire le possibilità.

Penso al futuro,

ma prima c’è un muro.

Ed io, testardo come un mulo,

mentre ancora voglio un culo.

Mi immagino di rappare questo pezzo,

di ascoltarlo in un futuro disperso,

che manco arriverà, forse: sto perso,

Rappo per questo mio universo.

Non ti preoccupare che va tutto bene,

anche se disperdo il seme.

Rit.

E non mi resta che la musica,

rimane lei, l’unica.

Un giorno sarò via da qui, probabilmente

Ad ascoltarla, sotto un sole cocente,

pensando a quello che era prima,

chiudo tutto in questa rima.

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