Link articolo: https://loscrittorevolante.com/2021/06/11/recensione-racconto-shibumi-di-luccibrokenspeakers/

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“Tutta la vita ad inseguire qualcosa

E quel qualcosa ce l’abbiamo davanti

Alla ricerca di roba preziosa

Ma senti freddo ad abbracciare diamanti…”

Shibumi, album del 2016. Un anno molto burrascoso per me, non fu facile trovare lo “Shibumi”, anzi, non lo trovai. Ma la musica di Raffaele, mi aiutò ancora una volta.

Un album di 8 tracce, con una bella custodia. Il secondo progetto solista dell’ex-membro dei Brokenspeakers.

Un altro disco hardcore, che ci accompagna, con delle barre belle toste. Iniziamo dalla Intro, con una base che ci “carica” nel modo giusto:

“È sul palco che sono me stesso

In ogni cazzo di cosa che ho scritto puoi trovarci il mio riflesso

In fissa pe’ i graffiti e per il rap, e che te devo di?

So’ el meglio de ‘na volta fatto oggi, Stanger Things

Classico e immortale, non tramonta mai

Porta al suono casse rotte dritto in faccia quando pompa live”

L’album che ci si prospetta, è qualcosa che distende i nervi, i testi pieni d’amore, e appunto:”Shibumi”. Quello che si cerca, e cerchiamo di trovare:

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