#Recensione e pensieri sulla #SerieTv: ” #DoctorWho”.

Piccola premessa: rispolvero un vecchio articolo che scrissi ormai anni fa per un altro blog… (Quindi non faccio nessuna fatica eheheeheh…) A parte gli scherzi: è la mia serie preferita e anche se ci sono riferimenti al natale, in questo articolo, comunque rispecchiava in pieno il mio pensiero su di essa.(Anche se mo che la pubblico, non è natale, ovviamente…)

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Il natale, occasione che sembra sempre durare mesi, ma che in realtà è solo una settimana o dieci giorni, una festa in cui si cerca calore nei camini o nei termosifoni, e a volte semplicemente nei propri cari, per degli appassionati della serie “Doctor Who” c’è un qualcosa in più di speciale oltre ai regali, feste e il sentirsi liberi di mangiare senza pensare alla dieta.

Le puntate speciali di natale, hanno infatti, sempre appunto, tematiche natalizie, e nella puntata è sempre natale, più o meno.

Più o meno sì, perché chiaramente con il dottore, non si sa mai.

Iniziamo dalle basi: per chi non conoscesse questa famosa serie, e chi magari avrebbe intenzione di vederselo. Cos’è il Dottore?

Il dottore non è precisamente umano, o almeno non terrestre. Il suo aspetto è umanoide ma egli è un signore del tempo: una razza aliena che esiste nel pianeta chiamato “Gallifrey”.

Cosa sono dunque i signori del tempo? Esseri viventi capaci di muoversi nel tempo e nello spazio con astronavi dotate di tecnologia avanzatissima, chiamate TARDIS. Esse hanno anche la capacità di cambiare aspetto e di evolversi con il passare del tempo, diventando anche maggiormente avanzate.

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Analisi – La Decadenza dell’Eroe.

Mi capita sempre più spesso, di vedere nelle serie tv, anime, e tanto altro, la perdita dello stereotipo dell’eroe.

Il cavaliere senza macchia e senza paura, è chiaramente un concetto ormai superato. Oggi predomina la figura dell’antieroe.

Ovvero si è umanizzato, non esiste l’illusoria perfezione dell’eroe che combatte per i puri ideali di giustizia, e pace.

Nel genere letterario, si aveva la necessità di un eroe del genere, per moltissimi anni. Per incarnare i principi, soprattutto quelli religiosi.

Ad iniziare dai vari paladini, come l’Orlando.

Io sono cresciuto con Dragon Ball, quindi parliamo di uno che amava Goku. Sia bambino, sia adulto. Anche se nello storico anime, oggi si può dire, non era la caratterizzazione del personaggio la cosa principale. È amato per i combattimenti, si sa.

I miei personaggi preferiti, guarda caso, sono due. Vegeta, e Piccolo. Entrambi ex- cattivi, diventati buoni. Loro sono antieroi per eccellenza, gli unici almeno, in dragon ball.

Pensate anche a One Piece: Luffy è molto simile a Goku. È un po’ caratterizzato meglio: ma è sempliciotto e ingenuo esattamente come il sayian.

Anche se apprezzo Luffy per il suo essere sognatore, e non avere la stessa smania di combattere di Kakarot.

Però nella serie il mio preferito era Zoro. Un altro personaggio “macchiato” da qualcosa. Ecco.

Ormai la sfumatura del personaggio è quella che emerge. Come lo stesso Tyrion, citato l’altro giorno. Si apprezza l’eroe pieno di difetti, umano, capace di entrare a contatto con lo spettatore.

Quello che prova dubbi, fa errori, se ne pente, ha rimpianti e rimorsi. E combatte, vive, sopravvive.

Per questo personaggi come Tyrion sono riusciti meglio di altri.
Pensate al Signore degli Anelli: dove il protagonista è nientemeno che Frodo Baggins. Un fragile hobbit che non sa nemmeno combattere. E infatti, scappa sempre davanti ai cattivi.

Tuttavia, da qualche parte la concezione cavalleresca esiste ancora.

Ne “Le bizzarre Avventure di JoJo”, uno dei miei anime/manga preferiti, il primo protagonista è Johnatan Joestar.

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Come Tyrion Lannister.

Sicuramente molti di voi avranno presente Tyrion. Difficile non incontrare persone che non abbiano visto Game of Thrones.

Il personaggio di Tyrion, è amato dalla maggior parte dei fan. Per quale motivo però? È presto detto. In molti si rispecchiano in lui.

Un po’ come con Paperino. Come mai questi personaggi sono molto amati? Perché sono i più vicini alla realtà.

C’è almeno una caratteristica in loro che ci ricorda noi. Tyrion: ingenuo, buono, troppo buono, saggio, e sempre pronto a fare scelte difficili.

Ed è un capro espiatorio per la sua famiglia.

Tyrion, un sottovalutato, con la costante voglia di rivincita, per tutti i torti subiti.

Per questo amiamo Tyrion: purtroppo in molti si sentono in questo modo.

Ecco: personaggi come lui racchiudono la nostra sofferenza. Ed è proprio con personaggi come lui, che possiamo “sfogarla”.

In un certo senso, compie il suo ruolo di “capro espiatorio” in maniera eccellente. La mia parte preferita, la migliore per me, quindi la mia preferita, è stata quando si difendeva dalle accuse di aver ucciso il nipote Geoffrey.

questo personaggio che spicca, più di ogni altro. Per la sua particolarità, esattamente come nella vita reale.

C’è chi spicca per essere diverso.

Era un urlo disperato di un condannato, un perseguitato, un non capito.

Ecco, il potere di questo personaggio, ha fatto in modo che si creasse una cosa fondamentale per ogni opera, almeno dal mio punto di vista: empatia.

Ci vuole quel personaggio capace di creare empatia con il pubblico, il punto di collegamento preciso, delineato.

In ogni libro, in ogni serie tv, film, spettacoli teatrali, c’è bisogno.

Così in effetti ho fatto con ogni mio personaggio fatto sul palco, negli spettacoli fatti alla fine dei laboratori teatrali che ho compiuto.

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